Molte illazioni sono state fatte finora sul misterioso agguato a Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che solo il tempestivo intervento della sua guardia del corpo ha fatto fallire.
I soliti teorici del complotto già millantano che si sia trattato di una farsa: come ha fatto l'attentatore a schivare ben tre proiettili in un corridoio? Per dove è scappato? Perchè nessuno l'ha visto? Noi rigettiamo questo pseudo giornalismo. Belpietro è un eroe, perchè rischia la vita per quello che scrive, quindi non si può criticare. Grazie alle nostre infinite conoscenze nei servizi segreti deviati e non, proponiamo invece una ricostruzione attendibile di quanto accaduto quella sera nella palazzina milanese.
- Belpietro esce a portare a spasso Poppy, il suo cane, un chihuahua zoppo che gli regalò anni fa il suo editore. Indossa un completo blu scuro, cravatta regimental e l'immancabile pendaglio a forma di farfallina legato alla caviglia. Rientra verso mezzanotte e saluta le sue guardie del corpo con il segnale convenzionale degli abitanti del pianeta Ork.
- Il capo della scorta sta per prendere l'ascensore, quando vede il cartello "Vietato fumare" in corridoio. Non resiste alla tentazione di vedere cosa succede se si accende la sigaretta dove non si può. Scende le scale spippacchiando rumorosamente ed è quasi deluso nel constatare che nessuno arriva a comminargli la sanzione di 25 euro, quando si imbatte in un tizio con una pistola in mano. "Orcodio, mi hanno sgamato", pensa in un primo momento.
- A questo punto il malvivente, che era vestito come John Travolta nel "La Ffebbre del sabato sera" ma indossava una maschera raffigurante il volto del celebre Generale Baratieri, estrae la pistola, che in realtà è un Super Liquidator Pm400 caricato a Pinot Rosè. Fa per sparare, ma l'arma si inceppa e schizza in faccia il terrorista, che rimane temporaneamente accecato. Alcuni elementi chimici presenti nel Pinot Rosè (in realtà prodotto artificialmente in Cina). interagiscono con l'ossigeno, il fumo della sigaretta e alcuni solventi usati dalla donna delle pulizie e ancora vaganti in forma di vapori nell'aria. La reazione chimica provoca la paralisi immediata di tutte le persone nel raggio di cinquanta metri. La guardia del corpo, quindi, ha tutto il tempo di studiare l'aspetto dell'aggressore, ricorrendo anche alle proprie conoscenze di fisiognomica per farsi un'idea del carattere. Questo consentirà di diffondere l'accurato identikit che riportiamo in alto.
- Svanito l'effetto dei gas paralizzanti, la guardia del corpo estrae dalla fondina una mitraglietta Uzi e spara all'impazzata. Abbatte sedici lampadari a soffitto, uccide la gatta soriana della signora Gertrude e buca le gomme delle macchine nel cortile adiacente, ma non colpisce il malvivente, il quale, avvitandosi su se stesso come Neo in Matrix, schiva tutte le pallottole. Anzi, ferma l'ultima tra i denti e la risputa. Una pallottola vagante è stata avvistata pochi minuti fa mentre continuava la propria traiettoria sul grande raccordo anulare. Qualche piano sopra (tre o quattro, su questo non c'è chiarezza), Belpietro sente gli spari dal suo appartamento e pensa: "Cosa sarà mai questo rumore?"
- L'attentatore, vista la mal parata, si dilegua nelle tenebre, gridando alcune frasi in lingua maithili, il che fa presupporre la sua origine dell'India nordoccidentale. Il capo scorta lo insegue, ma è inutile: quell'altro ha delle molle sotto gli stivaletti e compie in pochi secondi balzi smisurati che lo portano fin sui tetti dei palazzi, per poi sparire nel nulla. "Aveva sicuramente un dispositivo in grado di rifrangere la luce, rendendolo invisibile", commentano fonti anonime della scientifica. In zona Navigli, infatti, è stato avvistato un Super Liquidator che galleggiava nell'aria, come se fosse stato tenuto in mano da un uomo invisibile che correva. Ma è probabile che in seguito si sia traslato in un altro piano spaziotemporale, cosicchè non verrà mai trovato.
- Il capo scorta lascia perdere l'inseguimento, corre da Belpietro e gli racconta cos'è successo. Belpietro inizia a tremare e piangere dall'emozione. Il capo scorta lo stringe tra le sue braccia e lo consola virilmente: "Su, su, è tutto finito". I due fanno all'amore sul tappeto, davanti al camino acceso, per scaricare la tensione.
- L'attentato è stato rivendicato dalle Brigate Comuniste per l'Eliminazione della Stampa Libera e dai Nuclei Armati Giudici Bolscevichi, ma i giornali di sinistra non hanno dato la notizia.
martedì 5 ottobre 2010
lunedì 4 ottobre 2010
Il Mossad libera Cicciuzzo
Cicciuzzo Sconciaforni (nella foto) era stato rapito dal Mossad, il servizio segreto israeliano, durante il suo viaggio verso la Terra Santa, e rinchiuso in un carcere segreto per prigionieri politici. Ma qualcosa è andato storto e ora il governo di Tel Aviv si prepara a rimpatriare il pornodivo rodigino.
Nè dà notizia il quotidiano progressista Haaretz, con uno scoop internazionale che fa luce su tutti i retroscena della scomparsa di Cicciuzzo nelle scorse settimane, mentre era impegnato in un pellegrinaggio in motocicletta verso Gerusalemme. Cicciuzzo sarebbe stato rapito da un commando israeliano in Turchia e deportato verso un centro di detenzione segreto nel deserto del Negev, con l'accusa di cospirare contro lo Stato Ebraico.
"Durante la detenzione, tuttavia, ci siamo accorti che la sua cattura è stato un autentico autogol - rivela una fonte interna al Mossad, intervistata da Haaretz - Abbiamo applicato su di lui il protocollo degli interrogatori già sperimentati sui prigionieri palestinesi, ma questa volta non solo non ha avuto effetto, ma ha perfino rischiato di danneggiarci". Secondo un sistema già noto ai frequentatori di Abu Ghraib e Guantanamo, infatti, i militari israeliani hanno sottoposto Cicciuzzo a moderate pressioni psicologiche comprendenti molestie sessuali, umiliazioni e varie forme di sevizia per spezzarne il morale e l'orgoglio.
"Tutto inutile, Cicciuzzo non ha ostentato alcuna vergogna nell'esibire pubblicamente la propria nudità, nè tanto meno hanno avuto effetto le umiliazioni sessuali a cui lo sottoponevano soldati e soldatesse. Sosteneva anzi che i nostri metodi di interrogatorio (piramidi umane di prigionieri nudi e incappucciati, detenuti costretti a indossare biancheria femminile, fellatio tra soldati e prigionieri, ammucchiate sodomitiche, detenuti imbrattati di escrementi, frustate con cavi e corrente elettrica sui genitali, ndr.) erano copiati pari pari da un suo film fetish del 1997". Nel volgere di pochi giorni, la presenza di Cicciuzzo ha avuto un effetto devastante sugli altri detenuti, ammirati dalla sua resistenza alle coercizioni e presto incoraggiati a seguirne l'esempio. "Non riuscivamo più a umiliare nessuno - continua la fonte segreta -, al punto che erano anzi Cicciuzzo e gli altri ad umiliare con il loro esibizionismo le nostre pur rudi soldatesse e perfino i soldati maschi. Qualcuno dei nostri, anzi, è stato corrotto da simili avances, al punto da fraternizzare in modo troppo fisico con i prigionieri. Il rischio peggiore, tuttavia, era che gli altri prigionieri, una volta liberati, diffondessero nella società palestinese i costumi libertini del loro idolo. Sarebbe un disastro per Israele: senza la scusa di combattere contro una società incivile e oscurantista, come faremmo a giustificare i nostri crimini di guerra nei territori occupati?"
Cicciuzzo è stato quindi liberato e nei prossimi giorni lascerà lo Stato di Israele per tornare in Italia. Soddisfazione dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Se tutti gli italiani prigionieri da qualche parte si risolvessero da soli le loro rogne, senza tirare in ballo la Farnesina, io non dovrei ogni volta interrompere le mie vacanze alle Canarie", ha commentato a Porta a Porta. Il premier, Silvio Berlusconi, ha rivendicato con orgoglio il successo dell'iniziativa: "Per dirla con una rima spiritosa: è tutto merito mio, porcodio!"
Il quotidiano Haaretz avrebbe già ottenuto un'intervista esclusiva con Cicciuzzo, con molti dettagli su tutta la vicenda, che verrà pubblicata nei prossimi giorni.
Nè dà notizia il quotidiano progressista Haaretz, con uno scoop internazionale che fa luce su tutti i retroscena della scomparsa di Cicciuzzo nelle scorse settimane, mentre era impegnato in un pellegrinaggio in motocicletta verso Gerusalemme. Cicciuzzo sarebbe stato rapito da un commando israeliano in Turchia e deportato verso un centro di detenzione segreto nel deserto del Negev, con l'accusa di cospirare contro lo Stato Ebraico.
"Durante la detenzione, tuttavia, ci siamo accorti che la sua cattura è stato un autentico autogol - rivela una fonte interna al Mossad, intervistata da Haaretz - Abbiamo applicato su di lui il protocollo degli interrogatori già sperimentati sui prigionieri palestinesi, ma questa volta non solo non ha avuto effetto, ma ha perfino rischiato di danneggiarci". Secondo un sistema già noto ai frequentatori di Abu Ghraib e Guantanamo, infatti, i militari israeliani hanno sottoposto Cicciuzzo a moderate pressioni psicologiche comprendenti molestie sessuali, umiliazioni e varie forme di sevizia per spezzarne il morale e l'orgoglio.
"Tutto inutile, Cicciuzzo non ha ostentato alcuna vergogna nell'esibire pubblicamente la propria nudità, nè tanto meno hanno avuto effetto le umiliazioni sessuali a cui lo sottoponevano soldati e soldatesse. Sosteneva anzi che i nostri metodi di interrogatorio (piramidi umane di prigionieri nudi e incappucciati, detenuti costretti a indossare biancheria femminile, fellatio tra soldati e prigionieri, ammucchiate sodomitiche, detenuti imbrattati di escrementi, frustate con cavi e corrente elettrica sui genitali, ndr.) erano copiati pari pari da un suo film fetish del 1997". Nel volgere di pochi giorni, la presenza di Cicciuzzo ha avuto un effetto devastante sugli altri detenuti, ammirati dalla sua resistenza alle coercizioni e presto incoraggiati a seguirne l'esempio. "Non riuscivamo più a umiliare nessuno - continua la fonte segreta -, al punto che erano anzi Cicciuzzo e gli altri ad umiliare con il loro esibizionismo le nostre pur rudi soldatesse e perfino i soldati maschi. Qualcuno dei nostri, anzi, è stato corrotto da simili avances, al punto da fraternizzare in modo troppo fisico con i prigionieri. Il rischio peggiore, tuttavia, era che gli altri prigionieri, una volta liberati, diffondessero nella società palestinese i costumi libertini del loro idolo. Sarebbe un disastro per Israele: senza la scusa di combattere contro una società incivile e oscurantista, come faremmo a giustificare i nostri crimini di guerra nei territori occupati?"
Cicciuzzo è stato quindi liberato e nei prossimi giorni lascerà lo Stato di Israele per tornare in Italia. Soddisfazione dal ministro degli Esteri, Franco Frattini: "Se tutti gli italiani prigionieri da qualche parte si risolvessero da soli le loro rogne, senza tirare in ballo la Farnesina, io non dovrei ogni volta interrompere le mie vacanze alle Canarie", ha commentato a Porta a Porta. Il premier, Silvio Berlusconi, ha rivendicato con orgoglio il successo dell'iniziativa: "Per dirla con una rima spiritosa: è tutto merito mio, porcodio!"
Il quotidiano Haaretz avrebbe già ottenuto un'intervista esclusiva con Cicciuzzo, con molti dettagli su tutta la vicenda, che verrà pubblicata nei prossimi giorni.
domenica 3 ottobre 2010
Bestemmie sì, bestemmie no
Incapaci di sbarazzarsi di Benito il Taumaturgo da soli, i leader della sinistra non aspettavano altro che l'ennesima gaffe per tornare a sognare la fine del suo regno. Con un'opposizione del genere, Silvio è costretto a fare tutto da solo, così gli è venuto spontaneo farsi filmare mentre raccontava una vecchia barzelletta sessista su Rosy Bindi, che culminava in un "Orcodio!" tra le risate degli astanti.
"Ha bestemmiato! Ora vedrai che culo gli faranno i vescovi", già mormorano a sinistra, devotamente appesi alle gonnelle di mamma Chiesa. Sembrava quasi fatta, e invece ecco l'intervento di Monsignor Fisichella, pilota ed illustre esponente della chiesa moderna, che ha invitato a sorvolare: la bestemmia, dice, "va contestualizzata". Insomma, nell'ambito di un'ammuffita storiella maschilista che prende in giro un'avversaria politica perchè non è abbastanza figa, un porcodio ci può pure stare. Ma come distinguere il contesto idoneo da quello non idoneo? Ne abbiamo parlato con padre Roberto, scrittore, teologo, fumatore di pipa.
Padre Roberto, la Chiesa apre dunque a interpretazioni più elastiche del secondo comandamento. Ciò vale solo per le barzellette?
Beh, il caso delle barzellette è forse il caso per eccellenza per aprire un discorso sulla liceità o meno di determinate esclamazioni. E' chiaro che, se funzionale ad ottenere un effetto comico, la bestemmia diviene un elemento indispensabile. Eliminare l'imprecazione significherebbe fare crollare l'impalcatura su cui si regge la gag comica. Parimenti, se al termine della barzelletta, invece di "Orcodio!" (in assonanza con l'orchidea nominata poco prima), il premier avesse detto "porcodio", la barzelletta non avrebbe avuto senso e la bestemmia sarebbe stata da biasimare.
Sicuro, ma ci sono casi in cui la bestemmia non è indispensabile, ma conferisce maggiore efficacia a gag già piuttosto audaci. Ad esempio, conosce la barzelletta di Gesù, Pietro e Giuda che vanno a puttane?
Sì, la raccontava in continuazione papa Luciani.
Orbene, quando Fisichella invita a contestualizzare, apre ad una serie di scenari più vasti della barzelletta, in cui sembra lecito nominare il nome di Dio invano, accostandolo a varie specie di animali vivipari e non. Può farci qualche esempio?
L'esempio classico è quello dell'intercalare. Molti anziani, specie in Veneto, ma anche in Toscana, fanno uso dell'esclamazione "diocane" come a dire "Ah!", "Veh!", "Ohibò!". Ricordo una volta, durante un ritiro estivo, che mi fermai a giuocare a ramino ad un bar di Boiago con alcuni vecchi del posto. Chiesi qualche informazione sul giuoco al signor Bepi, il quale mi rispose: "Agli effetti delle combinazioni della scala, diocan!, l'asso ha un duplice valore, diocan!: può valere uno, diocan!, e quindi servire per una scala di Asso, 2,3, diocan! Oppure, diocan!, valere per la carta superiore al Re, diocan!, e quindi servire per la scala di Q, K, Asso, diocan! Il jolly, diocan!, può assumere indistintamente, diocan!, tutti i valori di tutti i semi, diocan!, e quindi serve agli effetti, diocan!, di qualsiasi combinazione". Capisce che in tali contesti la bestemmia è desemantizzata e non può quindi essere interpretata sensu strictu come offesa deliberata a Nostro Signore.
Anche perchè Dio, non esistendo, difficilmente può offendersi. Ma veniamo a noi. A me capita spesso di invocare l'Altissimo Onnipotente di cui non si butta via niente. Ancora una volta, come distinguere quando è bene e quando è male?
Si deve andare a buon senso, come sempre. Ad esempio, a me succede di nominare la Vergine Maria quando, alzandomi dalla scrivania, picchio il ginocchio contro lo spigolo del comodino. Ma in questo caso non è altro che un'ennesima esclamazione, se vogliamo colorita, ma certo desemantizzata al pari di quelle degli anziani al bar. Non intendo certo colpevolizzare la Vergine Maria del mio dolore, nè tanto meno affermare consciamente che Ella abbia fatto mercimonio del proprio corpo. Dunque non di offesa si tratta, ma di semplice interiezione che va contestualizzata. Comunque Papa Benedetto XVI si appresta a pubblicare un'enciclica che dovrebbe fare chiarezza sulla liceità o meno della bestemmia in determinate situazioni. Riserverà delle sorprese.
Non ci può anticipare nulla?
Per ora ho letto solo la parte introduttiva, quella in cui Sua Santità rasserena gli amanti focosi, affermando che bestemmiare la Madonna durante un orgasmo particolarmente intenso è in fondo un peccato veniale.
"Ha bestemmiato! Ora vedrai che culo gli faranno i vescovi", già mormorano a sinistra, devotamente appesi alle gonnelle di mamma Chiesa. Sembrava quasi fatta, e invece ecco l'intervento di Monsignor Fisichella, pilota ed illustre esponente della chiesa moderna, che ha invitato a sorvolare: la bestemmia, dice, "va contestualizzata". Insomma, nell'ambito di un'ammuffita storiella maschilista che prende in giro un'avversaria politica perchè non è abbastanza figa, un porcodio ci può pure stare. Ma come distinguere il contesto idoneo da quello non idoneo? Ne abbiamo parlato con padre Roberto, scrittore, teologo, fumatore di pipa.
Padre Roberto, la Chiesa apre dunque a interpretazioni più elastiche del secondo comandamento. Ciò vale solo per le barzellette?
Beh, il caso delle barzellette è forse il caso per eccellenza per aprire un discorso sulla liceità o meno di determinate esclamazioni. E' chiaro che, se funzionale ad ottenere un effetto comico, la bestemmia diviene un elemento indispensabile. Eliminare l'imprecazione significherebbe fare crollare l'impalcatura su cui si regge la gag comica. Parimenti, se al termine della barzelletta, invece di "Orcodio!" (in assonanza con l'orchidea nominata poco prima), il premier avesse detto "porcodio", la barzelletta non avrebbe avuto senso e la bestemmia sarebbe stata da biasimare.
Sicuro, ma ci sono casi in cui la bestemmia non è indispensabile, ma conferisce maggiore efficacia a gag già piuttosto audaci. Ad esempio, conosce la barzelletta di Gesù, Pietro e Giuda che vanno a puttane?
Sì, la raccontava in continuazione papa Luciani.
Orbene, quando Fisichella invita a contestualizzare, apre ad una serie di scenari più vasti della barzelletta, in cui sembra lecito nominare il nome di Dio invano, accostandolo a varie specie di animali vivipari e non. Può farci qualche esempio?
L'esempio classico è quello dell'intercalare. Molti anziani, specie in Veneto, ma anche in Toscana, fanno uso dell'esclamazione "diocane" come a dire "Ah!", "Veh!", "Ohibò!". Ricordo una volta, durante un ritiro estivo, che mi fermai a giuocare a ramino ad un bar di Boiago con alcuni vecchi del posto. Chiesi qualche informazione sul giuoco al signor Bepi, il quale mi rispose: "Agli effetti delle combinazioni della scala, diocan!, l'asso ha un duplice valore, diocan!: può valere uno, diocan!, e quindi servire per una scala di Asso, 2,3, diocan! Oppure, diocan!, valere per la carta superiore al Re, diocan!, e quindi servire per la scala di Q, K, Asso, diocan! Il jolly, diocan!, può assumere indistintamente, diocan!, tutti i valori di tutti i semi, diocan!, e quindi serve agli effetti, diocan!, di qualsiasi combinazione". Capisce che in tali contesti la bestemmia è desemantizzata e non può quindi essere interpretata sensu strictu come offesa deliberata a Nostro Signore.
Anche perchè Dio, non esistendo, difficilmente può offendersi. Ma veniamo a noi. A me capita spesso di invocare l'Altissimo Onnipotente di cui non si butta via niente. Ancora una volta, come distinguere quando è bene e quando è male?
Si deve andare a buon senso, come sempre. Ad esempio, a me succede di nominare la Vergine Maria quando, alzandomi dalla scrivania, picchio il ginocchio contro lo spigolo del comodino. Ma in questo caso non è altro che un'ennesima esclamazione, se vogliamo colorita, ma certo desemantizzata al pari di quelle degli anziani al bar. Non intendo certo colpevolizzare la Vergine Maria del mio dolore, nè tanto meno affermare consciamente che Ella abbia fatto mercimonio del proprio corpo. Dunque non di offesa si tratta, ma di semplice interiezione che va contestualizzata. Comunque Papa Benedetto XVI si appresta a pubblicare un'enciclica che dovrebbe fare chiarezza sulla liceità o meno della bestemmia in determinate situazioni. Riserverà delle sorprese.
Non ci può anticipare nulla?
Per ora ho letto solo la parte introduttiva, quella in cui Sua Santità rasserena gli amanti focosi, affermando che bestemmiare la Madonna durante un orgasmo particolarmente intenso è in fondo un peccato veniale.
sabato 2 ottobre 2010
Cicciuzzo nel paese delle meraviglie
Nuovo colpo di scena per il pornoattore Cicciuzzo Sconciaforni: mentre inchieste e reportage cercano di fare luce sulla sua misteriosa scomparsa, Vanity Fair pubblica un'intervista inedita ed esclusiva in cui Cicciuzzo svela di voler lasciare il mondo del cinema per adulti, per cimentarsi con nuove pellicole rivolte al mondo dell'infanza.
"Vivo ancora sotto scorta per colpa delle minacce di Pinocchio. Questo brusco cambio di stile di vita e gli shock degli ultimi tempi mi hanno fatto riflettere molto. Sento la necessità di impegnarmi in nuove sfide che diano un senso alla mia carriera. Con Leonard Tittigialdi, il mio manager, stiamo preparando i soggetti di una dozzina di film che guardano al pubblico dei bambini e alle famiglie. Sapremo sorprendervi".
La prima pellicola ad uscire nelle sale, che Cicciuzzo sta finendo di girare in questi giorni, si intitolerà "Cicciuzzo nel paese delle meraviglie", rilettura libera e giocosa della favola di Lewis Carroll. Cicciuzzo interpreta un anziano vedovo che, sporgendosi per osservare gli operai al lavoro in un cantiere per il rifacimento delle fognature, precipita nel cratere e si ritrova, improvvisamente ringiovanito, in un mondo fantastico, popolato di personaggi incredibili. Qui vivrà mille incredibili avventure, tra dialoghi surreali e assaggi di funghi magici che fanno crescere a dismisura ben precise parti del corpo. Cicciuzzo dovrà raggiungere il castello della Vagina di Cuori, accompagnato dal Leprotto Bisessuale e dallo Scappellato Matto. Finale a sorpresa.
Il Moige ha già chiesto l'intervento dell'aviazione contro i cinema che dovessero proiettare la pellicola, ma Cicciuzzo, nell'intervista, si dice determinato ad andare avanti. "E' già in cantiere Penerentolo, la storia romantica di un misero prostituto di strada che si infratta ad una festa a castello assieme ad alcuni gigolò d'alto bordo, svelando che si può essere poveri nel portafoglio, ma ricchi nel borsello. Nemmeno il tempo di ottenere il vivo apprezzamento della principessa e degli altri convenuti, che Penerentolo dovrà scappare: "Entro mezzanotte debbo tornare da Leonard, il mio pappone, altrimenti mi sventra". Ma lei passerà i successivi 45 minuti di film a cercare il misterioso uomo, riconoscibile per un particolare ben preciso. Ne proverà diversi, fino a trovare quello giusto, quindi tenterà invano di convincere il pappone a liberare il suo amato. Troveranno un compromesso, convincendo Leonard a diventare produttore cinematografico e ad assumerli come attori in coppia fissa per pellicole erotiche estreme. So già che me lo chiederete, quindi vi rispondo: sì, ci sono riferimenti autobiografici, divertitevi a scoprirli".
Ma proprio il produttore di Cicciuzzo, Leonard Happiippo, commenta sdegnato e furente l'intervista pubblicata da Vanity Fair: "Trovo molto cinico tirare fuori dai cassetti una vecchia intervista solo per fare lo scoop, proprio mentre del mio più caro amico non si sa niente. La stampa libera dovrebbe cercare la verità, invece di riciclare le solite trame dei filmini porno di Cicciuzzo per riempire lo spazio in assenza di idee!"
"Vivo ancora sotto scorta per colpa delle minacce di Pinocchio. Questo brusco cambio di stile di vita e gli shock degli ultimi tempi mi hanno fatto riflettere molto. Sento la necessità di impegnarmi in nuove sfide che diano un senso alla mia carriera. Con Leonard Tittigialdi, il mio manager, stiamo preparando i soggetti di una dozzina di film che guardano al pubblico dei bambini e alle famiglie. Sapremo sorprendervi".
La prima pellicola ad uscire nelle sale, che Cicciuzzo sta finendo di girare in questi giorni, si intitolerà "Cicciuzzo nel paese delle meraviglie", rilettura libera e giocosa della favola di Lewis Carroll. Cicciuzzo interpreta un anziano vedovo che, sporgendosi per osservare gli operai al lavoro in un cantiere per il rifacimento delle fognature, precipita nel cratere e si ritrova, improvvisamente ringiovanito, in un mondo fantastico, popolato di personaggi incredibili. Qui vivrà mille incredibili avventure, tra dialoghi surreali e assaggi di funghi magici che fanno crescere a dismisura ben precise parti del corpo. Cicciuzzo dovrà raggiungere il castello della Vagina di Cuori, accompagnato dal Leprotto Bisessuale e dallo Scappellato Matto. Finale a sorpresa.
Il Moige ha già chiesto l'intervento dell'aviazione contro i cinema che dovessero proiettare la pellicola, ma Cicciuzzo, nell'intervista, si dice determinato ad andare avanti. "E' già in cantiere Penerentolo, la storia romantica di un misero prostituto di strada che si infratta ad una festa a castello assieme ad alcuni gigolò d'alto bordo, svelando che si può essere poveri nel portafoglio, ma ricchi nel borsello. Nemmeno il tempo di ottenere il vivo apprezzamento della principessa e degli altri convenuti, che Penerentolo dovrà scappare: "Entro mezzanotte debbo tornare da Leonard, il mio pappone, altrimenti mi sventra". Ma lei passerà i successivi 45 minuti di film a cercare il misterioso uomo, riconoscibile per un particolare ben preciso. Ne proverà diversi, fino a trovare quello giusto, quindi tenterà invano di convincere il pappone a liberare il suo amato. Troveranno un compromesso, convincendo Leonard a diventare produttore cinematografico e ad assumerli come attori in coppia fissa per pellicole erotiche estreme. So già che me lo chiederete, quindi vi rispondo: sì, ci sono riferimenti autobiografici, divertitevi a scoprirli".
Ma proprio il produttore di Cicciuzzo, Leonard Happiippo, commenta sdegnato e furente l'intervista pubblicata da Vanity Fair: "Trovo molto cinico tirare fuori dai cassetti una vecchia intervista solo per fare lo scoop, proprio mentre del mio più caro amico non si sa niente. La stampa libera dovrebbe cercare la verità, invece di riciclare le solite trame dei filmini porno di Cicciuzzo per riempire lo spazio in assenza di idee!"
giovedì 30 settembre 2010
domenica 19 settembre 2010
Le visioni di Leonida Gusmaroli #33
Ormai Leonida Gusmaroli potrebbe aprire un blog per conto suo, dato che è rimasto l'unico collaboratore a inviare puntualmente i propri contributi. Ha un certo peso il fatto di avere sequestrato la sua famiglia. Stiamo pensando di fare altrettanto con i familiari di altri collaboratori, ma non è facile: una volta abbiamo sequestrato la mamma di Ivan Mancin e abbiamo dovuto pagare per potergliela rimandare indietro. Intanto godetevi questi sprazzi di futuro, finchè durano.
Dopo avere rinunciato alla candidatura di Magaraggia, il centrodestra si accoderà alle decisioni della Lega Nord, che proporrà Nadia Romeo come sindaco. "Giammai", dichiarerà ella, ridendo sguaiatamente. La candidatura verrà formalizzata pubblicamente due giorni dopo. Il Pd attaccherà duramente il centrodestra: "Stavamo per proporre Domenico Romeo come nostro candidato sindaco - denuncerà Gino Spinello - Adesso rischiamo che gli elettori vadano in confusione con i cognomi. Viene il dubbio che questa mossa non sia casuale, ma frutto di scelte ben precise e accordi sottobanco". Frigato smentirà categoricamente la nomina di Romeo: "Io pensavo di proporre Renzo Marangon".
L'Udc proclamerà la politica dei due forni, alleandosi sia con la lista di centrodestra "Beppe Osti 1 per vincere comunque", che con la lista di centrosinistra "Beppe Osti 2 - Polesine Socialista", a loro volta coalizzate con entrambi gli schieramenti. Lo scontro più duro, invece, si avrà tra il democratico Franco Vecchiatti e il Movimento 5 Stelle, accusato di favorire la vittoria delle destre: "Ci attaccano per la nostra proposta di allearci con la Lega Nord e così facendo favoriscono la Lega Nord. Sembra un paradosso, ma è tale solo per i cittadini comuni, imbecilli che non capiscono niente di politica e pensano di poter aprire bocca quando gli pare. Ci lascino invece lavorare per il bene della collettività. Se qualcuno di loro è un nostro elettore, lo diffido dal votarci. Noi il voto degli oltranzisti non lo vogliamo". In attesa di scegliere con una partita a risiko il candidato tra Gigi Osti, Beppe Osti e Vshnasb Frigato, prozio armeno del segretario del Pd, il centrosinistra affiderà un importante incarico al sindaco Fausto Merchiori: consegnare un'urgente missiva al re di Danimarca.
In vista delle elezioni comunali 2011, la Federazione della sinistra darà il via a una forte verifica interna al partito: "Non possiamo presentarci impreparati e disorganizzati - dichiarerà il nuovo segretario Guglielmo Brusco - Per questo abbiamo organizzato tre giornate di esami rivolte a tutti i tesserati. Valuteremo la conoscenza dei fondamenti e principi del marxismo-leninismo e l'aderenza dei nostri esponenti alle linee guida del partito". I test produrranno una pesante riorganizzazione interna al partito. Purtroppo il leader stientese Sandro Partesani non supererà le selezioni, avendo steccato diverse note nell'intonare l'Internazionale (prova n. 5). Male anche Giovanna Pineda: "E' uscita fuori tema durante l'orale. Ha confuso le declinazioni cubana e albanese e in alcuni casi è sembrato addirittura che sposasse ingenuamente posizioni reviste degne di un inflitrato della borghesia. L'abbiamo rimandata a settembre".
Dopo avere rinunciato alla candidatura di Magaraggia, il centrodestra si accoderà alle decisioni della Lega Nord, che proporrà Nadia Romeo come sindaco. "Giammai", dichiarerà ella, ridendo sguaiatamente. La candidatura verrà formalizzata pubblicamente due giorni dopo. Il Pd attaccherà duramente il centrodestra: "Stavamo per proporre Domenico Romeo come nostro candidato sindaco - denuncerà Gino Spinello - Adesso rischiamo che gli elettori vadano in confusione con i cognomi. Viene il dubbio che questa mossa non sia casuale, ma frutto di scelte ben precise e accordi sottobanco". Frigato smentirà categoricamente la nomina di Romeo: "Io pensavo di proporre Renzo Marangon".
L'Udc proclamerà la politica dei due forni, alleandosi sia con la lista di centrodestra "Beppe Osti 1 per vincere comunque", che con la lista di centrosinistra "Beppe Osti 2 - Polesine Socialista", a loro volta coalizzate con entrambi gli schieramenti. Lo scontro più duro, invece, si avrà tra il democratico Franco Vecchiatti e il Movimento 5 Stelle, accusato di favorire la vittoria delle destre: "Ci attaccano per la nostra proposta di allearci con la Lega Nord e così facendo favoriscono la Lega Nord. Sembra un paradosso, ma è tale solo per i cittadini comuni, imbecilli che non capiscono niente di politica e pensano di poter aprire bocca quando gli pare. Ci lascino invece lavorare per il bene della collettività. Se qualcuno di loro è un nostro elettore, lo diffido dal votarci. Noi il voto degli oltranzisti non lo vogliamo". In attesa di scegliere con una partita a risiko il candidato tra Gigi Osti, Beppe Osti e Vshnasb Frigato, prozio armeno del segretario del Pd, il centrosinistra affiderà un importante incarico al sindaco Fausto Merchiori: consegnare un'urgente missiva al re di Danimarca.
In vista delle elezioni comunali 2011, la Federazione della sinistra darà il via a una forte verifica interna al partito: "Non possiamo presentarci impreparati e disorganizzati - dichiarerà il nuovo segretario Guglielmo Brusco - Per questo abbiamo organizzato tre giornate di esami rivolte a tutti i tesserati. Valuteremo la conoscenza dei fondamenti e principi del marxismo-leninismo e l'aderenza dei nostri esponenti alle linee guida del partito". I test produrranno una pesante riorganizzazione interna al partito. Purtroppo il leader stientese Sandro Partesani non supererà le selezioni, avendo steccato diverse note nell'intonare l'Internazionale (prova n. 5). Male anche Giovanna Pineda: "E' uscita fuori tema durante l'orale. Ha confuso le declinazioni cubana e albanese e in alcuni casi è sembrato addirittura che sposasse ingenuamente posizioni reviste degne di un inflitrato della borghesia. L'abbiamo rimandata a settembre".
lunedì 13 settembre 2010
Universo 1 o Universo 2?
I lettori più fedeli sapranno che da tempo teniamo le nostre corrispondenze da un universo parallelo, del tutto simile a quello originale, salvo alcuni piccolo particolari. Molti emergeranno leggendo questo blog in futuro, ma il nostro celebre collaboratore, il dott. Gaio Barfowskji (nella foto), scienziato noto in tutti i piani del multiverso per la sua enciclopedica conoscenza, ha accettato di dedicare una piccola rubrica alle principali discrepanze tra i piani di realtà che conosciamo.Gli Stati Uniti e il Sudamerica come li conosciamo non esistono. Nessuna delle tre navi che nel 1492 sono salpate alla volta delle Indie occidentali ha mai fatto ritorno.
Il flop di quella spedizione spinse le potenze europee a prendere una decisione epocale: come la Cina una secolo prima, anche l'Europa abbandonò la navigazione per secoli. Non potendo razziare le materie prime del nuovo continente, il vecchio iniziò così una lunga fase di declino, che portò al disfacimento delle vecchie monarchie e all'instaurazione di regimi protodemocratici, tuttora vigenti. L'America fu scoperta solo verso la fine del 1800 e ai popoli nativi venne di fatto riconosciuto il diritto di risiedere sulle proprie terre, anche perchè le loro civiltà erano ormai troppo consolidate per essere battute dalle deboli e pacifiche popolazioni alloctone. Nel 1912 l'anziano leader lakota Tashunka Uitko unifichò le tribù delle grandi pianure e rinsaldò i rapporti con gli indiani della costa orientale.
Negli anni Sessanta dell'Ottocento, l'Italia era divisa in vari stati democratici. L'ultimo nato era il Piemonte, i cui cittadini con grande fatica avevano scalzato i Savoia dal potere nel 1802. Supportata dal governo inglese, tuttavia, l'antica casata inviò un esercito guidato dal mercenario Giuseppe Garibaldi a riconquistare non solo il Piemonte, ma l'intera penisola, che venne unificata e assoggettata alla monarchia assoluta sotto la guida di Vittorio Emanuele II. Solo nel 1945, quando la famiglia Savoia penzolava a piazzale Loreto assieme al Duce e ai suoi sgherri, l'Italia tornò a forme di governo più vicine alla democrazia.
Per rimanere sul piano locale, il mio amico Celio Rodigino ha potuto sperimentare personalmente un piccolo particolare diverso rispetto alla sua realtà di provenienza: colui che chiama Nello Chendi non esiste realmente, ma è un personaggio chiave della saga di Harry Potter, apparso in "Harry Potter e la Magicabula". Nello Chendi, nel libro della Rowling, è un mangiamorte al soldo di Lord Voldemort, che organizza una spettacolare evasione dalla prigione di Azkaban, utilizzando una formula magica da lui inventata. Alla presidenza di Asm Set, invece, quattro anni fa è stato messo Leprotto Bob, un paffuto roditore irlandese dal pelo fulvo, noto per l'abitudine di fumare la pipa.
domenica 12 settembre 2010
Le visioni di Leonida Gusmaroli #32
Come promesso la scorsa volta, Leonida torna anche questa domenica con un approfondimento sulla campagna elettorale che verrà, come pattuito con i rapitori che tengono in ostaggio la sua famiglia. Da lui abbiamo avuto anche importanti rivelazioni sulla politica nazionale, ma non c'è spazio per occuparcene. Vediamo questa volta cosa farà il centrosinistra il prossimo anno.
In cerca di un candidato di facile presa sul mondo giovanile, il Partito Democratico propone Sergio, cantante del gruppo rodigino Sergio e i Laser, popolare tra le masse per essersi presentato al Gods of Metal con la sezione ritmica dei Children of Bodom, per un progetto di liscio metal molto apprezzato tra le giovani generazioni. La candidatura di Sergio spaccherà il fronte dei metallari leghisti, alcuni dei quali creeranno una lista civica a sostegno della sua figura carismatica e coinvolgente.
Il Pd dovrà anche risolvere il nodo delle alleanze, innanzitutto regolando i rapporti con la Federazione della Sinistra, a cui il segretario Gabriele Frigato scriverà un toccante sms: "Forse dovremmo prenderci una pausa di riflessione". Con uno scatto di orgoglio, la sinistra ribatterà seccamente: "Allora correremo da soli, ma nel caso cambi idea facci uno squillo a questo numero che ti richiamiamo". Come già anticipato precedentemente, la Federazione della Sinistra proporrà per sbaglio la candidatura di Albertino Stocco, che accetterà volentieri. Non durerà molto: Stocco diventerà completa afono facendo il dj al bar di suo figlio durante un animato giovedì sera. Non essendo più in grado di tenere comizi, se non attraverso un doppiatore, si ritirerà dalla vita politica. La sinistra tutta si riunirà per scegliere un candidato, tirando una pagliuzza. La spunterà il comunista Loris Brusco, il quale acconsentierà a presentarsi come candidato sindaco, a patto che il partito istituisca un tavolo di lavoro per riabilitare le figure storiche di Giuseppe Stalin e Pol Pot.
La proposta di Brusco sconquasserà non poco lo scenario a sinistra, già duramente provato dal passaggio di Lucia Riberto all'Italia dei Valori e di Giovanni Cattozzi al Movimento 5 Stelle. Iscritti della Federazione della Sinistra passeranno in Sinistra e Libertà, da cui usciranno altri iscritti per unirsi al Movimento 5 Stelle, da cui alcuni passeranno nel Movimento 6 Stelle, mentre nuove leve andranno a ingrossare le fila del Partito Comunista dei Lavoratori e così via. All'interno della sinistra la conflittualità provocherà ulteriori spaccature e scazzi, divorzi in famiglia e rotture di amicizie decennali, fino al tragico caso di Telemaco, un pensionato di Giacciano con Baruchella che si taglierà in due con una motosega per risolvere un dissidio interiore.
Fortunatamente il Pd riceverà una letterina dall'Udc, in cui i centristi valutano negativamente la proposta di un'alleanza: "Il problema non sei tu, sono io. Per me sei come un fratello, ti amo solo al 70%. Possiamo comunque restare amici". Preso atto dalla temporanea indisponibilità degli amici democristi, il Pd manderà a dire alla sinistra, attraverso amici di amici di amici, che è disponibile a un'alleanza in nome del bene comune. La sinistra accetterà festante. La coalizione di centrosinistra, guidata da Sergio, vedrà quindi il Pd e la sinistra ancora uniti, assieme alla civica "Beppe Osti 2 per vincere comunque" (gemella della civica di centrodestra "Beppe Osti 1 per vincere comunque"), all'Italia dei Valori, al Network Sinistra Intelligente e al Movimento "Rino Daus".
In cerca di un candidato di facile presa sul mondo giovanile, il Partito Democratico propone Sergio, cantante del gruppo rodigino Sergio e i Laser, popolare tra le masse per essersi presentato al Gods of Metal con la sezione ritmica dei Children of Bodom, per un progetto di liscio metal molto apprezzato tra le giovani generazioni. La candidatura di Sergio spaccherà il fronte dei metallari leghisti, alcuni dei quali creeranno una lista civica a sostegno della sua figura carismatica e coinvolgente.
Il Pd dovrà anche risolvere il nodo delle alleanze, innanzitutto regolando i rapporti con la Federazione della Sinistra, a cui il segretario Gabriele Frigato scriverà un toccante sms: "Forse dovremmo prenderci una pausa di riflessione". Con uno scatto di orgoglio, la sinistra ribatterà seccamente: "Allora correremo da soli, ma nel caso cambi idea facci uno squillo a questo numero che ti richiamiamo". Come già anticipato precedentemente, la Federazione della Sinistra proporrà per sbaglio la candidatura di Albertino Stocco, che accetterà volentieri. Non durerà molto: Stocco diventerà completa afono facendo il dj al bar di suo figlio durante un animato giovedì sera. Non essendo più in grado di tenere comizi, se non attraverso un doppiatore, si ritirerà dalla vita politica. La sinistra tutta si riunirà per scegliere un candidato, tirando una pagliuzza. La spunterà il comunista Loris Brusco, il quale acconsentierà a presentarsi come candidato sindaco, a patto che il partito istituisca un tavolo di lavoro per riabilitare le figure storiche di Giuseppe Stalin e Pol Pot.
La proposta di Brusco sconquasserà non poco lo scenario a sinistra, già duramente provato dal passaggio di Lucia Riberto all'Italia dei Valori e di Giovanni Cattozzi al Movimento 5 Stelle. Iscritti della Federazione della Sinistra passeranno in Sinistra e Libertà, da cui usciranno altri iscritti per unirsi al Movimento 5 Stelle, da cui alcuni passeranno nel Movimento 6 Stelle, mentre nuove leve andranno a ingrossare le fila del Partito Comunista dei Lavoratori e così via. All'interno della sinistra la conflittualità provocherà ulteriori spaccature e scazzi, divorzi in famiglia e rotture di amicizie decennali, fino al tragico caso di Telemaco, un pensionato di Giacciano con Baruchella che si taglierà in due con una motosega per risolvere un dissidio interiore.
Fortunatamente il Pd riceverà una letterina dall'Udc, in cui i centristi valutano negativamente la proposta di un'alleanza: "Il problema non sei tu, sono io. Per me sei come un fratello, ti amo solo al 70%. Possiamo comunque restare amici". Preso atto dalla temporanea indisponibilità degli amici democristi, il Pd manderà a dire alla sinistra, attraverso amici di amici di amici, che è disponibile a un'alleanza in nome del bene comune. La sinistra accetterà festante. La coalizione di centrosinistra, guidata da Sergio, vedrà quindi il Pd e la sinistra ancora uniti, assieme alla civica "Beppe Osti 2 per vincere comunque" (gemella della civica di centrodestra "Beppe Osti 1 per vincere comunque"), all'Italia dei Valori, al Network Sinistra Intelligente e al Movimento "Rino Daus".
sabato 11 settembre 2010
Proposta di legge retroattiva sull'immigrazione
La governatrice dell'Arizona, Jan Brewer, ha voluto dimostrare che il mondo sarebbe migliore se governassero le donne, varando una legge anti immigrati: chiunque abbia la faccia da mangiatortillas potrà essere fermato dalla Polizia per strada, i bianchi invece no. (I negri non sono contemplati perchè le modalità della loro migrazione verso la prima democrazia del mondo sono state alquanto controverse).
E' una legge opinabile, ma non volendoci limitare alla sterile critica, abbiamo elaborato una proposta di legge sull'immigrazione, che proporremo alla signora Brewer.
La proposta è molto semplice e applicabile facilmente nel paese più democratico del mondo: un'applicazione retroattiva delle leggi sulle immigrazione, che metta al sicuro il paese dai flussi indiscriminati di migranti che hanno prodotto incommensurabili danni fin dal sedicesimo secolo. La proposta prevede di consegnare le risorse economiche e militari del paese ai nativi americani che oggi sopravvivono nelle riserve dopo il genocidio compiuto ai loro danni dagli immigrati anglosassoni fino ai primi del Novecento. Dotati finalmente di un budget da spendere, nonchè di carri armati, elicotteri da guerra e armi batteriologiche, i discendenti delle popolazioni autoctone del continente americano potrebbero finalmente scacciare gli indesiderati clandestini che nel diciannovesimo secolo portarono malattie, fame e morte dalla costa orientale a quella occidentale degli Stati Uniti. I lakota-siuox potrebbero così rientare in possesso del territorio delle Black Hills, sottratto con l'inganno e la forza da immigrati irregolari provenienti dall'Europa e dai loro discendenti. L'Arizona stessa sarebbe messa al sicuro dall'invasione incontrollata di popoli stranieri, tornando finalmente nelle mani dei suoi legittimi abitanti: gli apache. Gli onesti modoc potrebbero finalmente fare ritorno nelle loro terre native, in California.
Insomma: padroni a casa loro. I numerosi immigrati irregolari presenti sul territorio degli Stati Uniti verrebbero rimpatriati nelle loro terre d'origine, principalmente in Europa. Un provvedimento, a nostro avviso, severo ma ragionevole, che porrebbe fine ai numerosi problemi creati negli Stati Uniti da secoli di immigrazione incontrollata e potrebbe costituire un modello da imitare per altri paesi del continente in cui i flussi massicci di clandestini provenienti principalmente dall'Europa hanno creato pericolose tensioni con le popolazioni native. Chiediamo formalmente ai nostri europarlamentari leghisti, così sensibili ai diritti dei nativi americani da dedicare loro un poster anni orsono, di farsi promotori di questa campagna a difesa della civiltà e del diritto.
E' una legge opinabile, ma non volendoci limitare alla sterile critica, abbiamo elaborato una proposta di legge sull'immigrazione, che proporremo alla signora Brewer.
La proposta è molto semplice e applicabile facilmente nel paese più democratico del mondo: un'applicazione retroattiva delle leggi sulle immigrazione, che metta al sicuro il paese dai flussi indiscriminati di migranti che hanno prodotto incommensurabili danni fin dal sedicesimo secolo. La proposta prevede di consegnare le risorse economiche e militari del paese ai nativi americani che oggi sopravvivono nelle riserve dopo il genocidio compiuto ai loro danni dagli immigrati anglosassoni fino ai primi del Novecento. Dotati finalmente di un budget da spendere, nonchè di carri armati, elicotteri da guerra e armi batteriologiche, i discendenti delle popolazioni autoctone del continente americano potrebbero finalmente scacciare gli indesiderati clandestini che nel diciannovesimo secolo portarono malattie, fame e morte dalla costa orientale a quella occidentale degli Stati Uniti. I lakota-siuox potrebbero così rientare in possesso del territorio delle Black Hills, sottratto con l'inganno e la forza da immigrati irregolari provenienti dall'Europa e dai loro discendenti. L'Arizona stessa sarebbe messa al sicuro dall'invasione incontrollata di popoli stranieri, tornando finalmente nelle mani dei suoi legittimi abitanti: gli apache. Gli onesti modoc potrebbero finalmente fare ritorno nelle loro terre native, in California.
Insomma: padroni a casa loro. I numerosi immigrati irregolari presenti sul territorio degli Stati Uniti verrebbero rimpatriati nelle loro terre d'origine, principalmente in Europa. Un provvedimento, a nostro avviso, severo ma ragionevole, che porrebbe fine ai numerosi problemi creati negli Stati Uniti da secoli di immigrazione incontrollata e potrebbe costituire un modello da imitare per altri paesi del continente in cui i flussi massicci di clandestini provenienti principalmente dall'Europa hanno creato pericolose tensioni con le popolazioni native. Chiediamo formalmente ai nostri europarlamentari leghisti, così sensibili ai diritti dei nativi americani da dedicare loro un poster anni orsono, di farsi promotori di questa campagna a difesa della civiltà e del diritto.
venerdì 10 settembre 2010
Veronica Lario: "La mia questione morale"
Icona del femminismo del ventunesimo secolo, leader della sinistra antiberlusconista, donna tutta d'un pezzo, a parte qualche pezzo aggiunto con interventi di chirurgia plastica, Veronica Lario ha appena mollato il premier Silvio Berlusconi, incassando una valanga di soldi. Insomma, aveva ragione Silvio: "Signorine, sposate un miliardario". E poi divorziate, possibilmente. Mentre il premier si gode una terza età da scapolo allegro, lei, donna Veronica, adagiata nella villa Macherio, è ancora un punto di riferimento per chi cerca risposte sulla difficile condizione della donna ai giorni nostri. Il nostro collaboratore Olimpio Olimpiodrom l'ha raggiunta al telefono, per un'intervista esclusiva e accurata...
Buonasera, signora Lario. E' con il cappello in mano che le telefono, chiedendole scusa per l'eventuale disturbo arrecatole. Mi rendo conto che in questo momento lei magari stava davanti al camino, bruciando foto e pensando al suo matrimonio appena fallito...
No, no. Si figuri che stavo cagando, ma questo non lo scriva, eh. (Ride)
E perchè non dovrei scriverlo? Aggiunge quel tocco di umanità alla sua figura di ex soubrette moglie rifatta di un vecchio riccone decadente. Anzi, sono sicuro che lei fa la cacca in un water di platino tempestato di pietre preziose. Deve essere un piacere strisciare di merda un cesso da un milione di euro, sapendo che fuori c'è gente che tira la cinghia per pagare il mutuo.
Scusi, ma che domande fa?
Era per scaldare l'atmosfera. Vado con l'intervista. Dunque, lei ha di recente ottenuto una valanga di soldi di alimenti dopo avere divorziato da suo marito, Silvio Berlusconi. Non si sente un po' triste?
Eh, certo, lasciare mio marito non è stato facile. Ma, come ho scritto più volte su Repubblica, ci sono cose che una donna non può tollerare.
Appunto, mi scusi se la interrompo subito. Ricapitolando a spanne, di suo marito si legge continuamente che come imprenditore ha evaso il fisco, corrotto giudici, frequentato mafiosi e ottenuto leggi ad personam dal mondo politico per non chiudere le reti televisive. Come politico, oltre ad avere varato non so quante leggi vergogna per aiutare se stesso e favorire i disonesti, ha promosso condoni fiscali a favore degli evasori, varato leggi sull'immigrazione palesemente razziste, devastato la scuola pubblica, azzannato più volte i diritti dei lavoratori e, se non le bastasse, ci ha portato in guerra contro l'Afghanistan e contro l'Iraq. Lei però ha iniziato a non sopportarlo più quando ha scoperto che faceva fare carriera politica alle ragazzine che glielo succhiavano, cosa che tra l'altro accadeva anche ai tempi del pentapartito. Che dice?
Non capisco la domanda.
La domanda è: lei ha una grande resistenza oppure il suo senso morale si scandalizza più quando suo marito palpa le tette alle minorenni che non quando dichiara guerra a un altro paese?
Ma che c'entra, qui è in ballo una questione di difesa dei diritti delle donne. Il mio discorso riguardava e riguarda la concezione della donna nel paese che il mio ex marito sta costruendo. Una concezione che una donna come me, libera intellettualmente, non può...
Sì, sì, interessante. Libera intellettualmente e con le labbra a canotto gonfiate col botox. Senta un po', lei da questo divorzio incassa un'intera villa e trecentomila euri al mese. Lei pensa di essere un modello di successo?
Beh... Oggi come donna... (qui la Lario stava dicendo qualcosa ma ci siamo distratti. Comunque in sintesi era una cosa tipo "credo di essere stata un simbolo" e "credo di avere risvegliato la coscienza del paese", eccetera. Dopo venti minuti, la Lario si è accorta che l'intervistatore non la stava ascoltando e ha messo giù il telefono. Abbiamo provato a richiamarla cinque ore più tardi, ma erano le due di notte e ha minacciato di chiamare i carabinieri).
Buonasera, signora Lario. E' con il cappello in mano che le telefono, chiedendole scusa per l'eventuale disturbo arrecatole. Mi rendo conto che in questo momento lei magari stava davanti al camino, bruciando foto e pensando al suo matrimonio appena fallito...
No, no. Si figuri che stavo cagando, ma questo non lo scriva, eh. (Ride)
E perchè non dovrei scriverlo? Aggiunge quel tocco di umanità alla sua figura di ex soubrette moglie rifatta di un vecchio riccone decadente. Anzi, sono sicuro che lei fa la cacca in un water di platino tempestato di pietre preziose. Deve essere un piacere strisciare di merda un cesso da un milione di euro, sapendo che fuori c'è gente che tira la cinghia per pagare il mutuo.
Scusi, ma che domande fa?
Era per scaldare l'atmosfera. Vado con l'intervista. Dunque, lei ha di recente ottenuto una valanga di soldi di alimenti dopo avere divorziato da suo marito, Silvio Berlusconi. Non si sente un po' triste?
Eh, certo, lasciare mio marito non è stato facile. Ma, come ho scritto più volte su Repubblica, ci sono cose che una donna non può tollerare.
Appunto, mi scusi se la interrompo subito. Ricapitolando a spanne, di suo marito si legge continuamente che come imprenditore ha evaso il fisco, corrotto giudici, frequentato mafiosi e ottenuto leggi ad personam dal mondo politico per non chiudere le reti televisive. Come politico, oltre ad avere varato non so quante leggi vergogna per aiutare se stesso e favorire i disonesti, ha promosso condoni fiscali a favore degli evasori, varato leggi sull'immigrazione palesemente razziste, devastato la scuola pubblica, azzannato più volte i diritti dei lavoratori e, se non le bastasse, ci ha portato in guerra contro l'Afghanistan e contro l'Iraq. Lei però ha iniziato a non sopportarlo più quando ha scoperto che faceva fare carriera politica alle ragazzine che glielo succhiavano, cosa che tra l'altro accadeva anche ai tempi del pentapartito. Che dice?
Non capisco la domanda.
La domanda è: lei ha una grande resistenza oppure il suo senso morale si scandalizza più quando suo marito palpa le tette alle minorenni che non quando dichiara guerra a un altro paese?
Ma che c'entra, qui è in ballo una questione di difesa dei diritti delle donne. Il mio discorso riguardava e riguarda la concezione della donna nel paese che il mio ex marito sta costruendo. Una concezione che una donna come me, libera intellettualmente, non può...
Sì, sì, interessante. Libera intellettualmente e con le labbra a canotto gonfiate col botox. Senta un po', lei da questo divorzio incassa un'intera villa e trecentomila euri al mese. Lei pensa di essere un modello di successo?
Beh... Oggi come donna... (qui la Lario stava dicendo qualcosa ma ci siamo distratti. Comunque in sintesi era una cosa tipo "credo di essere stata un simbolo" e "credo di avere risvegliato la coscienza del paese", eccetera. Dopo venti minuti, la Lario si è accorta che l'intervistatore non la stava ascoltando e ha messo giù il telefono. Abbiamo provato a richiamarla cinque ore più tardi, ma erano le due di notte e ha minacciato di chiamare i carabinieri).
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