martedì 10 febbraio 2009

Attentato al vescovo!

Momenti di panico in città, qualche giorno fa, quando per qualche istante si è temuto per l'incolumità del vescovo. Monsignor Lucio Soravito De Franceschi, invitato all'inaugurazione di una nuova gelateria in centro a Rovigo, aveva appena terminato di benedire i locali, in compagnia di una folta platea di vips polesani, accorsa per il taglio del nastro. Sembrava un clima di festa, e invece l'ombra della tragedia ha rovinato la giornata a tutti.
Appena tagliato il nastro e terminato di recitare il Padre Nostro, il sindaco, Fausto Merchiori (al suo ritorno al governo della città dopo l'esperienza rivoluzionaria di Antonio Costato), ha invitato sua Eminenza a degustare un gelato, gentilmente offerto dalla ditta. E monsignor Soravito ha accettato di buon grado: "Ma perchè no? Mi faccia un bel cono cioccolato, vaniglia e amarena". Forse per un'eccesso di zelo, forse per maldestria, il ragazzo dietro al bancone frigo ha realizzato però una vera e propria trappola ai danni dell'alto prelato: alla prima leccata, infatti, la sovrastante pallina di cioccolato si è staccata come una valanga dal cucuzzolo della montagna, cadendo addosso al vescovo e imbrattandone il sacro abito talare. Inutile il tentativo del primo cittadino e dell'assessore regionale Renzo Marangon di fermare con un balzo felino la terribile palla di gelato, prima che essa toccasse le vesti di Sua Eminenza. Tutto si è consumato nell'arco di pochi secondi, tra gli sguardi attoniti degli astanti: perfino monsignor Soravito, colto di sorpresa, è rimasto interdetto nel ritrovarsi con l'abito da cerimonia completamente inzaccherato di cioccolato. Poi, la concitazione: Merchiori è stato il primo a frugare le proprie tasche, gridando disperatamente "Qualcuno qui ha un fazzoletto?" L'immediata mobilitazione ha consegnato tra le mani del primo cittadino un pacchetto di Kleenex, con cui ha subito provveduto ad aiutare il vescovo nell'operazione di pulitura dell'abito. "Permetta che l'aiuti, sono davvero mortificato", borbottava imbarazzato Merchiori, mentre Sua Eminenza cercava di minimizzare.
La scena non è sfuggita alle forze dell'ordine: transitava di lì una pattuglia della Polizia, reduce dall'operazione "Cornetti alla Crema", che aveva portato al sequestro di quattro cappuccini e nove brioches in un bar vicino, durante un raid ancora coperto dal segreto. I poliziotti sono entrati immediatamente in azione per fermare l'autore di quello che i giornali hanno poi battezzato "il cono killer". Il giovine si è rapidamente dato alla fuga, spintonando i presenti, inseguito dalle gazzelle a sirene spiegate. L'attentatore è stato infine immobilizzato all'altezza di piazza Roma e quindi condotto immediatamente in Questura per un confronto all'americana a cui hanno partecipato il sindaco, Sua Eminenza e l'assessore al Commercio, Nadia Romeo. Polizia e mezzi di informazione, comunque, hanno ritenuto opportuno non divulgare nome e foto dell'arrestato, in quanto non si trattava di uno straniero.
Nel trambusto è rimasto gravemente ferito Pinocchio, ancora una volta presente all'inaugurazione in quanto cittadino onorario di Rovigo. Travolto da un'auto della Polizia, è stato poi calpestato nel fuggi fuggi generale. Subito un'ambulanza del Suem 118 ha provveduto a raccoglierne il corpo, per trasportarlo nella solita falegnameria, dove si trova sotto stretta osservazione. "Le sue condizioni sono critiche - spiega Mastro Ciliegia, un familiare del burattino di legno - Non reagisce agli stimoli e viene tenuto in vita dalle macchine. Stiamo seriamente meditando di staccargli la spina e riciclarlo per farne uno sgabello".

(nella foto, il momento dell'arresto)

lunedì 9 febbraio 2009

La rivoluzione tradita

Questa rubrica è curata da alcuni ospiti di un Centro di Igiene Mentale, a cui la cooperativa "Seconda chance", che offre inserimento lavorativo a politici sul viale del tramonto, ha subappaltato l'incarico ricevuto dalla lobby dei Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti. Pur dando conto di quanto accade alla giunta Costato, lo farà con la dovuta obiettività ed equidistanza che contraddistinguono il mestiere del cronista.

Grande concerto dei Napalm Death sabato sera all’Estragon di Bologna. Ma, secondo gli osservatori più attenti, l’esibizione della band sarebbe un’operazione di copertura organizzata dal cantante Antonio Costato per conquistare dopo Palazzo Nodari anche Palazzo D’Accursio.
“Affermare la Linea rossa è il solo modo per evitare che le destre si insedino nel capoluogo emiliano – dice Costato dal palco – la sinistra vive un momento di profonda incertezza sulle candidature dopo il ritiro di Sergio Cofferati che, pur stimolando giudizi differenti, ha impresso un marchio forte al proprio mandato. Questo, dunque, è il momento di applicare il metodo marxista-leninista nell’analisi della situazione politica e nella valutazione delle forze di classe invece di fare analisi e valutazioni soggettive. Bologna può e deve diventare un faro rosso per tutta l’Emilia Romagna! Ogni comunista, ogni rivoluzionario potrà assimilare profondamente e applicare con fermezza la linea, potrà conservare lucidità e spirito rivoluzionario e infine potrà perseverare in un orientamento politico giusto solo nella misura in cui riesce a valutare una situazione partendo correttamente dall’essenziale ”.
Parole accolte con applausi scroscianti e incontenibile entusiasmo dai tanti giovani accorsi a sentire la band degli ex leader degli industriali e attuale sindaco di Rovigo, accompagnato da Antonello Contiero, Cristiano Pavarin e Matteo Salvini nel ruolo di roadie. Ma mentre il gruppo stava eseguendo il terzo brano sul megaschermo alle spalle del palco compare la sagoma inquietante di Orlando Lupani, capo della massoneria rodigina e leader della lobby dei fabbricanti di poltrone.
“Hai fatto male ad abbandonare il municipio di Rovigo con i tuoi scagnozzi – dice con tono metallico – e hai fatto male ad accettare la disponibilità di Nadia Romeo a custodire le chiavi di Palazzo Nodari: tanto sai che lei farà l’assessore all’Ambiente in tutte le giunte da qui al 2050. E’ stata lei a dare le chiavi ai gran maestri che guidano i Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti che hanno ripristinato lo status quo ante. La tua esperienza rivoluzionaria non verrà nemmeno ricordata nei libri di storia e verranno riscritti tutti i quotidiani di questi giorni. La Giunta Merchiori, quindi, non ha mai interrotto il proprio mandato e nemmeno l’opposizione ha smesso di andare a cena con alcuni assessori a me simpatici. Lode!”.
Rabbiosa la constatazione di Pavarin: “Da quando la nostra Rovigo è entrata nel periodo della rivoluzione socialista, la contraddizione tra proletariato e borghesia è la contraddizione principale, la cui esistenza e il cui sviluppo determinano e influenzano l’esistenza e lo sviluppo delle altre contraddizioni. Questa contraddizione si riflette all’interno del partito dando vita alla lotta tra linea marxista-leninista e linea opportunista”. Costato, però, invita con la soggetta propria di un grande leader tutti a mantenere la calma e a guardare con fiducia al futuro. “La storia marcia insieme a noi, non preoccupatevi. Così, costantemente, nel mondo il nuovo sostituisce il vecchio, il nuovo subentra al vecchio, il vecchio viene eliminato per far posto al nuovo, il nuovo emerge dal vecchio. Proteggere attivamente i nuovi fenomeni, fare correttamente il bilancio delle esperienze e delle lezioni, sostenere calorosamente la crescita dei fenomeni nuovi significa perseverare nella rivoluzione, perseverare nel progresso: questa è la Linea rossa”.
Immediata la solidarietà del Caro Leader Kim Jong Il giunto con elicottero supersonico nel piazzale di Parco Nord a Bologna. Salito sul palco tra le grida festanti dei giovani, il Caro Leader ha abbracciato fraternamente Costato e i suoi più stretti collaboratori, esprimendo al microfono la piena solidarietà del suo Paese. “La Repubblica Popolare Democratica di Corea estende il suo pieno sostegno e tutta la sua solidarietà al popolo rodigino nella lotta contro i Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti per scacciarli dalla città e far valere i propri legittimi diritti, compreso il diritto all’autodeterminazione”. Kim Jong Il ha poi concluso la serata con i suoi amici all’osteria Alto Tasso, offrendo loro un bicchiere di Rosso Toscano come consolazione.

domenica 8 febbraio 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #17

Ormai tra i pochi a essere estraneo a intese trasversali con massonerie e popolazioni aliene, Leonida Gusmaroli vive con distacco la dimensione del presente per dedicarsi alla previsione di un futuro dai contorni oscuri per chi non ha doti di chiaroveggenza o non è uso abusare di sostanze farmaceutiche sperimentali.

Nuove alternative al carbone
La Commissione ministeriale Via sfanculerà in maniera del tutto inaspettata la proposta di Enel per la conversione a carbone pulito della centrale termoelettrica di Polesine Camerini. La società elettrica, comunque, accetterà con serenità il verdetto di tecnici e scienziati rilanciando con la proposta di impiego di altre sostanze a basso impatto: il plutonio igienico o, in alternativa, il mercurio gradevole.

Torna la satira al Corriere
Tognazzi Pupazzi verrà contattato dal Corriere del Veneto per scrivere sagaci corsivi che non facciano rimpiangere quelli del compianto Vianello Monello e del buon Celio Rodigino, riparato in Ucraina. “Grazie, ma sono già ricco di famiglia” sarà la risposta dello stimato intellettuale che verrà immediatamente querelato da Massimo Cacciari per violazione di copyright.

Proteste in Commenda
Gli ospiti di Casa Serena promuoveranno una protesta, esasperati dai miasmi nauseabondi provenienti dal mausoleo - piadineria di Parco Langer. “Dopo la morte di Vianello Monello nessuno si è fatto carico di conservare correttamente formaggi e salumi – spiegherà l’ottuagenario Lucifero Costa – voglio vivere i miei ultimi giorni tranquillo”. L’opposizione organizzerà un sit in accusando la Giunta Merchiori di volere impiegare quei cibi andati a male nelle Feste de L’Unità.

sabato 7 febbraio 2009

Le catacombe di Rovigo

“Le voragini su corso del Popolo rispondono a un disegno ordito dal B.V. Paolino per ricompattare i suoi fedeli e servono a mettere in comunicazione un fitto reticolo di catacombe sotto la città”.
Altro che scarsa manutenzione, insomma, a sentire le dichiarazioni al solito scottanti dell’agente segreto Lacrimacorpus Dissolvens, nuova identità assunta dopo la fuga dalla comunità terapeutica di Grignano Polesine da Gaetano Gerulaitis, già conosciuto come Carmelo Johansson. “Volevo un nome più serioso rispetto ai precedenti – spiega – avevo pensato di ribattezzarmi Vojciech Jaruzelski o Cicciuzzo Sconciaforni, ma ho lasciato perdere quando ho constatato che erano già stati utilizzati”.
Ma tornando a palla sulle rivelazioni Lacrimacorpus Dissolvens offre dettagli molto precisi per corroborare la propria tesi. “C’è un primo elemento: la madre di tutte le buche è proprio davanti alla filiale della Bnl, dove il B.V. Paolino lavora in attesa che venga concesso anche a lui l’accesso all’8 per mille. In seconda battuta, se sfogliate i giornali locali noterete che il nostro non si è unito alle grida sguaiate lanciate dal resto dell’opposizione sulle strade fatte a Emmental. Infine, analizzando le riprese delle telecamere, noterete che ogni domenica verso le 22 il B.V. in abito talare e affiancato dai fidi chierichetti Luca Paron e Nicola Settini si cala nella buca. Nessuno se ne accorge semplicemente perché a quell’ora il Caffè San Marco spara musica ipnotica che addormenta le coscienze dei cittadini, indotti a pensare che sia volgare musica da truzzi sparata a un quantitativo di decibel analogo a quello di un concerto dei Manowar. A rendere più credibile il tutto spesso si presta anche Saverio Girotto che finge di essere un vocalist, ma in realtà è un agente dei servizi delle Isole Comore alleate, per ragioni pure a me ignote, del B.V. e finanziatrici occulte di diversi locali del centro storico per sferrare un piano per contrastare l’egemonia cinese in città e nel mondo”.
Ma cosa accade nelle catacombe? Lacrimacorpus Dissolvens mostra a tale proposito un filmato dove il B.V. Paolino recita un’omelia a un gruppo di appartenenti a Comunione&Liberazione e in cui Renzo Marangon si presta a fare il campanaro silente.
“Fratelli – dice il B.V. – prendiamo esempio dalla testimonianza dei primi martiri e dal fioretto dell’amico Renzo che racconterà solo barzellette di quel periodo finché il regime ateo di Antonio Costato vigerà sulla nostra comunità. C’è stato un tempo in cui noi, aggregati nel piccolo Cdu, entrammo in Fi e sbaragliammo la dirigenza sedicente liberale per plasmare quel partito a nostra immagine e somiglianza. Tante sfide giunsero poi ai portatori del messaggio di Cristo, quello vero, e noi li sbaragliammo con la spada fiammeggiante dell’Arcangelo Gabriele, utilissimo anche in fase di tesseramento. Ora torniamo a ricevere l’attacco di Andrea Bimbatti e dei suoi amici. Bimbatti, sapete, è dipendente di un gruppo bancario concorrente al mio: nel suo odio contro i fedeli di Cristo ci sono, dunque, le spinte dei mercanti che vogliono occupare il tempio. Noi cercheremo financo un accomodamento con il centrosinistra o con spezzoni centristi di esso perché l’egemonia di quella che un tempo era la Dc non venga scalfita. E ora scambiatevi un segno di pace”.
Le sorprese però non finiscono qui. “Presto in edicola troverete le messe del B.V. Paolino nelle catacombe – garantisce Lacrimacorpus Dissolvens – ho già trovato un accordo con una casa editrice della provincia di Isernia che ha garantito il proprio interesse anche per la pubblicazione della collana “I discorsi di Fausto Merchiori in audiocassetta” prossimamente in vendita pure negli smart shop”.

venerdì 6 febbraio 2009

Jeff e Nat svelano il proprio amore

Tornano alla riblata Nat Goldman e Jeff Savage, i due candidati all'assessorato provinciale allo sport, rispettivamente per il team di Gino Spinello (Pd) e di Federica Zarri (Pdl). Entrambi abili giocatori di baseball, entrambi apprezzati attori di film hard, sembravano destinati a dare vita ad un confronto appassionante, e invece sono scomparsi nel nulla.
Almeno fino a ieri, quando i due sono stati portati al pronto soccorso dell'ospedale rodigino da un conoscente che non ha fornito le proprie generalità. I due, vestiti per quanto possibile, hanno richiesto l'intervento dei sanitari del Suem dopo essere rimasti incastrati l'uno dentro l'altro mentre facevano all'amore. "Per la precisione, è stato Nat a rimanere bloccato all'interno dell'amante durante il coito - spiega il medico di turno, Fulvio Keitaro - Ma non si preoccupino gli amanti, incidenti del genere capitano più spesso di quanto si pensi, anche se vengono bollati come leggende metropolitane. In questo caso abbiamo provveduto a disincastrare le due persone insaponando le parti interessate. Potrà sembrare imbarazzante, ma per noi è un'operazione di routine anzi, viste le doti del signor Goldman si sono rese disponibili numerose infermiere, nonchè un nostro medico".
Liberati con sollievo dall'opprimente situazione, i due hanno ammesso pubblicamente la relazione omosessuale: "Non c'è niente di cui vergognarsi - spiega sorridendo Jeff - Io e Nat siamo stati amici e rivali per lungo tempo. Poi con il passare degli anni abbiamo capito che questo era il rapporto più profondo che avevamo instaurato con una persona. Abbiamo capito che ci siamo rincorsi e respinti per una vita, mentre eravamo l'uno per l'altro la persona più importante". Anche Jeff conferma che non si tratta dell'ennesimo scandaletto, ma del risvolto clamoroso di quella che è una storia d'amore da fare piangere le clienti dalla parrucchiera: "Quando l'abbiamo capito è stato come affrontare nudi una tempesta di fuoco senza bruciare - spiega con ardite metafore - E' stata come un'esplosione, una liberazione. Per giorni e giorni non abbiamo fatto altro che stare assieme, come per recuperare tanti anni perduti a distrarci da quello che era sotto i nostri occhi".
Smancerie a parte, l'outing dei due amanti rischia di creare un vero e proprio caso politico. Mentre Federica Zarri preferisce non rilasciare dichiarazioni, il centrodestra insorge per la scoperta che il candidato del Pdl intratteneva da tempo una relazione tra le lenzuola con l'avversario: "E' scandaloso che un uomo che dovrebbe dare delle garanzie al nostro partito, battendosi come un leone fino alla vittoria - dichiara Aldo Guarnieri - venga invece scoperto a fare la femmina in una relazione gay con un esponente del Partito Democratico. Su queste elezioni tira un'aria di inciucio che notizie simili non fanno che confermare". Dal Pd, il segretario Gabriele Frigato rilascia vaghe dichiarazioni: "Sono sempre stato aperto e tollerante verso gli omosessuali, non vedo cosa sia successo di tanto scandaloso". La Lega Nord, invece, ribadisce la propria idea di correre da soli: "Tra dive dell'hard, umoristi coi capelli tinti, nani e ballerine, ci mancavano solo due froci negri per togliere credibilità alla corsa per Palazzo Celio - ci dice un tizio al telefono, che non si è presentato -. Noi abbiamo i numeri per vincere da soli, quelli là che perdano pure il loro tempo a disincastrare i loro candidati l'uno dall'altro".

giovedì 5 febbraio 2009

Film porno dall'oltretomba

Attenzione!!! Questo post travalica il concetto di stronzata portandolo a un livello tanto estremo da non ancora efficacemente descritto dal linguaggio umano. Abbiamo fatto valutare questo post a semiologi, filosofi e scienziati delle nanotecnologie e tutti ci hanno risposto "Non fateci perdere tempo e andate affanculo!" Si precisa che non è assolutamente possibile girare film di qualunque genere nell’aldilà, ammesso che ce ne sia uno, con le tecnologie di cui l’umanità oggi dispone. E poi in che forma comparirebbero gli attori? Nello splendore dei loro anni migliori o con la brutta cera che accompagna chiunque al momento del decesso? In ogni modo è uno schifo, una vergogna! Per questo l’estensore del post, un noto gigolò malese dedito all’oppio, ha provveduto ad autodenunciarsi al tribunale centrale di Kuala Lumpur.

Con un video controverso recapitato da Wanda Gusmaroli alla redazione dell’autorevole settimanale Appunti, pur defunto Cicciuzzo Sconciaforni non torna solo sulle scene ma dimostra l’esistenza di una vita ultraterrena.
Il film si intitola “Moana e Cicciuzzo ai mondiali” ed è un remake di un famoso film degli anni ’90. Protagonisti Cicciuzzo Sconciaforni e Moana Pozzi che, appunto, hanno entrambi oltrepassato il Velo di Maya. “E’ accaduto durante una seduta spiritica organizzata dal Pdl per capire quanto sarebbe durato il governo filocinese di Antonio Costato - spiega la nota medium bolognese - Cicciuzzo è stato ovviamente interpellato in quanto autorevole esponente del centrodestra e raffinato analista. Il problema è che, ha detto testualmente, lui delle vicende politiche ora se ne sciacqua le balle sudaticce e che in Paradiso si sta divertendo troppo per pensare alle bagatelle terrene: ma visto che valgo tanto oro quanto peso, accattatevi questo. Sul tavolo è così caduto un Vhs dalla copertina eloquente”.
E di fronte all’inaspettato dono, i consiglieri di centrodestra hanno abbandonato il tavolo, per evitare frizioni con il mondo cattolico. “E chi glielo spiega agli amici di Comunione e Liberazione che lassù trombano come degli opossum?” è stato il misurato commento del B.V. Paolino, mentre si tergeva il sudore dalle tempie. “Non nascondo - riprende Wanda Gusmaroli - che io abbia tentato di lucrare sul video e lo abbia proposto al cinema Odeon, il quale, proiettandolo, avrebbe potuto realizzare guadagni stratosferici, superiori a quelli di qualsiasi speculazione edilizia sullo stabile di via Manzoni”. Il fallimento è stato di natura tecnica, nonostante i generosi finanziamenti della cordata imprenditoriale promossa da Guido Raule. “In attesa di partire con Underworld - dice l’immobiliarista adriese - ci è parso giusto investire su un’operazione culturale di indiscusso valore”. Per la proiezione del film è stato commissionata a Gelmino Barozzi la costruzione di un cine proiettore metafisico, realizzato grazie alle solide conoscenze che l’intellettuale di Oca Marina ha dell’iperuranio platonico. Per completare l'opera, Barozzi si è avvalso della consulenza del noto regista George A. Romero, unendo così ad una tecnologia avanzatissima la raffinatezza della fotografia e la piena padronanza della macchina da presa. Insomma, le premesse per farne un successo c'erano tutte.
“La macchina funzionava perfettamente - riprende Gusmaroli - l’unico problema è che era necessaria la mia opera di mediazione con l’aldilà per tradurre le immagini. A metà del film, che dura due ore e mezza, cascavo a terra esausta, dando i numeri del lotto in ugaritico. Ciò farà pure la gioia degli archeologi e dei cultori del Mito di Baal-Aliyan, ma per me è stato come correre i cento metri fumando. E’ del tutto evidente, dunque, che una proiezione con finalità commerciali non era possibile”. Insomma, il progetto è naufragato, nonostante l'impegno di Barozzi. “E a me non me ne frega una ramazza - sbotta Barozzi con una proiezione olografica da Prypiat - ho lavorato e voglio essere pagato. Faccio mica il giornalista, io!”

mercoledì 4 febbraio 2009

Un presidente alieno all'Interporto

La presidenza dell’Interporto non è retta dall’ex parlamentare Giuseppe Fini, ma dall’alieno Ojdshewjrjes, che proviene dal pianeta Chulak, nuovo partner scientifico-economico del Polesine.
Lo ha dichiarato lo stesso pseudo Alf nel corso di una conferenza stampa in viale delle Industrie, cui hanno partecipato inviati di tutte le principali testate del sistema solare (assente il Corriere del Veneto). “Adesso che l’intesa tra noi e voi è pubblica posso togliermi la maschera di Beppe Darfur - spiega l’extraterrestre - E ora, come nei film, vi racconterò tutto il dettaglio dei cazzi miei: sono giunto a Rovigo nell’autunno scorso, per la morte di mio fratello Hrrfulla'nghhtopeprp perito per mano del Robot Martellatore, subito dopo lo scontro in cui perì per la prima volta quell'orrido ciccione di Cicciuzzo Sconciaforni. Quel viaggio tragico fu occasione per avviare il rapporto per un piano di sviluppo scientifico propostomi da Orlando Lupani che, come massimo esponente del territorio, mi porse le condoglianze a nome della comunità”.
Così si arrivò alla cena famosa, che l'alieno rievoca con toccanti parole. “Ho ancora nel cuore i fagioli alla scorreggiona preparati da Gigi Osti, raffinato chef e anfitrione - continua Ojdshewjrjes - La sua classe, unita alla verve nella conversazione di Renzo Marangon e alla indiscutibile forza persusasiva di Lupani, portò il nostro presidente Jkjdfgkjdfkhjgfkgfkl a sottoscrivere l’accordo che presto permetterà di battezzare il vostro Pat, di cui si hanno le prime testimonianze nelle pitture rupestri della Valcamonica e di cui si narra in ampi periodi dell’Epopea di Gilgamesh”. Il presidente dell'Interporto ha quindi guidato i cronisti presenti per un breve tour delle strutture scientifiche accessibili al pubblico: "Alcune sono ovviamente top secret, esperimenti troppo avanzati per i vostri cervellini semplici, che potrebbero implodere se tentaste di capire - spiega sobriamente - Mi preme farvi vedere alcune delle nostre sale di ricerca per sfatare il mito secondo cui all'Interporto è tutto abbandonato. Il trucco è proprio questo: vedete quei capannoni vuoti? Sembrano vuoti, nonchè pieni di ragantele, ma in realtà..."
E il vero Giuseppe Fini, che fine ha fatto? “Il vostro amico vive felice e contento a Peschiera Hpoiuewgtasskies, capitale del nostro piccolo e progredito pianeta. Ha aperto un’osteria dove dispensa Bazeganin e altri prelibati vini del nostro territorio. Per noi abituati a tummiarci con quello che voi chiamate olio motore esausto è un grande passo in avanti. Io intanto mi dedicherò allo sviluppo del nuovo piano industriale dell’Interporto che alla movimentazione su gomma, acqua, ferro unirà quella via astronave. Con la differenza che io farò muovere davvero delle merci e non solo due chiatte di soia transgenica per tre volte a quadrimestre”.
Nella notte, intanto, ignoti hanno aggredito l'ex presidente di Interporto Spa, nonchè leader di Forza Italia, Mario Borgatti, accusando anche lui di essere un alieno travestito. "Erano cinque maschioni nerboruti - ha dichiarato scosso alle forze dell'ordine - e urlavano ossessivamente: maledetto Visitor togliti quella merdosa maschera da Jerry Lewis!". Sull'episodio di intolleranza, il sindaco Antonio Costato preferisce non commentare. Parla per lui il suo braccio destro, Antonello Contiero: "Ci dispiace per quanto accaduto a Borgatti, ma anche no - dichiara - Va detto che questo clima di intolleranza è frutto del lassismo della precedente amministrazione, che ha lasciato entrare extracomunitari extraterrestri a iosa, senza badare a se questi avevano davvero un lavoro o magari venivano a rubarlo ai nostri o se questi venivano qua a fare violenze e stuprare. Noi non siamo razzisti, ma abbiamo promosso quegli immigrati che danno un contributo alla nostra economia, gli amici della Repubblica popolare cinese, non quelli che vengono qui a campare a spese nostre. Io questi alieni qua vorrei sapere esattamente se sono tutti in regola, prima di stare tranquillo".

Nella foto, un momento della visita guidata

martedì 3 febbraio 2009

Cessano le operazioni militari a Badia Polesine

"L'esercito italiano si ritirerà da Badia Polesine nelle prossime 48 ore". Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, proclamando la fine dei raid sulla città altopolesana, rea di ospitare pericolosi terroristi che da tempo minano la sicurezza dei Comuni limitrofi.
"Dopo giorni e giorni di incessanti bombardamenti, la città può ora dirsi sicura - dichiarano le autorità - Abbiamo inflitto ai terroristi una dura lezione, che non scorderanno. Ci dispiace per gli effetti collaterali, ma potevano fare a meno di stare lì. Uccidiamo i loro bambini oggi per impedire che un giorno uccidano i nostri, tutto qua". Il bilancio finale della missione "Diluvio di morte" è di 877 morti, 2.321 feriti, alcuni molto gravi e una città finalmente in ginocchio. Rasa completamente al suolo la zona commerciale della città, perfino il rinomato Mercatone. La parte storica della città è stata solo parzialmente risparmiata: "Non potevamo evitare di colpire i monumenti, per quanta cura abbiamo posto nello sganciare bombe da 500 libbre e armi al napalm in un centro abitato - dichiarano i militari - Qualcuno si lamenterà per la completa distruzione dell'abbazia della Vangadizza. Ribadiamo che era un covo di terroristi, che d'abitudine sparavano verso i nostri aerei i loro petardi, dandoci un gran fastidio. E poi la Vangadizza era già un rudere, abbiamo solo completato il lavoro iniziato dalle truppe napoleoniche, amen". Le truppe della missione umanitaria hanno sparato anche fosforo bianco contro l'ospedale e la casa di riposo locale, "ma solamente per bruciare vivi quelli che ci stavano dentro", precisa un comunicato, che smentisce l'uso di fosforo per danneggiare gli edifici.
A nulla sono valse le proteste dei pacifisti polesani, scesi subito in piazza a Rovigo con le bandiere della Pace in più occasioni. Ieri il sit in per ricordare le vittime del raid su Badia Polesine, previsto in piazza Vittorio Emanuele II, è stato fatto spostare in piazzale Di Vittorio per la concomitanza con la visita guidata di alcuni turisti olandesi a Palazzo Roverella. Soddisfazione da parte delle associazioni di categoria dei piccoli e grandi imprenditori, che in un comunicato congiunto esprimono il desiderio "che ora si avvi la fase della ricostruzione, con relativo indotto economico per le imprese polesane". Il piano di pace, tuttavia, già incontra i primi ostacoli: le truppe dell'Onu che dovrebbero fare il loro ingresso a Badia Polesine, infatti, sono tuttora stanziate intorno a casa di Renzo Marangon, come forza di interposizione contro gli scontri interni al Pdl. La soluzione potrebbe venire dallo stesso assessore regionale: "Non ne posso più di questi rudi soldatacci che molestano le mie vicine e mi pisciano sul muretto di casa - dichiara - Ben venga che se ne vadano a pattugliare un altro posto. Per difendermi dagli attacchi dei miei compagni di partito basta la mia verve e un buon kalashnikov!"

lunedì 2 febbraio 2009

Un'area 51 tutta polesana

Non saranno gli alieni del pianeta Alfacharliebravoeccetera profetizzati da Leonida Gusmaroli (almeno stando a quanto dichiarato da Nadia Romeo), ma un complotto intergalattico a Rovigo c'era eccome.
Lo rivela un'inchiesta mai pubblicata sui quotidiani polesani per motivi neppure tanto misteriosi: il Comune di Rovigo, assieme a sospettabili alleati, ha stretto un patto di collaborazione con gli abitanti del pianeta Chulak per sviluppare nuove tecnologie all'interno della futura cittadella scientifica che il Pat di Gigi Osti prevede di fare sorgere al Censer. La sigla del patto sarebbe avvenuta durante una serata a base di pane biscotto e salame, cui avrebbero partecipato l'assessore all'Urbanistica e l'esponente del Pdl Renzo Marangon, assieme al venerabile grande capo massone Orlando Lupani. L'accordo tra l'amministrazione comunale e gli extraterrestri prevede la realizzazione della cittadella scientifica e la condivisione di know how e risorse umane per sviluppare avanzatissime tecnologie, in grado di garantire ai due popoli la supremazia sulle rispettive aree di interesse nella galassia. Grazie al balzo tecnologico, Marangon avrebbe così potuto realizzare il razzo Serenissimo III, compiendo la prima spedizione sulla Luna patrocinata dalla Regione Veneto. Gli abitanti di Chulak avrebbero avuto un ruolo determinante anche nelle vicende che hanno visto protagonista l'alieno Hrrfulla'nghhtopeprp, morto a seguito dello scontro con Cicciuzzo Sconciaforni. Le tecnologie contenute all'interno dell'astronave atterrata in piazza a Buso sarebbero state trasportate di nascosto in un immenso bunker sotterraneo sotto l'area del Censer e del Cur, per essere esaminate dagli scienziati. Altre strutture segrete si troverebbero sotto l'Interporto e in alcuni capannoni apparentemente inutilizzati nella zona. La nave interstellare sarebbe invece rimasta, pur spogliata delle tecnologie per il decollo e la guida, agli abitanti di Buso, che l'hanno riadattata per farne la chiesa del paese, tuttora visibile a chi transita per il centro della frazione.
Raggiunto sulla spiaggia di Maui in cui si è ritirato per godersi un meritato riposo, il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, preferisce non commentare: "Certa gente, pur di dire qualcosa, darebbe fiato ai più innominabili orifizi, suvvia!" Da parte di Gigi Osti e Renzo Marangon, un altrettanto sdegnato no comment. "Al massimo posso raccontarvi quella del camionista che incontra un nanerottolo alieno accucciato sul bordo della strada", dice ridendo Marangon, prima di montare su un risciò e schizzare lontano dai giornalisti. Pragmatico l'approccio del neo sindaco Antonio Costato, leader della Rivoluzione Socialista nel capoluogo polesano: "Il mondo progredisce, l'avvenire è radioso, nessuno può cambiare questo orientamento generale della storia. Accogliamo con favore un'alleanza con altri popoli, ma questo patto deve essere sottratto dalla mani di chi, parlando a nome del popolo, tutela interessi privatissimi. E poi, cazzo, Gigi Osti non l'avevamo giustiziato?"

domenica 1 febbraio 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #16

Rifugiato nella ridente città fantasma di Prypiat con altri eminenti miei amici, Leonida Gusmaroli riprende il proprio prezioso servizio di previsioni, annunciando che grazie alle straordinarie competenze tecniche di Gelmino Barozzi presto il centro ucraino sarà completamente bonificato dalle radiazioni e tornerà abitabile anche a chi non indossa la tuta protettiva in barozzio, innovativo materiale tessile sintetizzato dall’apprezzato intellettuale di Oca Marina.

Complotto per distruggere il castello!
Il procuratore capo del Tribunale del popolo di Rovigo, Antonello Contiero, scoprirà un piano di distruzione del Castello ordito dall’ex vice sindaco, Graziano Azzalin, esasperato dalle proteste dell’opposizione di centrodestra. L’ipotesi prevedeva il dirottamento di un aereo di linea sulla Torre Donà, il lancio con una catapulta del cadavere di Cicciuzzo Sconciaforni sulla Torre Mozza, lo schianto di un tir imbottito di esplosivo sulle mura. L’operazione sarebbe stata condotta a termine grazie alla collaborazione del terribile clan dei Putacenko di Adria.

Palazzo Vianello Monello
Di fronte al rifiuto di chiunque di entrare in Palazzo Celio perché infestato dal fantasma del compianto Vianello Monello, l’edificio verrà ribattezzato Palazzo Vianello Monello. La scelta provocherà le proteste della signora Augusta Taurinense, moglie di Celio Rodigino, che citerà per danni l’ectoplasma che, però, conquisterà per usucapione il diritto a tenere per sé l’edificio, grazie alla celerità della giustizia che arriverà a sentenza nel 2049. In cambio rinuncerà a chiedere di modificare anche la toponomastica della via in cui sorge la sede della Provincia.

Nuova presidenza dell'Interporto
Lo zio di Song Sang Woo diventerà il nuovo presidente dell’Interporto succedendo a Giuseppe Fini, garantendo efficienza e ripiano dei debiti, governando dal futuro il nodo intermodale attraverso una bolla spazio temporale creata appositamente dagli scienziati nordcoreani del 2099. “Per un Paese progredito e civile come il nostro - spiega lo zio di Song Sang Woo - è doveroso aiutare zone in ritardo di sviluppo come il Polesine, cui siamo legati anche per la fraterna amicizia che ha unito agli albori del 21° secolo il Caro Leader Kim Jong Il e Beppe Osti”.