giovedì 21 maggio 2009

Terrore in piazza Vittorio!

Stupore e sgomento hanno colto numerose mamme rodigine, che ieri affollavano la piazza con i loro bimbi, godendo dei tepori della bella stagione.
A seminare il panico, la statua di Vittorio Emanuele II posta al centro del liston: con un cigolio metallico assordante, l'effige del condottiero di casa Savoia si è staccata dal piedistallo e ha preso vita, rivelandosi un automa costruito ad arte per seminare morte e terrore. "E' ora di riportare sul trono i legittimi eredi di questa casata millenaria - ha sentenziato il desueto robot - Raderò al suolo Palazzo Nodari, per lanciare un forte segnale: chiedo l'abolizione della Repubblica, che in sessanta anni è solo servita ad opprimere il popolo italiano sotto un regime clerico-comunista. Chiedo inoltre, a nome della casata che mi pregio di rappresentare, l'abolizione della tredicesima disposizione transitoria della Costituzione, che costringe tutti i discendenti maschi della mia schiatta ad un assurdo ed antieuropeo esilio". L'automa si è dunque sbarazzato della corazza marmorea e ha estratto due armi automatiche Remington innestate negli avambracci, con l'intento di crivellare di proiettili lo storico palazzo, sede del Comune.
Fortunatamente, il progetto distruttore dell'automa savoiardo non ha avuto successo, grazie all'intervento del sindaco, Fausto Merchiori, che l'ha interloquito per alcuni minuti, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. "La invito a maggiore ragionevolezza - ha dichiarato, affacciandosi al balcone sopra la Madonna di Palazzo Nodari - La norma che lei cita è già stata superata da un pezzo, tanto che abbiamo avuto il piacere di ospitare un discendente di casa Savoia in una nota e bella trasmissione televisiva del servizio pubblico. Non solo, mio caro Vittorio, le comunico che gli amici dell'Udc, per il cui sostegno il mio partito tanto si sta spendendo, attualmente candidano il suddetto erede alle europee, nonostante costui sputi sulla nostra costituzione repubblicana. Questo è segno che siamo una progredita e avanzata democrazia, ma aperta anche alle istanze della sua prestigiosa discendenza. Mi permetta inoltre di dirle che abbiamo fatto passi significativi nell'abolire qualunque residuo di socialismo nel nostro paese, avviandoci a un più sobrio appiattimento culturale, mirato al mantenimento dello status quo e dei privilegi individuali di pochi fortunati, a scapito di una massa di sfruttati, allo stesso tempo ampliando il novero dei privilegi del clero e dei poteri forti. Mi dica dunque se le sue rimostranze non possano essere in parte soddisfatte". La prosopopea del primo cittadino è bastata a stordire l'automa il tempo necessario per fare entrare in azione i tiratori scelti, che hanno avuto gioco facile nell'eliminare le antiquate armi della macchina da guerra con alcuni colpi di mortaio. Al termine dell'operazione, durante la quale ha perso la vita una bambina afghana, colpita da una pallottola vagante, il sindaco ha appuntato gagliardetti e onoreficenze sui petti gonfi di valore militare dei soldati che hanno debellato la minaccia monarchica.
Non sono mancate le polemiche politiche, a partire dall'intervento di Beppe Osti, leader dell'Mpv, vicino al caro leader Kim Jong-Il: "Io quella statua l'avevo detto che andava rimossa, ma nessuno mi ha ascoltato - dichiara - Ora pretendo che si apra un'inchiesta seria: chi aveva posto in mezzo alla nostra piazza un robot killer cammuffato da effige marmorea del re? Chi lo aveva programmato per sterminarci tutti? Il sindaco faccia chiarezza!"

mercoledì 20 maggio 2009

Il mistero del barzellettiere demoniaco

Il parco di divertimenti che Renzo Marangon vuole costruire a Costa di Rovigo è una trappola mortale, ordita per regolare i conti con i suoi avversari politici, dopo essere stato estromesso perfino dal torneo di ramino del Pdl.
A spergiurare che tutto ciò sia vero è il nostro collaboratore in loco Nando Formaggiaro, che afferma di avere prove documentali e fotografiche a sostegno dell'ardita tesi. In effetti, stando alle foto che ci sono state consegnate, si evince che Renzo Marangon, entrato in clandestinità dopo i brutti tiri giocati ai suoi danni dagli avversari interni al Pdl, si sarebbe ricostruito un'identità segreta da vero villain dei fumetti. "Il barzellettiere demoniaco", così sarebbe conosciuto uno strano individuo vestito da clown che ha preso a frequentare i locali di moda, intrattenendo il pubblico con battute stantìe, gag che non farebbero ridere nemmeno il pubblico dei "Tanto par ridere", storielle talmente vecchie che se ne ritrova traccia nei dipinti rupestri del sito sudafricano di Ukhahlamba-Drakensberg. "Numerosi locali hanno cercato di allontanare questo malefico clown - ci racconta al telefono Formaggiaro - giacchè gli scoraggiava i clienti con il suo umorismo ragnateloso. Una sera, al ristorante Antica Campana, ha iniziato a sghignazzare con la bocca piena, elargendo orride battute sugli smisurati attributi sessuali di alcuni personaggi politici polesani. Molte signore hanno abbandonato la sala disgustate, con sommo rammarico della proprietà. Ma quando è stato chiesto al Barzellettiere demoniaco di darsi un contegno, si è infuriato e ha ferito gravemente il cameriere con una lingua di Menelik affilata".
Il fatto che racconti barzellette decrepite non basta certo a identificarlo come Renzo Marangon, obietto io. Solo sulla base di questo indizio, infatti, il novero dei sospetti dovrebbe includere altri celebri goliardi di entrambi gli schieramenti. Ma Formaggiaro non demorde e sostiene addirittura che il Barzellettiere demoniaco sia la mente dietro al folleggiante progetto di un parco di divertimenti a Laghetto di Costa, pubblicizzato qualche settimana fa proprio da Marangon. "Spiegami perchè Marangon prima ha sputato su Euroworld - ci dice, con fare saputello - e poi porta in palmo di mano un "complesso turistico-didattico" con polo ricreativo-sportivo attrezzato, parco tematico, polo culturale, museale ed espositivo, complesso commerciale, attività ricettive a supporto, possibilità di cavalcate a cavallo, birdwatching, percorsi vita, cycling, parchi gioco, maneggi, campi da golf, piste da sci di fondo sull'erba, pattinodromi, pallavolo, calcetto, pallamano, pallacanestro, ginnastica artistica, volley, calcio e tennis, negozi e outlet a tutto andare, ambienti verdi artificiali e chissà cos'altro, per un costo di 100 milioni di euro solo per la parte immobiliare e un bacino d'utenza di 4,5 milioni di visitatori".
Non chiederlo certo a me, gli rispondo. "Perchè è lui il clown che terrorizza il Polesine - grida Nando - e adesso sta realizzando questo enorme e inutile parco per attirare in trappola i suoi avversari: prima li inviterà per una bella gita a cavallo nei boschetti finti, poi li trasformerà in tanti clown tristi, costretti a imparare a memoria il suo repertorio di battutacce". Prima che abbiamo il tempo di mandarlo a quel paese e scusarci con il caro Renzo, però, il nostro corrispondente lancia un grido strozzato. All'altro capo del filo sentiamo solo un gran trambusto, una risata che raggela il sangue e il suono di una trombetta. Poi tutto si placa e nel silenzio una voce che non dimenticherò mai, sbeffeggia il povero Nando ormai esanime. "Suvvia, poteva andarti anche peggio - ridacchia - Ieri capitan Uncino è finito al pronto soccorso perchè si è fatto il bidè con la mano sbagliata! Ah! Ah! Ah!"

(continua?)

Cicciuzzo ricompensa Pompilia

“Sono talmente tanto grato alla signora Pompilia Trombin per avermi liberato dall’incubo del rapimento che la premierò realizzando un suo sogno: la scritturerò per un ruolo nel mio prossimo film”.
Si conferma davvero un uomo di buon cuore l’attore Cicciuzzo Sconciaforni, liberato nelle scorse ore dalle Br-Pcc che lo avevano preso in ostaggio reputandolo luso e colluso con la lobby dei Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti (Vsa) per chiedere la conversione a ganja della centrale di Polesine Camerini. Invece il mondo politico ben poco ha fatto per liberare il sodale di Federica Zarri, che ha potuto riveder le stelle grazie all’impegno di comuni cittadini come la signora Pompilia, da sempre estimatrice dell’artista Sconciaforni. “Il mio prossimo lavoro si intitolerà “Brigate rotte… a tutte le esperienze” – spiega Cicciuzzo – e sarà liberamente tratto dalla vicenda che mi ha visto protagonista in questi mesi. Devo comunque dire che i miei sequestratori sono stati sempre molto gentili con me, cercando di assecondare nei limiti del possibile le mie richieste, soprattutto alimentari. L’unica volta che mi hanno opposto un no è stato quando ho chiesto per cena dell’opossum stufato”.
Cicciuzzo continua spiegando che è ben disponibile a proseguire la collaborazione con la signora Pompilia anche per produzioni future. “E anche per riproduzioni – sottolinea con humour britannico – mi spiego meglio: non posso dimenticare che ho avuto un ruolo nel decesso del piccolo Iginio Faggiano, figlio della signora Pompilia, che usai come scudo umano per evitare, senza riuscirvi, la mia seconda morte. Sono disponibile a darle una nuova gravidanza. Ci sarà tutta la gioia per una nuova vita ma pure l’opportunità di organizzare un sequel di “Brigate rotte… a tutte le esperienze”, che si intitolerà “La sindrome di sto…colma”, destinato a divenire pellicola di riferimento nel genere pregnant”. Commossa la signora Trombin: “Non riesco a trattenere le lacrime: è un sogno che si realizza. Altro che autografo: accogliere il seme di Cicciuzzo in me sarà la più grande felicità”.

martedì 19 maggio 2009

L'opinione: Stifen Cremon, candidato ombra

Quando l'abbiamo scoperto non credevamo nemmeno più alle nostre papille gustative, figuriamoci ai nostri occhi. C'era un nono candidato alle elezioni provinciali, ma nessuno l'ha reso noto! Com'è possibile? Censura, inettitudine della burocrazia preposta, pigrizia dei mezzi di informazione? Immediatamente abbiamo allertato i nostri potenti mezzi per rintracciare Stiffen Cremon, lavoratore autonomo di Pincara, leader della lista civica "Stiffen for pressident". Lieto del nostro interessamento, ci ha inviato la foto che vedete e ha risposto alle nostre sagaci domande.

Caro Stiffen, com'è possibile che nessuno sapesse nulla della sua candidatura?
Mah, non so. Sull'inizio pensavo che mi avevano censurato. Son settimane che il Carlino on line si è dimenticato di mettere Brusco nei candidati alle elezioni, magari si erano dimenticati anche me. Poi ho parlato con la mia segretaria Jessica e ci ho detto ma tu le hai portate in tribunale la nostra lista? e lei mi ha risposto di no, che lei in tribunale non ci va perchè ha delle pendenze con la giustizia e preferiva non andare. E allora ci ho detto ma chi le ha depositate le liste...

Insomma, mi pare di capire che vi siete dimenticati di candidarvi ufficialmente...
No, perchè a portare le liste ci aveva mandato suo marito Nando, che giura di averle depositate. Allora abbiamo cercato di capire se in tribunale ce le avevano ma non ci hanno detto nulla.

Ma avete segnalato ai giornali la vostra lista?
No.

Beh, parliamo di altro. Lei si candida come indipendente, ma al ballottaggio cosa farà?
Cos'è il ballottaggio?

Ok, parliamo di candidati. Ci sono nomi autorevoli, rappresentanti della società civile nella sua lista? Insomma, possiamo vedere questa cazzo di lista?
Eh, al momento non ce l'ho. Aspetti che sento Jessica. (Telefona per venti minuti, discutendo con la segretaria, fino a litigare. Poi sbatte giù il telefono mentre io ormai sono affacciato alla finestra a osservare una coppia di piccioni che copula, ndr.) Dove eravamo rimasti? Ah, sì. Insomma, credo che abbiamo il 40% di consensi e che possiamo tranquillamente arrivare a raddoppiare entro il dieci giugno.

Veramente si vota il sei, comunque... Parliamo di programmi?
Certo, certo. Allora, io vorrei proporre alcune idee nuove e in realtà il programma è tutto quello che mi viene in mente. Serve fantasia al potere, no?

Se lo dice lei...
Ecco, per esempio le stragi del sabato sera. Se la nostra fosse una società di cannibali, tutta quella carne fresca non andrebbe sprecata, no? Basterebbe che le parti migliori si tenessero e fossero vendute, anche nelle mense dei poveri.

Ma per piacere! Parliamo di iniziative concrete, vuole?
Certo, volentieri.

Avanti...
Chi ha bussato?

Drammatico incidente

E' salvo per un pelo Vianello Monello, vittima nella mattinata di ieri di un drammatico incidente a Ginevra, proprio sul litorale del celebre lago svizzero.
La Porsche impazzita del celebre opinionista del Corriere del Veneto, raccontano i testimoni, ha iniziato a sbandare, quasi falciando una scolaresca francese, per poi schiantarsi a tutta birra contro una ringhiera in ferro battuto (nella foto, il tragico impatto). Immediato l'intervento dei sanitari e dei vigili del fuoco, che hanno dovuto farsi strada tra le lamiere a suon di flessibile. All'interno della macchina, ridotta a un groviglio di metallo, si trovavano il celebre elzevirista e il suo dattilografo e discepolo Jean Luc Balboa, imberbe promessa del giornalismo sui cui rapporti con Vianello Monello circolano da tempo turpi pettegolezzi sui rotocalchi. I soccorritori sono riusciti a estrarre il maitre a penser rodigino dall'abitacolo ancora vivo, ma per il suo prediletto c'è stato poco da fare: dopo alcuni disperati tentativi di estrargli il cruscotto dal bacino, il medico intervenuto ha decretato che non c'era nulla da fare E' stato pietosamente abbattuto, ma almeno non ha sofferto.
"Meglio a lui che a me - ha dichiarato con un filo di voce Vianello Monello, mentre veniva caricato sull'ambulanza - Me ne troverò un altro di ragazzino voglioso di fare carriera. Questo mi aveva già stufato". Poi il poveretto ha perso conoscenza, a causa delle gravi ferite riportate. Oltre a un pesante trauma cranico, l'elzevirista ha subito gravissime lesioni agli arti inferiori, giudicate guaribili per intervento della Vergine di Medjugorie. Il Corriere ha comunque garantito una delle migliori equipe mediche al mondo a quella che è ritenuta una colonna portante dell'edizione veneta: "Non badiamo a spese - ha dichiarato il direttore Ugo Savoia, battendo il pugno sul tavolo - Dobbiamo salvare la vita del nostro amato collaboratore, dovessi tirarli fuori di tasca mia!" Al termine di un'operazione durata quindici ore, le gambe di Vianello Monello sono state rimesse in sesto con un complicatissimo intervento di chirurgia ricostruttiva.
Curioso il modo in cui pare sia stata costituita l'equipe: "Fino a venti ore fa ero con Emergency a Lashkar Gah, in Afghanistan, a salvare bambini feriti da bombe e mine - racconta uno dei medici dell'equipe - Poi sono arrivati questi tipi in giacca scura che, a mano armata, mi hanno intimato di seguirli e mi hanno caricato su un aereo. Non ho potuto opporre resistenza. Ora che ho salvato la vita a questo stronzo chiedo che mi lascino tornare al mio lavoro". Ora Vianello Monello è in come farmacologico in una clinica privata, mentre già in queste ore i suoi fans si affollano all'esterno. Il corpo di Jean Luc Balboa, invece, è stato rispedito alla famiglia per le esequie, che avverrano in forma privata dopodomani. Ma già le riviste scandalistiche sarebbero pronte a rivelare incredibili retroscena della liaison tra l'opinionista e il suo servetto, nonchè sulla dinamica dell'incidente. La città delle organizzazioni internazionali, il polo finanziario elvetico, il castrum che fu degli Allobragi e dei Burgundi, insomma la buona vecchia cittadina svizzera delle banche e degli orologi a cucù sembra terreno fertile per numerosi misteri che riguardano anche il vetusto e nebbioso Polesine. (Continua)

lunedì 18 maggio 2009

Il decalogo

"Ho visto candidati migliori alle elezioni comunali di Barga, che non in questa pizzosissima campagna elettorale". E' un giudizio, come dire, tranchant, quello del leader di Unindustria, Fabrizio Rossi, che, accantonati per un attimo i progetti rivoluzionari della linea nera, intende mettere il becco nei programmi di chi aspira a guidare Palazzo Celio per il prossimo lustro.
"Nonostante tutto apriamo al dialogo con la politica - ha spiegato - Anche perchè da anni non abbiamo un'idea per lo sviluppo che non preveda la riconversione a qualche combustibile della centrale di Porto Tolle e l'inaugurazione di un'autostrada. Ammetto francamente che non mi vengono altre idee". Rossi ha deciso così di buttare giù dieci punti fondamentali, vere e proprie domande chiave, da presentare ai candidati. Il decalogo è stato diffuso a mezzo stampa nei giorni scorsi e tocca tutte le questioni fondamentali a cui l'aspirante presidente della Provincia dovrà dare una risposta chiara. Solo così si capirà chi ha davvero a cuore le sorti dell'economia polesana. In attesa che i candidati rispondano apertamente a Rossi, ne citiamo ampi stralci:

1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?
2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice "lunga", quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?
3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Elio Letizia?
4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?
5. Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?
6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?
7. Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?
8. E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo "uso strumentale del corpo femminile", per il premier, non "impoverisce la qualità democratica di un paese" come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?
9. Veronica Lario ha detto che il marito "frequenta minorenni". Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o "alleva", per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?
10. Veronica Lario ha detto: "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile". Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di "una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità". Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

Nuove scoperte dell'etologia


Le Emys orbicularis, le tipiche tartarughe del Delta del Po non si stanno estinguendo: si stanno semplicemente evolvendo, forse per effetto dell'inquinamento prodotto dall'uomo. Queste le conclusioni di un team di esperti nominato dall'ormai vecchio e stanco presidente dell'Ente Parco del Delta del Po, Federico Saccardin.
Le prove incontrovertibili sono state rinvenute presso una famiglia di Giarette, nel comune di Porto Tolle, che da tempo ha adottato un cucciolo di tartaruga mutante rinvenuto nello scolo dietro casa. "Ci faceva tenerezza, abbiamo pensato di tenerla per fare compagnia al piccolo Rutger - racconta Eliprando Cavazzini, il padre di famiglia - Poi però ha iniziato a crescere, ha imparato l'idioma locale e nel giro di due settimane già bestemmiava, pretendeva i soldi per le sigarette e il motorino. Fortunatamente in meno di una settimana ha raggiunto l'età della ragione e con un paio di legnate ha messo giudizio e si è accontentato del mio vecchio Ciao. Lo abbiamo battezzato Gelindo, come il nonno. Attualmente sta finendo l'Ipsia a Porto Tolle e poi voleva andare a lavorare nella vicina centrale elettrica, non appena la trasformeranno a carbone pulito".
Un autentico mistero della biologia, questa strana creatura di nome Gelindo. L'amico etologo Konrad Boscolo, che per primo ha visitato la tartaruga antropomorfa, afferma: "E' brutta, puzza ed è antipatica come un adolescente spocchioso. Fosse per me le dare delle polpette avvelenate". Ma la famiglia è contenta: il piccolo Rutger si diverte un sacco a giocare in giardino con il suo fratellone maggiore. A lui forse avremmo potuto chiedere qualcosa, ma puzza veramente troppo. Quanto al padre, ha accennato ad altri come Gelindo nascosti nel Delta del Po. Una nuova razza di tartarughe mutanti sta proliferando in Polesine? Vai te a saperlo.

domenica 17 maggio 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #27

Queste visioni ci sono state spedite da Leonida via fax nei giorni scorsi, avvisandoci che sono state scritte in fretta e furia durante una meritara vacanza in Australia, sulla cima dell'Ayers Rock, dove il nostro veggente sostiene di trarre notevole giovamento dal clima e dall'aura mistica del luogo. Come sempre il futuro ci sorprende anche questa settimana.

Il paese dei bambini buffi
"Chiamiamoli bambini buffi, è più rispettoso". Così il sindaco di Rovigo, Gabbano Maringelli, in un anno imprecisato, esordirà in giunta per placare le durissime polemiche sull'impatto ambientale del nuovo inceneritore costruito appena fuori città. Fortemente voluto per rilanciare l'economia polesana, importerà pattume pulito da tutta Europa, con notevoli vantaggi economici per il Comune di Rovigo. Ma in concomitanza si verificherà un aumento di diossina nel microclima locale, non necessariamente correlato alla presenza dell'impianto, aumentando le nascite di bambini deformi. "Aboliamo questa parolaccia discriminatoria - tuonerà Maringelli - A mio avviso va preso atto che la situazione è questa, perchè la natura cambia semplicemente. Questi bambini sono comunque un dono di Dio. Chiamiamolo "il paese dei bambini buffi", anzichè parlare di una città soffocata dall'inquinamento, come fanno certi ambientalisti avvoltoi".

Elezioni turbolente
Alle prossime amministrative farà scalpore la lista civica "Villain per Rovigo", composta esclusivamente dai peggiori cattivi dei film di 007. Guidata dal Dottor No, candidato alla poltrona di sindaco, proporrà una squadra di governo inedita nel panorama rodigino, se non forse nei ruggenti anni Ottanta, comprendente personalità di spicco come Goldfinger, Hugo Drax, Ernst Stavro Blofeld, Scaramanga, principe Kamal Khan, Karl Stromberg e Franz Sanchez. La campagna elettorale si infiammerà quando Gigi Osti, candidato primo cittadino per la coalizione di centro-sinistra-destra, verrà ferito gravemente da Scaramanga, irritato per un paio di battute sciocche sul tema dell'uomo con la pistola d'oro. A riportare l'ordine penserà un misterioso pistolero di nome Joe, noto per lo sguardo duro e l'abitudine di masticare il sigaro. Dopo avere eliminato anche le principali famiglie mafiose di Rovigo, Joe rifiuterà la carica di sindaco, offertagli dai maggiorenti della città, rimonterà a cavallo e cavalcherà verso il tramonto.

Progressi della scienza
Le annunciate nuove tecnologie per catturare la Co2 arriveranno e consentiranno finalmente la trasformazione a carbone pulito della centrale di Polesine Camerini. Grazie a finaziamenti euro-asiatici, infatti, sarà sperimentata per la prima volta la traslazione attraverso il multiverso dell'anidride carbonica prodotta dall'impianto, che verrà semplicemente teletrasportata in un mondo parallelo dove gli esseri umani disdegnano il venefico ossigeno in favore del salutare biossido di carbonio. Plauso del mondo ambientalista: il vicepresidente della Provincia, Vanni Destro, farà pubblicamente ammenda per avere dubitato dell'eco-compatibilità della centrale. Il presidente dell'ente parco, Carlo Alberto Azzi, andrà in visita ufficiale nel pianeta parallelo, senza tornare mai più.

sabato 16 maggio 2009

Greenpeace ringrazia Maurizio Ferro

Una bella sorpresa nella buca delle lettere per il portavoce del Comitato d'azione dei lavoratori della centrale Enel di Porto Tolle, che nelle scorse ore ha ricevuto una lettera di ringraziamento dalla presidenza nazionale di Greenpeace.
Ringraziamenti inaspettati, ma motivati secondo quanto segue: "Siamo grati al rappresentante dell'Enel per il blitz compiuto venerdì alla Gran Guardia, per sputtanare la nostra mostra sul carbone - si legge - Certo, rimaniamo su opposti fronti, ma non possiamo non constatare che le redazioni dei giornali hanno iniziato a interessarsi alla mostra solo grazie all'azione dei lavoratori della centrale. Il Carlino on line ha addirittura deciso di scrivere della mostra dando la parola solo a Maurizio Ferro, un raro esempio di giornalismo dadaista che ci riempie di meraviglia. Dunque non possiamo non arguire che senza quel blitz di sabotaggio nessuno ci avrebbe cagato mezzo. Grazie, dunque, grazie mille a Maurizio Ferro e ai suoi compagni d'arme, per questa inaspettata campagna pubblicitaria".
Commosso e imbarazzato Ferro: "Era tanto tempo che non ricevevo una lettera di carta - spiega - Le diavolerie tecnologiche di oggi ci fanno perdere certi vecchi piaceri. Quanto al contenuto della lettera: bah, in fondo c'è libertà di opinione. Continuino pure a dire che il carbone pulito non esiste, ma portino delle prove serie, eccetera. E comunque, sapete che vi dico, sono stufo di questa polemica che non finisce mai. Sono stufo di ripetere le stesse cose. Se lo sapevo, quella volta non lasciavo i Pooh!"

(nella foto, un momento del blitz alla Gran Guardia)

Giornata mondiale contro l'omofobia


Il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, ha inaugurato la serie di iniziative previste a Rovigo in occasione della giornata mondiale dell'omofobia.
"Il nostro Comune non ha esitato un attimo nel concedere il patrocinio a questa occasione di sensibilizzare la popolazione a questo tema - ha dichiarato il primo cittadino, vestitosi come la signora Coriandoli per alleggerire il tono dell'evento - Va detto che non siamo più ai tempi dell'Inquisizione e che è assurdo non solo che le persone omosessuali siano fatte oggetto di violenze, ma anche che si cerchi di aggirare il riconoscimento della loro esistenza, semplicemente nascondendole sotto il tappeto". Merchiori ha ricordato non solo che ci sono ancora paesi in cui gli omosessuali vengono condannati a morte, ma anche che perfino in Italia fare outing è rischioso, visto che ci sono un sacco di neofascistelli in circolazione, che si dilettano a menare gay e lesbiche per la strada. "Poi ci sono certi bigotti che dicono che l'omosessualità è contro natura. Perdiana, miei cari, l'altro giorno ho visto il mio gatto farsi ingroppare da quello del vicino. E mi pareva pure contento", ha scherzato il primo cittadino, prima di mettersi alla testa di un trenino, al ritmo di "Brigitte Bardot".