domenica 8 novembre 2009

La parola ai lettori

Caro Monello,
da dieci giorni ho un dubbio che mi tormenta. Il conte Traniello Gradassi da Pincara ha compiuto, secondo me. un gravissimo atto di lesa maestà, un atto giurisdizionalmente scorretto. Con un post su Facebook ha paragonato la merda alla Lega. Come tu ben sai, qui in Polesine, terra nata grazie al limo, la merda è imprescindibile. La merda è vita. Qui come in poche altre parti del mondo, con la merda abbiamo costruito economia e politica. Non ritieni anche tu, o Monello, che Traniello si debba pentire per l'ardito paragone? Oltretutto su una piazza così visibile come Facebook! Mica stava collochiando con un amico al bar?! O Monello non pensi che Traniello debba firmare un documento scritto di scuse a tutta la merda del Polesine?
Un saluto "retropensiero" con immutata stima

Tua Natalie

Sic trans(it) gloria Mundi

*

Cara o caro Natalie,
innantitutto grazie per la foto. Mi ci è voluto del coraggio per postare questa tua missiva. Non tanto perchè già immagino l'incazzamiento di Bergamin per il paragone che tu proponi (di cui mi scuso formalmente a nome dell'istituzione che rappresento), quanto perchè da settimane rimandavo la pubblicazione di un trattato scientifico del dott. Gaio Barfowskji, che alla fine mi ha detto: "Eh! Ma allora dillo, che mi apro un blog tutto mio!" Alla fine ho deciso di regalare ai miei lettori entrambi i contributi, così da evitare di perdere uno dei miei collaboratori storici.
Venendo a noi e al quesito che mi poni, ho recentemente appreso che Lutero scrisse le novantacinque tesi seduto sul cacatoio, a causa di una malattia intestinale cronica. Indubbiamente la cacca ha un ruolo rilevante nella vita sociale di tutti noi ed è davvero incredibile come l'atto di defecare si collochi nel privato della persona più di ogni altra cosa. Se ci pensi, qualcuno si è preso la briga di filmare un presidente della Regione con il pisello a penzoloni in casa di un trans, ma nessuno si sarebbe preso l'incomodo di coglierlo mentre faceva la popò. Questo discorso non ha senso, ma la verità è che non so cosa scrivere. Ora anche la merda si indigna per l'intervento di Beppe Traniello Gradassi, mentre non ho ancora sentito nessuno approfondirne il contenuto: ma davvero la Lega, il giorno in cui Bossi andrà in pensione, cesserà di esistere? E si noti l'uso sapiente del verbo cessare, mia cara amica. Sono andato a lezione di umorismo da Jacopo Carlotti.
Un caloroso abbraccio e ci vediamo martedì sera come al solito,

MV

sabato 7 novembre 2009

Una vittoria del multiculturalismo

La proposta dei cicciuzziani di introdurre nelle classi icone del loro messia, l'ex attore Cicciuzzo Sconciaforni, a fianco del tradizionale crocefisso, non solo fa discutere, ma sembra avere aperto la strada verso il multiculturalismo, come preferibile surrogato della laicità, nelle scuole italiane.
E' di ieri la notizia di un genitore che avrebbe chiesto e ottenuto dal dirigente scolastico di un'elementare rodigina, di affiggere in aula un'immagine di Mušhuššu, il drago-serpente che la mitologia babilonese affianca al dio Marduk, di cui la famiglia interessata è adoratrice. Perplesso ma ligio al dovere di rispettare tutti i credi, il docente avrebbe faticato non poco a reperire al mercato delle pulci una riproduzione del mosaico che riproduce Mušhuššu sulla porta di Ishtar. Più complesso il caso di due gemellini di Ficarolo, i cui genitori hanno denunciato la maestra per non avere appeso l'occhio divino del culto caodaista in classe. Vana la difesa della docente: "Non c'è spazio, mi toccherà mica togliere la cartina geografica dell'Europa per fare spazio a tutto questo ciarpame religioso?"
La presidente della Provincia, Tiziana Virgili, si dice rasserenata dal clima di collaborazione costruttiva tra le forze politiche, instauratosi di fronte alla minaccia di perdere l'effige di Cristo nei luoghi pubblici. "Confesso che non ho dormito per varie notti di seguito al pensiero che una cosa del genere potesse accadere. Per certe cause vale la pena battersi fino all'ultimo sangue", ha dichiarato. La Provincia valuta positivamente anche l'iniziativa del Governo, che regalerà un crocefisso a tutti coloro che sono rimasti senza lavoro negli ultimi mesi. "Ma io dico che dovremmo portarlo anche ai senza tetto che dormono sulle panchine, per dare un messaggio d'amore - aggiunnge la presidente - Ho anche chiesto che nelle scuole si moltiplichino gli sforzi per trasmettere, attraverso i simboli, i valori della nostra civiltà. Ho proposto alla dirigente dell'Ufficio Scolastico che ogni giorno si esponga l'effige del rispettivo santo, compresi San Ciriaco da Gerusalemme, Santa Pulcheria Imperatrice e Sant'Eleuterio di Tournai Vescovo". Sembra che dal provveditorato abbiano chiesto tempo per riuscire a reperire un'icona di San Giosafat Kuncewycz Vescovo.

venerdì 6 novembre 2009

Effigi cicciuzziane in tutte le classi!

Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo che vieta il crocifisso nelle scuole, il B.V. Paolino lancia la proposta di una crociata contro la Finlandia, Paese d’origine di Soile Lautsi, la signora di Abano Terme che ha presentato la denuncia.
“Riporteremo la luce della fede in quella fredda landa ottenebrata dal laicismo – osserva il B.V. Paolino, lucidando la daga – diamoci appuntamento domenica nel piazzale dell’Interporto. Da lì, dopo la messa, organizzeremo le truppe per marciare vittoriosi su Helsinki. Evviva Cristo Re!”.
Intanto in viale delle Industrie stanno arrivando i primi container carichi di armi e di bibbie con rilegatura in titanio con gli spigoli aguzzi. Non si scompongono alla Farnesina. “Tanto con i tempi che hanno a Rovigo – osserva serafico il ministro degli Esteri, Franco Frattini - la crociata non partirà prima del 2049: abbiamo tutto il tempo per mediare”.
E la prima proposta di conciliazione arriva a sorpresa da Nathaniel Pierpont Morgan, profeta della religione cicciuzziana, in procinto di partire con una navicella spaziale verso il pianeta generato dal dna di Cicciuzzo Sconciaforni, il celebre pornodivo polesano divenuto un astro del cielo per una storia che vi abbiamo già raccontato millanta e millanta volte. “Invece di togliere, aggiungiamo – osserva Pierpont – è giusto che tutte le religioni possano esprimere i propri simboli in nome del pluralismo delle tante fedi che, però, concorrono a un’umanità migliore. Chiediamo, dunque, che venga appesa una foto di Cicciuzzo Sconciaforni in tutte le classi”.
E, addentando un panetto di burro, continua: “Cicciuzzo è un simbolo universale di amore, di mitezza e di pace. Di più: un segno di offerta di amore, di unione e accoglienza per tutta l'umanità. Il cicciuzzianesimo è una religione che da un contributo prezioso per la formazione e la crescita morale delle persone, ed è una componente essenziale della nostra civiltà. È sbagliato e miope volerlo escludere dalla realtà educativa".
Il tema porta fuori dalle catacombe anche Terenzio Gasparetto, che tutti avevano dato per disperso. “Non ritengo utile espormi nelle tristi liti da pollaio della politica odierna – spiega – ma in questo caso ritengo opportuno felicitarmi per una scelta che, nella nostra penisola, era stata assunta nella sola Repubblica Zenana. Gli alunni potranno finalmente studiare in una classe priva di simboli religiosi, compresi quelli della godereccia fede cicciuzziana. Perché la scuola è laica, cioè di tutti: credenti e non credenti. Ed è assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa".

giovedì 5 novembre 2009

Crocefisso sì, crocefisso no

Un'unità di crisi per impedire la scomparsa del crocefisso nelle scuole. L'ha varata la Provincia di Rovigo per fronteggiare l'emergenza crocefisso, che dopo la sentenza della Corte Europea di Strasburgo rischia di provocare una pandemia letale per i crocefissi in tutte le scuole.
Ne dà notizia il prestigioso quotidiano indipendente La Voce di Rovigo, che ieri aveva già proposto l'interessante quiz "Scopri le differenze tra le dichiarazioni di un amministratore di centrodestra e uno di centrosinistra". Il sindaco, Fausto Merchiori, si dice pronto a partecipare all'unità di crisi, ma lancia l'allarme: "Non basta, dobbiamo renderci conto che orde di anticlericali, brutti, neri come diavoli e con gli occhi di brace, potrebbero scendere in Polesine per strappare i nostri Cristi in croce dai muri delle scuole e gettarli nel pattume - commenta sobriamente -. Ciò non deve avvenire. Propongo di ricostruire le mura medievali della città e, se necessario, scavare di nuovo il fossato. Voglio una sentinella fissa sulla torre mozza e uomini armati ad ogni porta".
L'idea, che piace agli operatori turistici e culturali per la capacità attrattiva del revival di medievalità, non va giù invece ai negozianti del centro: "Vabbè che Rovigo è città murata, ma così ci murate vivi. Se ricostruire le mura, come fanno le macchine ad arrivare in città?". E' la stessa presidente della Provincia, Tiziana Virgili, a frenare le polemiche: "Qui è in gioco ben più che la bottega di qualcuno - tuona - Qui si cerca di impedire a me che sono cattolica di essere cattolica. Concordo con il nostro sindaco, nonchè con le sagge parole di alcuni esponenti della destra più oltranzista: dobbiamo difendere la nostra libertà, a costo di asserragliarci in rocche e trincee per respingere chi la minaccia".
Il primo provvedimento dell'unità anticrisi è stato espellere dalla provincia un tizio che si era permesso di ricordare ad una vicina con toni sprezzanti, come tra le radici cristiane dell'Europa ci si fosse dimenticati di citare in questi giorni l'inquisizione spagnola, le crociate contro i pagani nei paesi baltici, i massacri tra confessioni cristiani e non ultima la secolare e mai risolta guerra tra i cristiani cattolici irlandesi e i cristiani protestanti inglesi. "Polemiche sterili su cui non mi pronuncio - tuona la presidente - La croce è da sempre simbolo di libertà, come dimostra la storia dell'America Latina".

(nella foto, sacerdoti di altri tempi dialogano con un non credente)

Rampante fine settimana rodigino

Questa splendida cronaca segna il ritorno sulle scene del valido corrispondente Marcello Gagliardi Foccas De’ Pepoli. Un resoconto che brilla per veridicità, pertinenza, continenza, ma anche per misteriosità: che ci fa in giro mio fratello Vianello Monello con una Lamborghini? Non era morto? Che siano l'ennesimo clone? Boh! Ci penserò domani. La tummia di Pernod di ieri sera picchia ancora in testa e non ho voglia di sovraccaricarmi ulteriormente i neuroni. Insomma, ne riparleremo.

S’è sentito solo un rombo. Come un lungo tuono. E poi un lampo, di luce riflessa, che sfiorava due ragazzi che camminavano. Alle 2 della scorsa notte squilla il telefono nella centrale del 112: «C’è uno che corre come un pazzo», dice la voce. Il carabiniere chiede: «Ha visto che macchina era?». «Una sportiva, mi sembra una Lamborghini ». Due pattuglie arrivano in zona viale Gramsci, a ridosso del centro di Rovigo, quartiere Commenda. Passa una mezz’ora. Le macchine dei militari continuano a girare. Poi uno dei carabinieri avverte il collega: «Eccola, a fianco ce n’è un’altra». Sono ferme al semaforo di Ponta: una Lamborghini Gallardo, motore da 520 cavalli; una Aston Martin Vantage Roadster, con 380 cavalli sotto il cofano. Scatta il verde. Le macchine schizzano via nel traffico. Le carrozzerie scure si volatilizzano. I carabinieri inseguono.
Un quarto d’ora dopo le due fuoriserie sono di nuovo allineate, parcheggiate davanti al Regina Margherita, uno degli alberghi più lussuosi tra la stazione e il centro della città. Scendono dalle auto i due guidatori, due uomini distinti, gli opinionisti Vianello Monello e Jacopo Carlotti. Scendono poi le loro accompagnatrici. Bionde, abiti luccicanti, tacchi alti, gambe e volti da modella. I carabinieri del Nucleo Radiomobile che li hanno inseguiti, persi e alla fine riagganciati, denunciano i due fini intellettuali perché gareggiavano. Ritirano le loro patenti. Sequestrano le auto.
In realtà, più che una corsa, è stata una sfida ripetuta di accelerazione. Fermi a ogni semaforo rosso. Sprint feroce al verde. Dal ponte del Bassanello, poi lungo la Circonvallazione Ovest, fino a piazza della Repubblica. A che velocità? Si può solo immaginare, considerando che quella Lamborghini, per salire da zero a cento chilometri l’ora, impiega 4 secondi. L’Aston Martin ci mette poco di più, 5 secondi. Gli ultimi due scatti (andata e ritorno) sulle due corsie della Tangenziale Est, poi il vialone di fronte alla stazione ferroviaria.
Fuori giri e fuori dalle regole. Senza limiti: di spesa e di velocità. Fine settimana da rampanti a Rovigo con suite al Regina Margherita, cene e drink. Le due macchine erano in affitto (presto dovrebbero essere restituite all’agenzia che le ha date in noleggio). Guidare Lamborghini e Aston Martin costa tra i 1.500 e i 2.500 euro al giorno. Forse per questo Vianello Monello e Jacopo Carlotti non avranno problemi a saldare la multa che rischiano: da 5 a 20 mila euro.
Ai carabinieri, i due hanno risposto con la noncuranza di chi risolve col portafogli ogni contrattempo. Nessuna contrarietà a soffiare nella macchina per scoprire l’alcol nel sangue. Uno soltanto aveva esagerato col vino: tasso alcolico a 0,78, contro il limite di 0,5. La corsa in auto è stata la fine della serata, il ritorno in hotel. Una volta firmati i verbali, le due coppie sono risalite serene nelle loro stanze.

mercoledì 4 novembre 2009

Sulle orme del padre

"Secondo me con Kamikazzo nostro padre sarebbe entrato nell'Olimpo del cinema". Cicciuzzo Monello pronunciò questa frase quasi tra sè e sè. Era rimasto in silenzio a lungo, fissando Antenore che sonnecchiava nella sauna dell'hotel.
Per loro era tutto nuovo. Erano due ragazzoni, due ventenni, belli e innamorati. E allo stesso tempo erano due bambini che scoprivano il mondo per la prima volta. Cicciuzzo Monello si inteneriva ogni volta che osservava Antenore aggirarsi per le strade, con l'aria meravigliata di un ragazzino che esce dal paese. "Non so, di quel maledetto film non è stato trovato neanche uno straccio di trama", replicò Antenore svogliatamente. Non aveva voglia di parlare di suo padre. Per lui, suo padre era Vianello Monello. Poco importava che il seme che l'aveva generato provenisse da un altro uomo, il fratello di sua madre. "Credi che mamma si senta sola, ora che siamo andati via?", aggiunse. Cicciuzzo lo accarezzò: "E' in buona compagnia, so che la stanno accudendo. Con quello che ha passato, anche lei ha bisogno di ritrovare un po' di serenità. E in fondo e il nostro viaggio di nozze, godiamoci un po' di spazio tutto per noi".
Antenore assentì e chiuse gli occhi, come per tornare a dormicchiare. Cicciuzzo Monello accarezzò le sue spalle imperlate di sudore. "Leonard Pinnipalli dice di avere trovato una bozza di sceneggiatura - proseguì - Le poche scene che mi ha descritto sono puro genio. Secondo me sarebbe stato il capolavoro di Cicciuzzo Sconciaforni". Antenore si ridestò. Per un attimo pensò di rispondere sgarbatamente: non sopportava che continuassero a parlarne. Gli chiese perchè secondo lui valesse la pena di interessarsi a un film del genere. "Perchè è una sfida, nessuno vorrebbe mai fare una cosa del genere", ribattè l'altro. Ma era una motivazione debole: "La verità è che tu hai un motivo personale, si capisce da come ne parli", disse Antenore. Cicciuzzo Monello si levò in piedi: "Io sento una parte di Cicciuzzo in me e tu sai bene perchè. Io non sono suo figlio, sono un cazzo di clone venuto male. Quella parte di Cicciuzzo che è in me combatte ancora con il Dna di Vianello Monello una sfida a chi diverrà l'attore più popolare nel mondo dell'hard. Sai qual'è la verità? Che non solo voglio far girare Kamikazzo, ma sarò io a interpretare il ruolo che fu di mio padre. Ti piaccia o no". Poi, come impone il copione, uscì sbattendo la porta.

martedì 3 novembre 2009

Cicciuzziani pronti a lasciare il pianeta

C'è perfino un entusiasta Stato del Vaticano tra i finanziatori della missione "Planet Cicciuzzo". Pur di sbarazzarsi degli adepti del culto di Cicciuzzo Sconciaforni, il papa avrebbe staccato un assegno milionario per sostenere i costi necessari a realizzare l'enorme nave stellare con cui i cicciuzziani vogliono trasferirsi in massa su un lontanissimo pianeta, dove il profeta Nathaniel Pierpont Morgan sostiene che alcuni elementi provenienti dalla stella Cicciuzzo starebbero dando origine alle prime forme di vita.
Essendo la stella nata dalla deflagrazione del cadavere di Cicciuzzo Sconciaforni, tutte le creature viventi che popoleranno il pianeta saranno riconducibili alla materia di cui era composto il celebre attor hard polesano. Una trama complicata che non spaventa Nathaniel (nella foto, con la sua nuova compagna Dircea Lebowskji), pronto a lasciare la Terra a capo dei fedeli cicciuzziani, per raggiungere, chissà fra quanti secoli, il pianeta dove costruiranno un futuro per la loro fede.
"Tutti i cicciuzziani sono pronti a seguirci - dice Nathaniel - La nave, che stiamo costruendo a Baltimora a prezzo di molte vite, perlopiù di immigrati irregolari di cui non frega un cazzo a nessuno, sarà pronta nei prossimi giorni. Potrà accogliere qualche centinaio di cicciuzziani. Nel lungo viaggio che ci attende socializzeremo, diventeremo società, ci accoppieremo in modo promiscuo e genereremo figli a cui insegneremo a guidare l'astronave, perchè saranno loro, quando saremo morti, a continuare la nostra opera. Sogno che un mio lontano nipote possa mettere piede sul pianeta Sconciaforni, dove creerà una nuova civiltà umana, completamente fondata sulle leggi del nostro culto e in armonia con la flora e la fauna che Cicciuzzo ha voluto donare a quella terra promessa".
I genitori adottivi di Cicciuzzo Sconciaforni salutano con gaudio l'iniziativa: "Non pensavo che mio figlio sarebbe diventato così celebre - commenta commosso il padre, Doloride - Tuttavia non mi unirò a questo viaggio, giacchè sono anziano e non ho speranze che una mia discendenza possa raggiungere quella lontana terra. Semmai dedicherò gli ultimi anni della mia vita alla realizzazione di un parco a tema su Cicciuzzo: lo costruiremo nel Delta del Po, dove sarebbe dovuto sorgere Euroworld, nell'area tra Porto Viro e Porto Tolle, sempre nel rispetto dell'ambiente. Abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie ed è già cantierabile. Ora attendiamo risposte dalla politica".

lunedì 2 novembre 2009

Ancora scandali nel mondo della scuola

"Starnuto con scorreggia. Bufera sulle magistrali". Il Gazzettino di Rovigo torna a parlare dei problemi della scuola, dopo l'incredibile scoop sul video, pubblicato su You Tube, in cui uno studente dell'Itis fingeva di tagliare i capelli ad un compagno di classe.
Per nulla intimorito dai poteri forti, il quotidiano rinfocola la polemica con una nuova bomba giornalistica: un video risalente al 1992 e trovato durante un trasloco dal cognato di un redattore, girato in una classe dell'allora istituo magistrale, in cui è ripresa una scena altrettanto sconvolgente per la continuità delle lezioni. "Un alunno seduto in seconda fila, colto da un improvviso pizzicore al naso nel mezzo di una lezione di algebra, emette all'improvviso un fragoroso starnuto, che si accompagna però ad un altrettanto roboante peto. Un effetto involontario, si dirà. Capita spesso che la pressione esercitata dall'atto di starnutire provochi un uguale pressione dalle parti dello sfintere anale, secondo la celebre legge della fisica così bene illustrata dai presocratici. Tuttavia il banale evento ha un effetto dirompente sull'attenzione e la disciplina dei compagni, che scoppiano in uno scomposto moto di ilarità, perfino dileggiando il ragazzo che ha starnutito, il quale si difende come può. Davvero scandaloso il blando richiamo del professore di algebra, che prima chiede ai discenti di cessare di ridere, dopodichè si permette battutine ironiche decisamente fuori luogo, poi riprende la lezione come nulla fosse.
Insomma, un video dal potenziale esplosivo, che getta una luce sinistra sul regolare svolgimento delle lezioni nelle nostre scuole, dove ormai si tende a dipingere come goliardata, in nome di un presunto buonismo, l'atto dirompente di qualsiasi facinoroso. Il Gazzettino ha dedicato alla vicenda le pagine due e tre dell'edizione odierna, denunciando il silenzio delle istituzioni. "E' davvero incredibile - scrive Donato Sinigaglia nell'editoriale di apertura - che in tutti questi anni questa vicenda sia rimasta sepolta, finchè un bravo giornalista non ha provveduto a riportarla alla luce. Questi fatti interrogano il mondo della scuola, ma in genere la scoietà tutta, che troppo spesso finge di non vedere o ne minimizza la reale gravità. Anche a questo serve un giornalismo libero: a fare aprire gli occhi alla gente e a incalzare chi ha potere decisionale, affinchè prenda le giuste misure, prima che certi fenomeni diventino ingestibili".

Planet Cicciuzzo

Un pianeta in cui ogni forma di vita esistente è originata dal Dna di Cicciuzzo Sconciaforni. Fantascienza? Ipotesi scientifica? Idiozia? Macchè, è la sconvolgente rivelazione di Nathaniel Pierpont Morgan, broker assicurativo americano, che ha lasciato lavoro e famiglia e si è messo a viaggiare per il paese, per diffondere quanto ha appreso in una visione appena una decina di giorni fa.
"Stavo ascoltando Alan Sorrenti, mentre facevo jogging per scaricarmi dallo stress della vita moderna - racconta il profeta - quando ad un certo punto sono inciampato in una radice sporgente e, cadendo, ho sbattuto la testa contro una panchina. Sono rimasto incosciente per tre ore, nell'indifferenza dei passanti, mentre il lettore mp3 mi sparava nelle orecchie tutta la discografia di Sorrenti in un'unica soluzione. E' in quel momento che ho avuto la visione". Nathaniel sostiene di essere uscito dal proprio corpo e avere vagato nello spazio siderale, fino a giungere al cospetto della Stella Cicciuzzo, il corpo celeste nato dalla deflagrazione del cadavere del pingue pornodivo. Qui gli occhi del profeta avrebbero visto alcuni brandelli di materia staccarsi dal nucleo infuocato e naufragare nello spazio, fino a raggiungere un pianeta relativamente vicino: qui gli elementi primari si sono mescolati con gli altri elementi del tumultuoso pianeta, per gran parte ricoperto da acque e brodaglia primordiale, generando le prime forme di vita monocellulare. Insomma, c'è un pianeta lontano in cui ogni forma di vita che si sta evolvendo è riconducibile alla matrice originaria di Cicciuzzo Sconciaforni. (nella foto, un'elaborazione di come potrebbe essere la fauna locale)
"Fra milioni di anni, su quel pianeta avremo rettili cicciuzziani, giraffe cicciuzziane, cani cicciuzziani, scarabei cicciuzziani, ma anche palme, spighe di grano, orchidee e alghe cicciuzziane, tutte forme di vita generate dal Dna di Cicciuzzo Sconciaforni - prevede Pierpont Morgan - L'esistenza di quel pianeta, riscaldato dalla stella Cicciuzzo e abitato da forme di vita a lui geneticamente affini, è un segno del destino. Sto raccogliendo fondi per costruire un'enorme nave interstellare, con cui solcare lo spazio e raggiungere quel luogo, in cui i cicciuzziani, discriminati sulla Terra, potranno ritrovare la pace".

domenica 1 novembre 2009

La recherche! Aggiornamento autunnale!


Tante domande, così poche risposte.
I motori di ricerca continuano a portare qui moltissimi navigatori in cerca di conoscenza. Cercano un saggio, un santone, un tuttologo che faccia luce nelle tenebre dell'ignoranza.
E trovano Monello Vianello, che sempre volentieri fa il punto sulle questioni più dibattute nel web.