martedì 10 marzo 2009

Emergenza ragni!

Una nuova minaccia incombe su Rovigo: dopo l'emergenza piccioni, ora i cittadini lanciano l'allarme ragni. Sono tanti, potenzialmente letali, agiscono indisturbati. E la gente ha paura.
"Ma cosa fa il sindaco? - chiede la signora Enrica, che ha mandato una lettera ai giornali per raccontare il suo calvario - Ieri ho trovato ben due di queste bestiacce nel mio salotto. Ormai siamo letteralmente invasi da questi cosi a otto zampe, che mi riempiono di ragnatele e potrebbero essere velenosi. Per uno che ne schiaccio, ne risorgono dieci. Ormai ho un esaurimento nervoso. L'altra sera mio figlio per scherzo mi ha fatto vedere un video in cui c'è un ragno che mangia un piccione. A momenti svengo. E se un giorno facessi io la stessa fine?" Paure comprensibili, in questi tempi di grande insicurezza. Subito i giornali hanno dedicato ampio spazio alla nuova emergenza, che dopo pennuti scagazzoni e nutrie scavafossi fa tremare i cittadini. "Ai miei tempi qui era tutta campagna - ci dice Carlo, al bar Pedavena in piazza - Ma non c'erano mica i ragni che ci sono adesso. Secondo me questi qua o sono diventati più aggressivi con l'inquinamento o li hanno portati dall'estero, perchè non sono mica normali, eh no!" L'esperto della materia, il dott. Freiss dell'Università di Roma qualche cosa, sostiene che i ragni di città, come le zanzare, in effetti sono assai diversi dai loro cugini di campagna: "Sono anche loro stressati dal logorio della vita moderna, e dunque tendenzialmente più aggressivi. Come tutti noi. Certo, in genere si tratta di aracnidi di dimensioni contenute, ma poniamo per assurdo che uno di loro entrasse in possesso di una motosega e imparasse ad usarla: ecco, in questo caso potrebbe essere molto, ma molto pericoloso".
Immediata la reazione delle forze di opposizione in consiglio comunale: "Come sempre ci tocca dire vergogna! - tuona Paolo Avezzù - L'immobilismo di questa giunta ha prodotto questa situazione vergognosa. Ragnatele e insetti a otto zampe infestano la nostra città, terrorizzando i turisti, proprio quando avremmo bisogno del turismo per risollevarci dalla crisi. Chiediamo come sempre le dimissioni del sindaco, altrimenti speriamo che un ragno si mangi lui e Vito Piccininno!" Intanto sembra che alcuni cittadini di buona volontà abbiano deciso di dare vita alla ronda antiragno: muniti di giornali arrotolati e spray insetticida, pattuglieranno le strade della città per debellare i pericolosi animali. "Se necessario, entreremo nelle case e li snideremo dalle loro crepe, a costo di usare benzina e accendino!", ci spiega pacatamente, cordialmente il signor Rutelio, caporonda di 77 anni.

lunedì 9 marzo 2009

Documento shock: L'agenda segreta del vicesindaco

Com'è la giornata qualsiasi di un sindaco in una città come Rovigo? Non lo sappiamo, ma in compenso siamo riusciti a procurarci quella del vicesindaco, nonchè assessore ai Lavori Pubblici, Graziano Azzalin. E ci ha fatto molta tenerezza, se dobbiamo dirla tutta. Quindi la pubblichiamo senza ritegno in questo blog, sperando che i cittadini capiscano che fare il vicesindaco è proprio un lavoro di merda.

Ore 9.00: appuntamento con l'ingegnere per la nuova bretella. Cazzo, no, prima leggere la posta elettronica. Rinviato appuntamento: leggere lettera di protesta dei cittadini di Grignano perchè il dissuasore di velocità richiesto un anno fa ora dà fastidio.
Ore 9.10: breafing sul nuovo autovelox installato sulla tangenziale, risolverà finalmente i problemi segnalati dai cittadini, in un punto molto pericoloso in cui più di una persona è stata spiattellata da macchine in corsa: evviva! Ne abbiamo fatta una giusta!
Ore 9.30: caffè. Se mi riesce prima di smaltire tutte le segnalazioni per le buche in città. Occorre un piano buche.
Ore 9.45: occorre anche un piano per i porfidi. Dove cazzo li trovo i soldi? Boh, chiedere ad Angelo Milan.
Ore 10.10: in teoria ritornare su quella brettella da realizzare. In pratica sono già arrivate lettere di protesta per l'autovelox sulla tangenziale. L'Ascom mi ha telefonato per dirmi che siamo dei cretini, che dobbiamo mettere i parcheggi gratis in piazza Vittorio Emanuele e che gli autovelox uccidono il commercio in centro. Le associazioni per la tutela dei consumatori faranno un picchetto davanti al mio ufficio tutta la settimana.
Ore 10.30: incontrare gli Amici della Bici, che mi segnalano che le ciclabili a Rovigo fanno cagare. Quella inaugurata ieri è fuori norma e non si capisce a cosa serve, visto che inizia in mezzo a uno stagno e finisce dentro il giardino privato di una anziana signora, che ha già protestato. Gli risponderò che mi devo informare.
Ore 10.50: giornalisti mi chiedono perchè anche il Comune, oltre alla Provincia, non si sia ancora dotato di un piano valanghe. Glielo ha detto Marangon. Mapporcamad***a!
Ore 11.30: se i giornalisti sono andati via, mi dedico al rifacimento delle fognature a Sant'Apollinare. Taglia tutto. Squilla il telefono: l'ingegnere mi chiede quando parliamo della nuova bretella. I cittadini stanno protestando fuori dalla mia porta, chiedono più sicurezza sulle strade, ma senza autovelox. Metteremo un cordolo, che cazzo possiamo fare?
Ore 11.35: ordino di mettere un cordolo.
Ore 11.40: i cittadini protestano perchè il cordolo rovina le sospensioni.
Ore 11.45: faccio rimuovere il porcod** di cordolo di m***a.
Ore 12.00: mi segnalano che in Commenda i marciapiedi sono tutti rotti. Chiamo a casa e dico che non torno per pranzo. Mando qualcuno a rappezzare marciapiedi e porfidi con quello che abbiamo.
Ore 12.40: mi chiamano per dirmi che abbiamo fatto proprio un lavoro di merda, che i marciapiedi con le toppe fanno cagare più di prima. Prometto che distruggeremo l'intero quartiere e lo ricostruiremo da capo, marciapiedi di m***a compresi.
Ore 13.10: emicrania. Comincio a urlare, chiedo alla mia segretaria il numero del Cim. La mia segretaria è andata a mangiare.
Ore 13.30: mi chiamano dal Corriere per chiedermi se è vero che al sopralluogo al Battaglini il Prefetto era contrariato con me perchè non gli avevo fatto i complimenti per la sua cravatta nuova. Rispondo letteralmente: "Ma d**boia, non avete notizie migliori da dare nella vostra paginetta stracca del menga?".
Ore 13.32: Richiamo rettificando la precedente dichiarazione: "Intendevo dire che non c'è alcun dissidio tra me e il Prefetto e la sua cravatta era davvero bellissima, ma spettava al sindaco dirlo".
Ore 13.34: Richiamo rettificando che non intendevo scaricare la colpa sul sindaco.
Ore 14.00: mi dicono che il cantiere della nuova bretella è sprofondato in una voragine perchè il terreno su cui era costruito era instabile.

domenica 8 marzo 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #20

Dopo avere rifiutato la candidatura ad Adria nelle lista civica di Luigi Migliorini con la richiesta di occuparsi del dipartimento programmazione, Leonida Gusmaroli si rimette di buzzo buono a vaticinare sul futuro del Polesine, guidato dalla convinzione che la verità è aldilà del bene e del male e dalla certezza che la chiaroveggenza lo ha salvato dal tracollo delle borse. Proprio in forza della cospicua liquidità, Leonida Gusmaroli da oggi affiancherà al tradizionale servizio di previsioni un efficiente servizio di prestiti a tassi appena sotto quelli definiti usurari.

Zarri e Coelho convolano a nozze
Federica Zarri si sposerà con lo scrittore brasiliano Paulo Coelho. “Federica Zarri – spiegherà l’ex pornostar – è rimasta affascinata del fatto che anche lui parla di sé in terza persona”. Un’attrazione contraccambiata da Paulo Coelho che ha sottolineato: “Anche Paulo Coelho è rimasto colpito da lei, soprattutto per l’abilità a compiere virtuosismi con le altrui virili virtù”.

L'assessore provinciale Kim Jong Il
Beppe Osti vincerà le elezioni provinciali e nominerà Kim Jong Il assessore alle Attività produttive. Per gratitudine Kim Jong Il, confermato leader della Corea democratica, nominerà Beppe Osti ministro dell’Industria. In questa veste Osti, accompagnato da Ermenegildo Ghezzo e Adino Rossi, visiterà la fabbrica di trattori Kum Song. Ai lavoratori di Kiyang, dove si trova la fabbrica Kum Song, Osti ricorderà che proprio lì fu prodotto il primo trattore del Paese nel difficile periodo immediatamente successivo alla guerra e che ora lo stesso stabilimento è nuovamente in prima fila per questa nuova fase di edificazione socialista. Gli operai resteranno sorpresi dalla padronanza del coreano mostrata dal politico polesano.

Braccia restituite all'agricoltura
Per combattere la crisi il Prc lancerà una forte campagna a sostegno dell’agricoltura, guidata dal segretario provinciale dei Giovani Comunisti Valentino Lodo. “Per prima cosa pianteremo il mais sulla superficie di piazza Vittorio Emanuele e trasformeremo le aiuole di corso del Popolo in orti e vigneti. E il futuro del Salone del grano è sintetizzato nel suo stesso nome”. Una ricetta che inizia a mietere consensi anche fuori Polesine. “Chiediamo che il criterio applicato per il Salone del grano venga utilizzato anche per la nostra strada” hanno dichiarato i giovani del comitato dei residenti di via della Canapa a Ferrara.

sabato 7 marzo 2009

Il Caro Leader lancia la mobilitazione per Beppe Osti



Oltre un milione di cittadini hanno partecipato all’adunata che si è tenuta questa mattina in piazza Kim Il Sung a Pyongyang per raccogliere l’appello di Kim Jong Il a organizzare un trasferimento di massa in Polesine per sostenere Beppe Osti alle provinciali del prossimo giugno.
“In tanti lo hanno abbandonato come dimostra la sua destituzione da presidente del Coni – osserva il Caro Leader – ma il popolo coreano non dimentica i propri amici. Osti è sempre stato leale nel costruire rapporti fraterni con noi, come dimostra l’esperienza di Dprkworld. La lotta per portare a termine le decisioni e le direttive è un’impresa per trasformare la natura e la società come richiesto dall’Idea del Juché. Lavoreremo a Rovigo e provincia perché i quadri del Movimento popolare veneto vengano rafforzati con persone leali che abbiano grande stima del leader e del Partito, pronti a difenderli e proteggerli politicamente ed ideologicamente a costo della vita, senza il minimo tentennamento, in ogni circostanza; persone capaci di andare attraverso il fuoco o l’acqua per portare a compimento gli insegnamento del leader e la politica del Partito. Se così fosse stato da prima, il caro Beppe oggi sarebbe ancora alla testa del Coni. E allora lavoreremo adesso perché diventi presidente della Provincia, sostenuto da persone capaci di far diventare il suo partito ricco di esperienza, maturo, e allo stesso tempo combattente, pieno di spirito e ardore, libero da ogni forma senile o di stagnazione. Trasformare il Mpv in un partito vigoroso, militante e rivoluzionario, in un partito invincibile di tipo Juché. Il 2009 dovrà diventare l’anno di un nuovo slancio rivoluzionario. Altro che Happy Hope!”.
La dichiarazione è stata immediatamente ribattuta dalle agenzie e ha raccolto la reazione commossa di Osti: “In effetti io resto fermo nelle mie posizioni e il quadro politico gira vorticosamente. A questo punto dopo essere stato nella Dc, nel Ccd, nel Patto Segni, in Forza Italia, nella Lega Nord, nell’Udeur e non mi ricordo bene dove ancora sono ben disponibile a rilanciarmi come candidato comunista e rivoluzionario. Se le tengano alti le minestrine riscaldate. Tsk! E per dirla con San Girolamo amicitia quae desinere potest vera numquam fuit”.
Pd e Pdl, impegnati nel contenere le conseguenze del rapimento brigatista di Cicciuzzo Sconciaforni, non hanno ancora commentato a differenza di Antonello Contiero che si è detto contento come una Pasqua. “Vabbè, a me Beppe Osti sta sulle palle perché l’ho sempre reputato legato alla lobby Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti – inizia il segretario della Lega Nord – ma è anche vero che non posso non cedere al fascino di Kim Jong Il con cui condivido la passione per i Tribunali popolari e le regioni settentrionali delle penisole”.
A rompere il silenzio nel centrodestra è il B.V. Paolino: “Non tollereremo l’immigrazione di massa di questi musi gialli atei! – ha osservato con sobrietà – la Lega abbandona i valori del federalismo per abbracciare quelli del dispiegamento della lotta di classe per l’edificazione del socialismo. Le persone perbene di questa provincia non lo permetteranno”.

venerdì 6 marzo 2009

Storie di imprenditori di successo

Ringraziamo il collaboratore Omar Toravecicevic per averci segnalato questa importante iniziativa imprenditoriale, tuttavia dobbiamo avvisare i lettori che la notizia qui riportata è chiaramente fasulla: 1) in Italia non c'è un premier, ma un Presidente del Consiglio, che è una persona rispettabile e non ci pare che la battuta sui poveri sia mai stata pronunciata; 2) Toravecicevic è invece in possesso di sufficienti certificazioni del suo profondo disagio mentale: è stato arrestato più volte per avere compiuto atti contrari alla pubblica decenza con la ginestra della sua vicina di casa e sostiene da anni che i Tylwyth Teg gli hanno impiantato un altoparlante nel cervello, con cui lo molestano di continuo raccontandogli scemenze. Vi invitiamo a prendere con le dovute cautele quanto segue!

Aprirà a Polesella il primo ristorante con un vasto menù completamente a base di carne di bambino. La trattoria "Tenere dolcezze" già dal nome evoca sapori non convenzionali, eppure legati a tradizioni antiche come il cannibalismo e l'infanticidio. "Abbiamo colto l'invito delle istituzioni ad affrontare la crisi mobilitando la creatività e la fantasia dell'imprenditoria italiana - ci spiega la titolare, Morena Dusseldorf - Ha davvero lasciato il segno la battuta di pochi giorni fa, con cui il premier invitava spiritosamente i poveri a sfamarsi mangiando le proprie feci".
In questo spirito la Dusseldorf e il marito, due sessantenni che sembrano usciti da un libro di fiabe dei fratelli Grimm, hanno avviato l'attività di ristorazione che non mancherà di fare parlare del Polesine. E sebbene già soffi il vento della polemica, loro rifiutano di essere etichettati in qualsiasi maniera: "Non c'è nessuna legge che vieti di uccidere e mangiare i bambini - spiega Morena, con grande pacatezza - Del resto in un territorio sovrappopolato l'infanticidio è uno dei metodi più banali di controllo demografico, inutile nascondersi dietro a un dito. C'è chi lo ritiene un crimine orrendo e io rispetto la sua opinione, ma lui deve rispettare la mia. Io credo che uccidere i bambini appena nati, allo scopo di contenere le nascite, sia deplorevole solo se questa pratica non viene abbinata al cannibalismo, che consente di eliminare un terribile spreco. Detta in altre parole, una società in crisi, sovrappopolata e a corto di risorse può e deve sfruttare queste due pratiche sia per evitare un boom demografico che sarebbe una piaga biblica, sia per sfamare i propri membri". Il marito di Morena, Cinghiz, invita a superare posizioni ideologiche e preconcette: "Noi siamo solo imprenditori e offriamo un prodotto. Sarà la legge del mercato a decidere se abbiamo ragione o no. Evitiamo di strumentalizzare, non è ciò di cui lo sviluppo economico oggi ha bisogno. Oltretutto chi intendesse affossare le attività di una famiglia perbene italiana si prenderà la responsabilità di avere lasciato campo libero ai ristoratori stranieri che ormai stanno spazzando via la nostra cucina".
Ricetta di punta di questa nuova trattoria polesana? "Infante ai finocchietti - risponde pronta la Morena - Basta fare rosolare in poco olio il bambino tagliato a pezzi, salato e infarinato, poi unirlo a un trito con olio d'oliva, cipolla, peperoncino e finocchietti tritati, facendo cuocere ancora per qualche minuto. Si bagna poi con il vino fino a farlo evaporare, si insaporisce con prezzemolo e timo, infine si finisce di cuocere in acqua calda. Si serve in tavola su fette di pane tostato. Una bontà!"

giovedì 5 marzo 2009

Comunicato numero 2

Ci è pervenuta questa lettera dai rapitori di Cicciuzzo Sconciaforni. Inizialmente avevamo deciso di non pubblicarla: troppo bla bla bla ideologico per le nostre rozze menti. Abbiamo cambiato idea commossi dalla richiesta del nostro psichiatra di fiducia, Gianmatteo Shakespeare, che in questi giorni è stato incaricato formalmente di consolare l'anziana madre di Cicciuzzo, Adalgisa. Essendo l'ottantenne una vedova piuttosto arzilla, Gianmatteo è costretto a soddisfarne quotidianamente le esigenze erotiche, con grande dispendio di energie fisiche. Per impedire il suo prematuro declino fisico abbiamo dunque accettato di attuare tutte le iniziative che consentano di accelerare i tempi per la liberazione di Cicciuzzo. (Nella foto, i nostri collaboratori aprono con ogni cautela la busta pervenuta in redazione)

L'interrogatorio si sta svolgendo con la completa collaborazione del prigioniero. Le risposte che fornisce chiariscono sempre più le linee controrivoluzionarie che Pd e Pdl stanno attuando; delineano con chiarezza i contorni e il corpo del "nuovo" regime che, nella ristrutturazione voluta dai Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti (Vsa), si sta instaurando nel nostro Polesine.
E non a caso rispondono a una sola voce invocando la linea della fermezza per difendere il regime sancito dal “Patto della bistecca”, citato esplicitamente. Proprio sul ruolo che le centrali imperialiste hanno assegnato al Polesine, sulle strutture e gli uomini che gestiscono il progetto controrivoluzionario, sulla loro interdipendenza e subordinazione agli organismi imperialisti internazionali, sui finanziamenti occulti, sui piani economici di polo energetico da attuare nel Delta, il prigioniero Cicciuzzo Sconciaforni ha cominciato a fornire le sue "illuminanti" risposte. Le informazioni che abbiamo così modo di recepire, una volta verificate, verranno rese note al movimento rivoluzionario che saprà farne buon uso nel prosieguo del processo al regime che con l'iniziativa delle forze combattenti si è aperto in tutta la provincia. Perché proprio di questo si tratta.
La cattura e il processo a Cicciuzzo Sconciaforni non è che un momento, importante e chiarificatore, della Guerra di Classe Rivoluzionaria che le forze comuniste armate hanno assunto come linea per la costruzione di una società comunista, e che indica come obbiettivo primario l'attacco allo stato imperialista e la liquidazione dell'immondo e corrotto regime dei Vsa.
Cicciuzzo Sconciaforni, che oggi deve rispondere davanti ad un Tribunale del Popolo, è perfettamente consapevole di essere il più grasso gerarca di questo regime. Ma Cicciuzzo è anche consapevole di non essere il solo, di essere, appunto, il più grasso esponente del regime, chiama quindi gli altri gerarchi a dividere con lui le responsabilità, e rivolge agli stessi un appello che suona come una esplicita chiamata di "correità". Ha chiesto di scrivere una lettera segreta ai suoi amici del Pdl e in particolare al capo di Fi, Mario Borgatti con cui condivide anche l’impegno nel mondo dello spettacolo, pur se in ambiti differenti. In questa fase la lotta di classe assume per iniziativa delle Avanguardie rivoluzionarie la forma della Guerra. Proprio questo impedisce al nemico di "normalizzare la situazione" come è avvenuto con la breve ma significativa esperienza di Antonio Costato a Palazzo Nodari. L'iniziativa proletaria non si è fermata, anzi si è estesa e ha assunto i contenuti e le forme della Guerra di Classe Rivoluzionaria.
Ora bisogna concentrare l'attacco sulle strutture e gli uomini che ne sono i fondamentali portatori, disarticolare a tutti i livelli i piani dei Vsa. Non incantano nessuno gli isterismi piagnucolosi del Prc di Lucia Riberto, intrappolato nella visione legalista e piccolo borghese della lotta di classe, si è già arreso ed ha accettato la sconfitta finendo inesorabilmente ad essere grottesco reggicoda di ogni manovra reazionaria.

Portare l'attacco ai Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti!
Estendere e intensificare l'iniziativa armata contro i centri e gli uomini della controrivoluzione vetusta!
Unificare il Movimento Rivoluzionario costruendo il Partito Comunista Combattente!

mercoledì 4 marzo 2009

Gioventù bruciata

Avviso al lettore: la seguente notizia di cronaca è ricavata da fonti non rigorosamente giornalistiche. I dati ivi contenuti, infatti, sono stati estrapolati da un'iscrizione su un manufatto maya, risalente all'epoca del re Waxaklahuun Ub'aah K'awil e poi fatti trascrivere a mano da un analfabeta ubriaco, che alternava la scrittura a colloqui su temi erotici con l'Aldilà. A me è stata riportata durante un sogno senza capo nè coda, al termine del quale mi sono svegliato urlando, in un bagno di sudore...

Fa discutere in Polesine la vicenda capitata a Quirino L. (nella foto), giovine di Grignano Polesine, finito in ospedale con gravi lesioni e ustioni dopo essersi cosparso le parti intime con alcol denaturato. Il tragico episodio è stato riportato con dovizia di particolari dai giornali locali, ottenendo il biasimo dell'ordine dei giornalisti, per il fatto di avere pubblicato dati personali e immagini del minorenne. Accuse presto smentite dai direttori delle più prestigiose testate rodigine: "Abbiamo agito in nome della libertà di informazione. Non c'è nulla di male nel riportare nome, cognome, indirizzo di casa, commenti di amici senza nome di battesimo per non ledere la loro privacy e le foto di repertorio di Quirino in coma etilico a una festa, che ci sono state fornite gentilmente dagli amici".
L'episodio riapre il dibattito sul disagio giovanile in città. Tutto inizia quando, nel giorno del suo sedicesimo compleanno, Quirino viene portato dagli amici da una fantomatica massaggiatrice giapponese, rivelatasi in realtà una nota prostituta cinese di grande successo in città. Consumato a spese degli amici un rapporto sessuale non protetto con l'entreneuse, Quirino ha poi proseguito la serata in giro per locali con gli amici. Solo al rientro a casa, probabilmente per effetto dell'assunzione di alcolici in dosi massicce, il ragazzo viene colto dall'infondata paranoia di avere contratto una malattia venerea. Nessuno sa in base a quale ragionamento il giovine sia arrivato a convincersi che occorresse disinfettare rapidamente la parte interessata, tant'è che, sottratta dallo sgabuzzino una bottiglia di alcol rosa, ha provveduto scelleratamente a cospargerla sul proprio pube. Pochi minuti dopo, Quirino è stato portato all'ospedale dalla madre, mentre si contorceva tra atroci dolori. Qui è tenuto sotto stretta osservazione da un'equipe, che sta valutando come riparare al danno.
Sconcerto e sgomento nel mondo politico, da cui però arriva un monito: "Non strumentalizziamo questo dramma a fini elettorali", tuona Paolo Avezzù del Pdl, con espressione contrita. Concorde la candidata alla presidenza, Tizian Virgili: "Il disagio giovanile va affrontato con azioni di prevenzione, non con chiacchiericcio pruriginoso e sterile". Preoccupato il vescovo, monsignor Lucio Soravito De Franceschi, che parla di una vera e propria emergenza sociale e morale. Intanto si muove la gara di solidarietà per aiutare Quirino a rifarsi una vita normale. "Accoglieremo il ragazzo nella nostra struttura, dove possiamo svolgere per la prima volta in Polesine un trapianto di prepuzio - dichiara il dott. Mehmet Alì Trevisan, dell'ospedale San Luca di Trecenta - Questa innovativa pratica medica non prende piede in Italia essenzialmente per motivi culturali e perchè è difficile trovare donatori, ma grazie ad un accordo sottoscritto con l'ospedale Tel Hashomer di Tel Aviv potremo accedere alla loro banca della pelle, che viene conservata a fini medici in seguito all'usuale pratica delle circoncisione. Un accordo, avvenuto grazie all'interessamento dell'ex premier Ariel Sharon (residente da tempo in Polesine dopo l'ictus di qualche anno fa), che restituirà una speranza a un giovane altrimenti condannato".

martedì 3 marzo 2009

Nuova battaglia di civiltà

Si è conclusa con una vittoria la battaglia per il diritto al "terzo tempo" del rugby, ossia al dovere delle istituzioni di garantire tummie colossali a giocatori e appassionati della palla ovale.
La fruttuosa alleanza tra sportivi, giornali e comuni cittadini ha restituito alla città la speranza che, sulle vere battaglie di civiltà, si possa ancora mobilitare l'opinione pubblica. Così c'è già chi cavalca l'onda del successo per chiedere a sindaco e questore che sia garantito il diritto di strafarsi di cannoni durante le serate estive. La notizia che le autorità hanno proibito di fumarsi gioiosi cannoni ai giardinetti dell'Adigetto e in quel che resta del parco di via Curiel, infatti, preoccupa seriamente l'opinione pubblica: "E' stata ferita l'anima dell'estate", commenta Vianello Gemello, clone afro di Vianello Monello e leader della gioventù rodigina. "La notizia - si legge in un autorevole quotidiano locale - è arrivata come una doccia fredda per molti cittadini, e soprattutto per i giovani che vivono la cultura dell'estate sotto le stelle e di conseguenza il passaggio di cannette in cerchio come parte integrante della socializzazione e dello svago all'aria aperto, e che davanti a un bel bonzer acceso vivono con serenità un momento associativo che va al di là degli effetti euforici prodotti dai cannabinoidi". Gli fa eco un'altra autorevole testata: "Cannette e parchi pubblici sono un binomio antichissimo. E fino a ieri nei parchetti rodigini il ‘rituale’ è sempre stato rispettato. Come in tutte le altre città che vivono questa usanza. La delusione degli appassionati era prevedibile". Segue il valzer delle dichiarazioni sbigottite, deluse, inorridite, sconcertate, amareggiate dei bravi cittadini amanti dello svago sull'erbetta: "Questo provvedimento ci ha lasciato davvero sbigottiti - commenta Elvir Passetto, 22 enne al terzo anno di Giurisprudenza a Bologna - non pensavamo si arrivasse a tanto: addirittura una diffida! Io di parchetti ne ho girati tanti, sia in Italia che all’estero e in nessun caso era vietato farsi le stroppe in compagnia. La cannabis fa parte dell'anima dello svago giovanile: in Galles regalano addirittura una valigetta pieghevole, che poi si trasforma in un posacenere diventando una sorta di 'porta canna'. Di questo passo, dove andremo a finire?"
Sdegnato il commento controcorrente di Ganiamede, che secondo indiscrezioni sarebbe pronto a debuttare in politica a fianco della candidata alle provinciali, Tiziana Virgili: "Ero contro la birra allo stadio, figuriamoci alla marijuana al parco! - tuona - Urca, così si propaganda una cultura di morte e nichilismo tra i giovani, un invito a non pensare più, a cercare lo sballo in sostanze artificiali. Ci si può divertire anche senza ricorrere a queste miserie umane: ci sono tante cose belle da godersi in compagnia, basta una chitarra, un po' di amici e qualche barzelletta per farsi due risate!"

lunedì 2 marzo 2009

Cicciuzzo rapito: le reazioni del mondo politico

Dopo una domenica dedicata alla riflessione sulle visioni di Leonida Gusmaroli, il mondo politico polesano esprime unanime la propria condanna per il rapimento di Cicciuzzo Sconciaforni a opera delle Br-Pcc e chiede non vi siano cedimenti rispetto alle richieste dei sequestratori.
Il primo appello ad applicare una linea di assoluta fermezza arriva dalla direzione provinciale del Pd che, pur esprimendo preoccupazione per la sorte dell’esponente del Pdl, invita a fare quadrato attorno al sistema sancito dal “Patto della bistecca”. “Il Pd in quest’ora grave per il Polesine fa appello ai cittadini perché si uniscano in difesa delle istituzioni e degli enti di secondo grado, utili e non. Il rapimento di Cicciuzzo Sconciaforni fa il gioco dei Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti sebbene dichiari il contrario ed evochi un governo rivoluzionario per la Provincia, sui modelli marxisti-leninisti di Mao e Costato. I democratici esprimono dunque la loro vicinanza ai familiari di Cicciuzzo, se ne ha ancora qualcuno che non lo ha diseredato, e la loro piena solidarietà al Pdl”.
Dal Pdl sono giunti sei comunicati diversi, uno per ciascuna corrente. “Per evitare figure di merda al partito di maggioranza relativa – spiega il direttore della Voce di Rovigo, Andrea Panozzo – mi sono preso la briga di sintetizzarli partendo dal presupposto che Renzo Marangon oltre che un grande statista, è un uomo alquanto affascinante. Ergo, dalla riunione del Pdl emerge unanime il proposito del partito di adottare una grande fermezza, senza fare troppi comunicati nella consapevolezza che in fondo di Cicciuzzo non gliene frega niente a nessuno. Ma siccome è brutto dirlo, ci dichiariamo affranti”.
Parole stigmatizzate da Federica Zarri, amica di Cicciuzzo e pure legata al Pdl: “Federica Zarri pensa che è brutto che della sorte di Cicciuzzo tutti se ne freghino. In ogni modo Berlusconi è stato informato da Federica Zarri della situazione via mail. Federica Zarri inoltre ha informato Niccolò Ghedini via fax. Federica Zarri condivide gli ideali di Galan sulla sorte di Cicciuzzo anche se ancora non li conosce. Federica Zarri ha detto”. In controtendenza la posizione di Antonello Contiero, segretario della Lega Nord, che invece sostiene si debba fare di tutto per salvare la vita a Cicciuzzo: “Se dovesse affiorare un possibile margine di trattativa, questo non dovrebbe essere distrutto. E questo non deve fare pensare che io sia interessato, dato che presiedevo il Tribunale popolare nella breve esperienza rivoluzionaria di Antonio Costato. Tanto vinceremo comunque le elezioni e, comunque vada, siamo i soli legittimati a rappresentare gli interessi di chiunque ci salti in testa”.
Ma c’è anche chi insinua il dubbio di un complotto dei Vetusti Scaldapoltrone Ammuffiti. E’ Angelantonio Cinciripini, che non è un nuovo personaggio ma è l’ennesima identità assunta dallo sciroccato agente segreto già conosciuto come Lacrimacorpus Dissolvens e, ancora prima, come Gaetano Gerulaitis e Carmelo Johansson. “Vi invito solo a pensare a un fatto: vi rendete conto di quanto mangia Cicciuzzo? Chi paga tutto quel cibo? E poi l’organizzazione del trasporto eccezionale per portare via il sequestrato? Solo con l’aiuto di tecnologie aliene è possibile fare un lavoro così pulito. E’ chiaro che c’è lo zampino dei Vsa e della potente massoneria di Orlando Lupani”.

(nella foto, la copertina del Messaggero di ieri)

domenica 1 marzo 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #19

Leonida è tornato più in forma che mai dopo un breve periodo di riposo alle terme di Merano, in cui si è dedicato ad un trattamento benessere comprendente sauna nel fieno e cannibalismo rituale. Rispolverata la sua fedele boccia di cristallo, anche questa settimana ci offre un quadro chiaro e dettagliato degli eventi che ci attendono nel prossimo futuro.

Nuova presidenza all'Ente Parco
Carlo Alberto Azzi sarà eletto presidente dell'Ente Parco del Delta del Po. Subito pronto il suo slogan per il rilancio del parco: "Ti va una vacanza in una palude?". Azzi rilancerà l'economia del Delta moltiplicando per cinque gli insediamenti industriali già presenti e concedendo il via libera all'interramento di scorie nucleari sotto le dune fossili di Ariano, tanto che Vanni Destro ribattezzerà l'istituzione "Onto Parco" e suggerirà di adottare il carbonazzo come simbolo al posto dell'airone. Tutto precipiterà quando acconsentirà all'installazione di missili tattici russi nell'area golenale di Bottrighe, provocando l'ira degli Stati Uniti, che minacceranno un'invasione. La crisi sarà disinnescata da Azzi grazie alla collaborazione con l'amico Renzo Marangon, che farà da paciere, concedendo agli americani l'ex base Nato di Zelo. "In Polesine c'è posto per tutti", dichiarerà Azzi, nell'annunciare lo scioglimento delle tensioni internazionali.

Nuova candidatura per il Pd
A sorpresa il partito democratico affosserà la candidatura di Tiziana Virgili per puntare sul nome del consigliere provinciale Giuseppe Boscolo. Una nomina inaspettata, ma dovuta, spiega il segretario Gabriele Frigato. Durante gli scavi su corso del Popolo, infatti, gli operai hanno rinvenuto una statua dell'età del Bronzo, raffigurante un'oscura divinità di un'altrettanto sconosciuta popolazione dell'antico Polesine. "La suddetta statua, di dimensioni e foggia davvero notevole, ha proprio il volto di Boscolo - spiega Frigato - e nello statuto del Pd c'è scritto che questo requisito è predominante nella scelta dei candidati. Boscolo è stato indicato dagli Antichi per guidare il Polesine, come del resto recita un'antica profezia". La Virgili accetterà di buon grado l'estromissione: "Ci sono forze più grandi di noi che governano il mondo e noi dobbiamo avere rispetto di esse, altrimenti anni di sfiga tremebonda ci colpiranno. Sia fatta la volontà degli antichi abitanti di questa terra".

Il re a Rovigo. Caos in città
A causa di un misterioso incidente con una delle macchine del tempo conservate nei sotterranei della Provincia, uno sfasamento spaziotemporale porterà a Rovigo due personaggi storici del passato, re Vittorio Emanuele II e l'anarchico toscano Gaetano Bresci. Giunto nel presente, sua maestà dapprima proclamerà dal balcone di Palazzo Nodari l'annessione di Rovigo al regno d'Italia, nell'indifferenza della popolazione, poi si indignerà nel vedere la statua di Garibaldi con le corone sotto le staffe e soprattutto il suo monumento. "Come avete osato ritrarmi con quella panza? - griderà - Darò ordine alle mie truppe di mettere a ferro e fuoco questa insulsa cittadina!" Fortunatamente gli intenti guerrafondai di Vittorio Emanuele II saranno fermati dal provvido intervento di Gaetano Bresci, che lo abbatterà a pistolettate, gridando: “Ho attentato al capo perché a parer mio egli è responsabile di tutte le vittime pallide e sanguinanti del sistema che lui rappresenta e fa difendere”. Sottoposto a fermo in attesa di decidere come comportarsi, Bresci sarà rispedito nella propria epoca grazie all'interessamento di Gelmino Barozzi, il quale realizzerà un clone di Vittorio Emanuele II da rispedire anch'egli nell'anno di provenienza, evitando così una terribile alterazione della Storia.