venerdì 5 giugno 2009

Un'autorevole voce dal mondo venatorio

Non potevamo, all'indomani delle elezioni, non intervistare anche un rappresentante della nobile categoria dei cacciatori, quei simpatici tizi che si alzano all'alba per rompere i coglioni alla gente con i loro spari e tornare a casa con una sacca piena di animali morti. Nessuna delle associazioni venatorie, dopo un simile preambolo, ha voluto rilasciarci un'intervista. Così abbiamo dovuto arrangiarci. L'altra sera abbiamo teso una trappola con un finto fagiano e un laccio da volpi, riuscendo a catturare un cacciatore fuori stagione, che ha accettato di farsi intervistare mentre penzolava a testa in giù da un albero. Ecco cosa ci ha detto il signor Attilio Sgarambati, che casualmente rappresenta l'Associazione Doppiette Tarocche di Beverare. Un vero colpo di fortuna.

Signor Attilio, ci scusi per l'incomoda posizione...
Ma si figuri.

Lei qui ci rappresenta la nobile categoria dei cacciatori, eccetera. Prima che le esploda la testa a furia di stare a testa in giù, facciamo qualche considerazione sulle prossime elezioni?
Ben volentieri, se ciò faciliterà una mia rapida liberazione. Tra l'altro ho un problema di vene varicose e questo lacciuolo alla gamba non mi gioverà di certo. Non vorrei che mi venisse un trombo.

Più probabile che le seghi la caviglia fino all'osso, tra atroci sofferenze. Sempre che io non decida di calarla a testa in giù nel sottostante formicaio. Risponda alle mie domande...
Dicevo, sì, che questa è una campagna elettorale davvero deludente. Ha sentito qualcuno dei candidati parlare di caccia? Io dico che siamo una categoria negletta, bistrattata, dimenticata. Ma lorsignori si ricordino che noi votiamo, eh sì!

Quali sono le proposte della vostra associazione?
Meno limiti alla caccia. L'amministrazione provinciale pone troppe regole, che poi sono difficili da rispettare. Una su tutte: se un fagiano scappa all'interno del cortile di un asilo nido, io non posso più cacciarlo, perchè c'è qualcuno che si è inventato che non posso usare un'arma in prossimità delle case. Follia! Come la norma che proibisce di usare il lanciagranate per cacciare il daino. Ma scusi, come lo prendo il daino, allora? Con la fionda?

Non so, forse con le mine antiuomo. Lei quindi chiede una maggiore liberalizzazione?
Chiedo di poter sparare a quello che mi pare, diavolo can! Anche questa storia delle specie è campata per aria: ti pare che se mi trovo un pennuto nel mirino mi devo mettere a consultare il manuale delle giovani marmotte per capire se è una pispola o un fringuello o un tarabuso! Io intanto sparo e poi ci guardo, diavolo boion! Il nostro motto è "no limits", altro che vincoli e cavilli!

E il giorno in cui avrete estinto tutte le specie cacciabili?
Ghe daremo la caccia ai negri, ah! Ah! Ah! Ma cosa fa? Mi lascia qua? Ehi! Ehi! Diavolo porzeo! Non erano questi i patti!

Proposta di pace


Uomo dalle mille risorse e artista dalle mille proposte, Cicciuzzo Sconciaforni proporrà un debutto sul set anche al Barzellettiere Demoniaco, il misterioso figuro che sta gettando il panico in Polesine. “Passi per le battute stantie, ma non può cercare di uccidere tutti i politici che gli stanno sulle palle – spiega Cicciuzzo vestito da clown – allora io gli propongo di fare l’amore e non la guerra. Sui set dei film hard lanciamo messaggi positivi ai giovani e diamo loro modo di fare riflessioni profonde. Pensavo di proporgli una storia a sfondo sociale, un impiegato della banca del seme che perde il posto perché beveva sul lavoro”.
Piccata la risposta del Barzellettiere Demoniaco: “Non ci sto a fare la parte del preservativo triste, che la sera non esce perché non ha un cazzo da mettersi. Cicciuzzo me la pagherà!”.

giovedì 4 giugno 2009

L'opinione: Roberto Berto, coltivatore diretto

In questa campagna elettorale si parla troppo poco di campagna. A dircelo è lo stimato signor Roberto Berto, giovine agricoltore di Santa Giulia, vicino all'area moderata del partito neonazista polesano, sensibile ai problemi del nostro territorio e con le idee chiare. Non potevamo non parlare con lui di questa campagna elettorale agli sgoccioli.


Caro Roberto, come va?
Bene (sputa).

Com'è la vita a Santa Giulia?
(Sputa) Ho tutto quello che mi serve. Che cazzo di domanda è? (Sputa)

Era per scaldarsi, quindi possiamo passare alle cose serie. Tu dici che quello che manca in questa provincia è un vero programma di sviluppo. Esponici le tue idee.
Allora... (Sputa) Io penso che serva uno sviluppo vero, non è possibile che siamo ancora fermi a cinquanta anni fa. Io sono vicino alle istanze di chi produce, senza troppi grilli per la testa. Esempio: l'agricoltura. Abbiamo ettari di campi ogni anno che non vengono coltivati. Sono i tipici sprechi dell'Italia ladrona. (Sputa)

Ma saranno campi a maggese, no? Vogliamo abolire la rotazione triennale?
Chiaramente. E' improduttiva. I campi vanno sfruttati finchè ci sono e poi ci si penserà. Io non capisco questo modello di sviluppo che si vorrebbe imporre, per cui bisogna consumare con parsimonia. Non siamo le suore orsoline, siamo imprenditori, dio can. (sputa) Bisogna produrre, produrre e produrre. Se pensi al domani ti si fotte il cervello, hai capito?

Lei ha tutta la mia stima, ora mi dica: quali sono i suoi piani per il rilancio del Delta?
Nel Delta c'è troppa acqua. (Sputa) A cosa servono sette bracci di fiume. A Ferrara ne hanno uno e vanno benissimo così. Noi invece siamo imprigionati tra mille fiumi, col risultato che non possiamo programmare nulla per il nostro sviluppo. Bisogna tombinare i corsi minori. Non è possibile, non è possibile andare avanti così! (Sputa)

Ha mai pensato di buttarsi in politica?
Sì. (Sputa)

mercoledì 3 giugno 2009

E adesso... Jacopo!

Jacopo Carlotti intervista Gianni Magnan.
Già chiuse le selezioni per il Pulitzer 2010.
Le premiazioni si terranno nel fantastico mondo di Pipponia.

(Clicca sull'immagine per ingrandire)

da "La Voce di Rovigo" del 3 giugno 2009

Lettera dal Caro Leader

Gentile Monello Vianello,
negli ultimi decenni, la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha fatto ogni sforzo possibile per la denuclearizzazione della penisola coreana: nonostante questo gli Stati Uniti d'America invece di allentare la loro minaccia militare e nucleare hanno continuamente incrementato le pressioni sulla Rpdc, hanno di fatto sabotato i "colloqui a sei", hanno violato i principi di rispetto e della sovranità nazionale e i principi della Dichiarazione Congiunta del 19 Settembre.
Alcuni paesi sono rimasti scioccati alla notizia del secondo test nucleare effettuato dalla Rpdc. Tuttavia, ogni atto eccezionale ha una eccezionale motivazione. Il test nucleare recentemente condotto dalla Rpd di Corea è stato il numero 2054 dei test nucleari condotti sul pianeta. I cinque membri permanenti della Consiglio di Sicurezza dell'ONU hanno effettuato il 99,99% dei test nucleari finora effettuati, eppure hanno deciso di adottare delle sanzioni nei nostri confronti (vedi la Risoluzione N. 1718 del Consiglio di Sicurezza) quando nell'ottobre del 2006 effettuammo il primo test nucleare come misura di autodifesa. Non riconoscemmo quella risoluzione, fabbricata da degli ipocriti, e ancora la rigettiamo. Il 14 aprile del 2009, il Consiglio di Sicurezza ha fatto riferimento a quella stessa Risoluzione in merito al lancio del nostro satellite, un progetto con scopi pacifici, rafforzando le sanzioni decise nel 2006 offendendo nuovamente la nostra dignità nazionale ed il diritto del popolo coreano all'autodeterminazione.
La Rpdc non è firmataria del Trattato di Non Proliferazione Nucleare, né del Regime di Controllo delle Tecnologie Balistiche (MTCR), quindi ha diritto di effettuare i test ed i lanci ogni qualvolta lo ritenga opportuno a fronte della violazione dei propri supremi interessi nazionali. Questa misure difensive non sono contrarie a nessuna legge internazionale. Tentando di impedire il diritto di uno stato sovrano all'esplorazione a scopi pacifici dello spazio, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha commesso un crimine, e invece di pentirsene, sta cercando di aggravare la situazione: di conseguenza, la Rpdc vuole chiarire quanto segue, a fronte di imprevedibili sviluppi degli eventi.
Primo, rispondere con un test nucleare, comunque reso pubblico al mondo, agli atti illegittimi e ostili del Consiglio di Sicurezza dell'Onu è parte delle misure di auto difesa della Rpdc. C'è un limite alla nostra pazienza. Gli Stati Uniti e le altre forze che aspirano al loro favore sono interamente responsabili di aver portato la situazione a questo punto, da quando hanno colto l'occasione per sfruttare il lancio del nostro satellite al fine di lanciare una campagna diffamatoria e di condanna. Prima si disse che lanciate un satellite è un diritto di ogni stato sovrano, anche della Rpdc. Poi, dopo che lo abbiamo effettuato, si sono accodati agli Usa nel condannarci. Questi
paesi hanno taciuto quando, nell'estremo sud della penisola, si sono tenute esercitazioni militari congiunte, e si trattava di esercitazioni nucleari. Quando la Rpdc è stata costretta ad effettuare un test nucleare come misura di autodifesa, lo hanno condannato come "una minaccia alla pace e alla stabilità della regione". Ciò significa che non vogliono che la Rpdc disponga di quanto loro stessi hanno in abbondanza. In ultima analisi, questo significa che ogni piccolo paese debba obbedire loro, ovvero ai grandi paesi. La Rpdc, sebbene sia piccola come territorio e come numero di abitanti, ha la coscienza di essere un paese politicamente e militarmente potente.
Secondo, abbiamo chiesto al Consiglio di Sicurezza di scusarsi per aver pesantemente interferito nella sovranità del nostro stato in violazione al Trattato sullo Spazio e di ritirare le precedenti risoluzioni e decisioni. Fino a quando i cinque membri permanenti, dotati di diritto di veto e di armi nucleari, hanno il mandato di decidere cosa costituisce una "minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale", il Consiglio di Sicurezza non può avere il permesso di portare avanti gli atti intimidatori dei cinque. Fino a quando il Consiglio di Sicurezza non risponderà alle richieste della Rpdc, non riconosceremo - neanche in futuro - alcuna sua risoluzione.
Terzo, se il Consiglio di Sicurezza adotterà ulteriori azioni di provocazione, ciò costringerà la Rpdc ad adottare contromisure di autodifesa ancora maggiori. Su scala mondiale, la fine della Guerra Fredda funziona solo tra le grandi potenze, mentre una Guerra Fredda ancora persiste nella penisola coreana. Il Comando Onu, legato al Consiglio di Sicurezza, è anch'esso firmatario dell'Armistizio inter-coreano. Quindi, qualsiasi atto ostile del Consiglio di Sicurezza significherà immediatamente l'abrogazione di tale armistizio. Il mondo intero scoprirà come il popolo e l'esercito della Repubblica Popolare Democratica di Corea si leveranno contro la prepotenza del Consiglio di Sicurezza per difendere la propria dignità e sovranità. Gli Stati Uniti usano sempre il motto "il bastone e la carota". Per l'"asinello" del Partito Democratico statunitense sarebbe meglio iniziare a leccare la carota.

Kim J.I.

Sfida al Barzellettiere Demoniaco

"Basta, la misura è colma. Se il Barzellettiere Demoniaco vuole la guerra, dovrà vedersela con il mio uomo migliore!" Il sindaco di Rovigo batte il pugno sul tavolo e promette di fare un culo così al malvagio burlone che sta scombinando la quiete della campagna elettorale con scherzi del menga e battute da panico. A fare perdere la pazienza a Fausto Merchiori, l'episodio di ieri, quando il clown si è travestito da Angelo Zanellato ed è entrato in un ristorante, con la scusa di vendere delle rose ai clienti, finendo con l'importunare Mauro Mainardi e Luca Bellotti, fuori a cena per discutere di cose elettorali. "Quel pagliaccio idiota - tuona Merchiori - ha proposto a Mainardi di accordarsi per la spartizione delle amministrazioni comunali! Diamine, ciò lede davvero l'onorabilità del nostro partito! Quel clown va sbattuto in gattaiola!"
Ma non sarà il compassato e protocollare Merchiori a fare giustizia in nome del decoro della politica. Il compito di affrontare il barzellettiere andrà all'assessore all'Urbanistica Gigi Osti, noto per la sua verve umoristica in tutto il globo terracqueo, con l'unica eccezione dell'atollo Ulithi, poichè non esiste ancora una traduzione del suo repertorio in ulithiano. "Propongo di risolvere questa incresciosa situazione in modo cavalleresco, com'è nel mio stile - dichiara Osti - Ossia con un classico duello a suon di freddure e barzellette. La sfida è lanciata: il Barzellettiere Demoniaco sappia che se non accetterà, l'intero centrosinistra sarà invitato a votare per Antonello Contiero, che ha molto meno senso dell'umorismo e tolleranza per i buffoni di quanta non ne abbia Tiziana Virgili. A quel punto il Polesine sarà una terra ben poco confortevole per quel pagliaccio!" Osti ha poi voluto dare un esempio del suo repertorio alla stampa presente: "Ciò mi ricorda quella suorina che, sotto un acquazzone, accetta un passaggio da un camionista - racconta - Al che si presentano: Salve, io sono suor Concettina, dice tutta imbarazzata. E lei come si chiama? E il camionista, birbo, le dice: Io mi chiamo come quello che vorrebbe avere in mano in questo momento! Al che la suorina diventa tutta rossa e ammutolisce per tutto il tragitto fino al convento. Al momento di scendere, vincendo l'imbarazzo, saluta il camionista: Allora grazie, signor... signor Cazzo! E il camionista, allibito: Ma io veramente mi chiamo Rosario!"
Da Adria anche l'avvocato Luigi Migliorini (nella foto) scende in campo contro il Barzellettiere, che la settimana scorsa era intervenuto al comizio di Gino Spinello, travestito da Luca Bellotti e turlupinando tutti: "Nessuno meglio di me conosce il significato della parola sfida - ha dichiarato Migliorini, sfoggiando un vistoso face painting da joker - Ebbene, se Gigi minestrina sfiderà il pagliaccio sul suo terreno, quello dell'umorismo greve e terra terra, io sfoggerò il meglio del mio sense of humour cerebrale e di alto livello, con una serie di guasconate che nemmeno si immagina!".

martedì 2 giugno 2009

"Ero anche io ai festini con papi"

Ormai non manca settimana in cui non vi scodelliamo un nuovo, incredibile scoop. Mentre muore senza soluzione la campagna elettorale più loffia della storia, noi abbiamo rintracciato proprio in Polesine un'incredibile testimonianza: quella di Raffaella, una diciassettenne di Rasa, che ha conosciuto il premier in circostanze analoghe a quelle riportate da Repubblica relativamente all'affaire Noemi Letizia. Ci ha contattati lei, spiegandoci che conta su pionieri della libera informazione come noi per difendere Papi Silvio dalle orrende e vergognose accuse che gli sono state rivolte dalla stampa bolscevica. E noi, pur vicini al bolscevismo rivoluzionario, abbiamo adempiuto al dovere dei cronisti intervistandola.

Quando hai conosciuto Silvio?
No, io ho voglio chiarire subito una cosa. Bisogna smetterla con questa cosa di denigrarlo dicendo che lui è un vecchio porco pedofilo e cose del genere, che tra l'altro non si dovrebbero dire di una delle massime cariche dello Stato che ha pure l'immunità. Lasciatelo in pace, non è colpa sua se a me piacciono i vecchi con la bigola moscia. La mia mamma lo ha capito da tempo e mi ha detto che devo essere libera di fare quello che voglio della mia vita.

Certo, anche perchè le possibilità di carriera sono infinite, ma non hai risposto alla mia domanda...
No, guarda, se il tono deve essere questo, lasciamo anche perdere. Tra l'altro lasciami dire che certi giornali hanno dipinto la povera Noemi come una deficiente, è una ver-go-gna! Io c'ero alla festa con Papi e tutte le altre ragazze minorenni nella sua villa e ti dico che è stata un figata, altrochè. E Noemi è una persona intelligentissima. Una non può essere libera di fare quello che vuole? Dimmi...

Certo, anche di succhiarlo a un vecchio per fare carriera, ci mancherebbe. Chi sono io per giudicare?
E' per questo che ti stimo, perchè tu non sei come quei bacchettoni. In fondo siamo in democrazia, no? E aggiungo: siamo tra persone libere e consenzienti. Che poi da un lato ti dicono che devi crescere e poi ti dicono che per certe cose sei troppo giovane, decidetevi. E' tutta una contraddizione, fatta per non ammettere di avere torto: perchè se uno ha 72 anni non è più un uomo virile e attraente? E poi saranno cazzi miei?

Ma certo. Poi con la mobilità sociale che c'è in Italia o sei ricca di famiglia o ti ingegni, no?
Eh, chiaro. Posso chiamarti Papi pure a te? Solo tu mi capisci.

Grazie, ma soffro di sessuofobia. Piuttosto, i nostri lettori ci hanno inviato tante domande su di te e sui rapporti col premier. Per esempio: con l'ingoio o senza?
Ovvio, con. Lasciami dire anche una cosa sulla moglie di Silvio. Ma l'ha scoperto adesso che lui è un farfallone? Mi vuoi dire che quando se l'è sposato lui non si sbatteva già le ragazze di Colpo Grosso? Lascia che dica una cosa in tutta sincerità: finchè t'andava comodo il marituzzo ricco per rifarti le tette hai tenuto botta e adesso ti dà fastidio che si sbatta le minorenni? Forse sei tu che gli dovevi venire un po' incontro, no? A volte magari bisogna accettare di discutere, invece di pretendere che tutto sia dovuto, eh!

Marangon sorprende tutti. Ma...

"Votate per Tiziana. Le ho promesso personalmente non solo il mio appoggio, ma anche quello dei miei amici. Volete aiutarmi a mantenere questa promessa?"
Ha stupito tutti il buon Renzo Marangon, che ieri ha convocato all'Hotel Cristallo amici, sostenitori politici e perfino giornalisti per annunciare il proprio sostegno a Tiziana Virgili, la candidata del Pd alla presidenza della Provincia. "E' una brava donna, in grado di rappresentare noi moderati di centro meglio di quel tipaccio di Antonello Contiero, bravo solo ad esibire muscoli e un linguaggio triviale - ha dichiarato Marangon - Se vogliamo davvero cambiare la politica dobbiamo superare la logica delle appartenenze ideologiche per sostenere le persone valide della nostra comunità. Tiziana è una di queste".
Marangon ha poi iniziato una lunga parentesi sui valori della nuova politica: "Ci chiedono rinnovamento e dunque, dico, abbandoniamo l'era delle sterili battaglie! Quante cose abbiamo in comune io e Frigato? Perchè non cerchiamo i punti di incontro invece che azzannarci?"
Ma la truffa è venuta ben presto alla luce. "Guardate, gli si sta sciogliendo la faccia!", ha gridato una giornalista del Carlino, prima di svenire. A causa della rottura di un condizionatore, infatti, la temperatura elevata della sala ha fatto ben presto squagliare la maschera da Renzo Marangon, rivelando le fattezze del Barzellettiere Demoniaco. "Mi avete scoperto, accidenti a voi!", ha gridato il pagliaccio, saltando sul tavolo e lanciandosi verso la finestra per sfuggire ai presenti. "Ma ho in serbo altri scherzoni per incasinare la campagna elettorale - ha chiosato, ridendo come un pazzo - Me ne vado senza nemmeno raccontarvi quella della tabaccaia ninfomane che regalava bocchini ai passanti! Ah! Ah!" Numerosi tra i presenti hanno dovuto ricorrere alle cure del Suem 118 in seguito a questa freddura, permettendo così all'impostore di battersela.
"Quanto meno ciò mi scagiona per sempre - commenta Marangon, raggiunto al telefono dal nostro inviato Uther De Polzer - Spero che le forze dell'ordine riescano ad acchiappare questo Barzellettiere che, dopo avere preso in giro Bellotti, ora prova a infangare la mia immagine proponendo inciuci e tramacci. Io non metto una taglia sulla sua testa perchè non è il mio stile, ma se lo prendo giuro che lo prenderò a mazzate con la statuetta di Pinocchio di marmo di Carrara del peso di venti chili che fa bello sfoggio di sè nella mia modesta magione!"

lunedì 1 giugno 2009

Alla scoperta del corpo umano

Un grande parco di divertimenti sul corpo umano per recuperare la grande area dell’ex ospedale psichiatrico di via Chiarugi.
La proposta arriva dal direttore generale dell’Usl 18, Adriano Marcolongo, rientrato dopo il lungo ritiro spirituale in Oriente seguito al fallito matrimonio con Guglielmo Brusco. “E’ stata quella cafonata totale proposta da Renzo Marangon a Costa a spingermi a tornare – spiega Marcolongo – come se non bastasse quella minchiata solenne di Dprkworld proposta da Beppe Osti con il suo amico Kim Jong Il. A noi non servono schifezze propagandistiche, ma progetti intelligenti che promuovano valori positivi tra i cittadini e stili di vita sani che sono il primo veicolo di prevenzione. Ecco perché propongo un enorme luna park per la conoscenza delle meraviglie del corpo umano”.
Il progetto, illustrato con alcuni render, prevede la realizzazione di una gigantesca figura umana. “Si entra dalla bocca per proseguire lungo l’esofago, lo stomaco, l’apparato digerente in un viaggio affascinante alla scoperta del funzionamento degli organi interni. Quasi superfluo precisare che il momento più divertente è senza dubbio all’uscita”. La proposta ha subito provocato reazioni. Il primo a intervenire è stato Cicciuzzo Sconciaforni. “Un errore – sostiene – l’ex ospedale psichiatrico è una struttura bellissima, perfetta per ospitare una piccola Cinecittà. Ho già in mente il primo film da realizzare. Vorrei chiamarlo “Culo e camicia… di forza”, una storia dura che racconta della difficoltà dei pazienti dei vecchi manicomi ad avere una vita di relazione soddisfacente. Una riflessione a trent’anni dal varo della legge Basaglia”. Contrario anche Roberto Costa, direttore dell’autorevole periodico Biancoenero: “Il direttore è l’unica persona legittimata a proporre iniziative sull’ex ospedale psichiatrico e il solo legittimato a parlare di sé in terza persona. Diffida quindi Federica Zarri e il grande capo Estiqaatsi dal continuare a farlo. E ora vorrebbe far notare che il manicomio, relegato ai margini – in una zona di confine, rientra nella società coi suoi limiti, le sue risorse, le sue contraddizioni, la sua ansia di libertà. Alcune immagini micro cellulari di uno scenario-rappresentazione, finto-truccato-di-comodo-e quindi quasi reale. Dentro lo spettacolo rappresen-tato, in un continuum senza fine del manicomio de-manicomializzato. Mafia, veleno partitocratico, Arciclientela, trullallà, nebbie alcooliche, tossico, prrrrrrr!”.
Marcolongo tira dritto per la sua strada: “Non è che posso farmi carico di tutti i pareri. I lavori partiranno quanto prima e ho già ottenuto la disponibilità a collaborare del Compagno Prachanda che si è dimesso dalla presidenza del consiglio del Nepal per aiutarmi in quest’opera e per cercare di riavvicinarmi all’amato Brusco che conto di riuscire a portare presto all’altare”.

Bufera nella città etrusca!

Sconcerto e angoscia nel Pdl, dopo l'incredibile episodio accaduto sabato ad Adria, quando l'onorevole Luca Bellotti del Pdl è intervenuto a sorpresa al comizio settimanale di Gino Spinello in un noto locale adriese, dove s'è pure fatto fotografare con amici e sostenitori, come dimostra lo scatto a lato.
"Il grande Gino è l'unica vera garanzia per Adria - ha dichiarato, abbracciando l'ex vicepresidente della Provincia - Peccato che quel beota di Frigato l'abbia fatto fuori, perchè sarebbe stato un ottimo presidente della Provincia. Il buon Bobo non ha nessuna possibilità di vincere, per cui esorto gli elettori del Pdl a mettersi una mano sul cuore e votare direttamente per Spinello, regalandogli un buon 85% di preferenze. Per la Provincia lascio la libertà di scelta, ma per favore evitate di votare Antonello Contiero, se non volete trascinarci tutti in un abisso. Per conto mio voterò Guglielmo Brusco, che è mio compaesano, è un uomo gioviale e onesto, anche se l'ideale sarebbe avere Vanni Destro come vicepresidente, per dare quel valore aggiunto di tutela del nostro ambiente e del nostro splendido Delta. Abbasso il carbone puzzone! Viva il solare! E soprattuto diritto di voto agli immigrati, che per anni si sono fatti un culo così in fonderia, consentendo all'economia di filare, porcaccia miseria!". Un discorso ritenuto troppo di sinistra perfino da Spinello, che tuttavia ha incassato con un sorriso l'appoggio ricevuto dal rivale.
Peccato che poche ore dopo la verità sia venuta a galla: nello stesso momento in cui quanto narrato accadeva, Luca Bellotti si trovava infatti a Roma, dove stava depositando una mozione relativa al contrasto della calura afosa tipica delle zone bonificate nel recente passato. Quello di Adria, si è scoperto, non era altri che che il Barzellettiere Demoniaco, il malvagio clown che da giorni terrorizza il Polesine con elevate dosi di umorismo stagionato e scherzi da prete per nulla esilaranti. In serata, infatti, è giunta la rivendicazione, come sempre scherzosa, nella forma di una cartolina irriverente nei confronti delle forze dell'ordine: "Perchè i Carabinieri quando decidono di giocare in borsa, dopo due giorni sono abbronzatissimi? Perchè gli hanno detto di prendere Il Sole 24 Ore". Furiosa la reazione di Bellotti: "Cazzo, quella faccia da culo non sono certo io! - ha sbottato, osservando il reportage fotografico che lo ritraeva mentre socializzava con il nemico - Quel deficiente va acciuffato a tutti i costi! Metto una taglia di cinquanta euro sulla sua testa! Vivo o morto"