sabato 16 maggio 2009

Notizie da Prypiat

La comunità di squatter di Prypiat ha incontrato l'altro giorno il sindaco di Tulcea Constantin Hogea, per siglare il gemellaggio tra la città ucraina e il bel comune rumeno, che diede i natali, tra gli altri, al celebre matematico Grigore Moisil, pioniere dell'informatica in Romania.
"E' un momento importante per la nostra comunità - ha commentato commosso Pavlo Dzjuba, neoletto sindaco pro tempore di Prypiat - Questo gemellaggio ci proietta in Europa e offre una speranza di rinascita turistica di questa città, ancora poco valorizzata a livello internazionale, nonostante i grandi investimenti da parte della nostra amministrazione nella promozione delle nostre specificità. Ricordo ad esempio la nostra partecipazione al Wild Expo di Rovigo con le nostre rondini albine e uno splendido esemplare di capriolo malformato tricornuto, purtroppo non sopravvissuto al viaggio di ritorno". Dzjuba ha annunciato già nei prossimi mesi una visita ufficiale a Tulcea, accompagnato dal vicesindaco Gunther Kalashnikov e dall'assessore alla Cultura Viktor Cherniavskiy. "Sarete i benvenuti, purchè manteniate un comportamento moralmente irreprensibile", ha dichiarato il primo cittadino del comune rumeno.
Il gemellaggio con Tulcea è solo il primo passo verso la costruzione di una rete di partnership, anche commerciali, con svariate città europee. "Grazie anche all'interessamento del nostro concittadino Monello Vianello - spiega il sindaco di Prypiat - stiamo stringendo accordi anche con il Comune di Rovigo per creare una solida alleanza. Ad aprile abbiamo ricevuto la visita dell'ex assessore Beppe Osti, alla guida di una delegazione di costruttori lituani, il quale ha promesso di spendersi personalmente per la realizzazione di un parco monumentale che prevede la valorizzazione della nostra ruota panoramica e la costruzione di alcuni mausolei di grande impatto spettacolare. In questo sarà determinante la consultenza logistica della Repubblica della Corea del Nord, il cui leader Kim Jong-Il è da sempre grande amico e supporter di Osti. Prypiat sta risorgendo ed è pronta a proporsi come cittadina moderna, ricca di tradizioni e specialità gastronomiche, adatta a un turismo di visitazione, senza escludere però lo sviluppo dell'industria". Guardare al futuro imparando dal passato, è il motto con cui si propone il primo cittadino della città ucraina: "Come il Polesine ha saputo sbarazzarsi delle tragedie del passato e ora guarda con ottimismo ad un futuro di sviluppo, così noi dobbiamo liberarci di fantasmi, timori e vecchi pregiudizi e investire su quello che sarà il vero motore della crescita economica in quest'area a torto considerata depressa - dice -. Abbiamo la possibilità di coniugare l'offerta turistica con la creazione di un nuovo polo energetico: il futuro è nell'uranio pulito. Non perdiamo questo treno!"

venerdì 15 maggio 2009

Cicciuzzo avvocato ad honorem

La liberazione dopo oltre due mesi di prigionia ha aperto una nuova vita a Cicciuzzo Sconciaforni che, ieri mattina, ha ricevuto dal Cur la laurea ad honorem di operatore giuridico dell’Unione europea.
“E’ un giusto riconoscimento per un intellettuale raffinatissimo – ha commentato il sindaco Fausto Merchiori – un giovane polesano che ha dimostrato non solo di sapere proporre arte con un uso sapiente del corpo arricchendo le cineteche con preziosi capolavori della filmografia contemporanea, ma pure dare vita a riflessioni direi sofisticate e sopraffine, come ha dimostrato nelle tante lettere redatte nel duro periodo della prigionia quando, pur nelle mani di personalità rozze e senza scrupoli, ha saputo proporre alle istituzioni lucide riflessioni entro i protocolli di una politica alta proprio perché rispettosa delle istituzioni. Un plauso, dunque, a Cicciuzzo Sconciaforni, moderno logografo ed emulo odierno di Lisia, che ha dimostrato sul campo di essere fine cultore delle scienze giuridiche, vanto della letteratura scientifica nostrana, uomo di sostanza che sa travalicare le apparenze ingannevoli. Ora, se permettete, dopo avere ingerito un Buscopan, torno alle mie arnie”.
Cicciuzzo, nel ricevere il diploma, ha ridestato dal torpore la platea della sala Bisaglia con uno squassante e forte peto, oltre che con l’annuncio dei propri futuri progetti da attore e regista. Ovviamente delineati con l’arte propria di un fine dicitore.
“Pur debilitato dalle rinunce della costrizione di queste settimane – ha detto l’attore – non ho perso quell’animo creativo che è stato bussola per la mia vicenda artistica. Ho già chiesto e ottenuto la disponibilità a trasformare il Cubo dell’università di Rovigo in set per il mio prossimo film, omaggio a questo graditissimo riconoscimento. La pellicola si intitolerà “Cicciuzzo principe del foro” e racconterà la vicenda di un giovane e spregiudicato pubblico ministero che non si farà remore, perdonate il francesismo, nel rompere il culo ai nemici della legalità. Non nascondo che sto già pensando a un sequel, sperando che le autorità mettano a disposizione il locale Palazzo di giustizia. Ho già in mente il titolo: “Tribun(an)ale”, una bellissima docufiction che descriverà gli sforzi e le astuzie con cui un magistrato si spende da vero duro per sconfiggere il racket della prostituzione. Lo “an” ovviamente è, da amante della grecità, non un volgare calembour, ma una particella sintattica che sostiene la modalità ottativa del verbo e, quindi, sottolinea l’auspicio legalitario del protagonista”.
Presente alla cerimonia anche il pilota Valentino Rossi, laureato honoris causa in Scienze della Comunicazione, che ha voluto omaggiare uno dei suoi attori preferiti, invitandolo a fare un giro in moto sul piazzale del Cur. Memorabile lo show a ruota alta offerto da Cicciuzzo al pubblico e ai parenti, che ci hanno omaggiato dello scatto amatoriale qui riportato.

giovedì 14 maggio 2009

Bin Laden attacca la partitocrazia polesana

"Questa campagna elettorale è marcia. Su tutto incombe l'ombra del complotto e dell'inciucio!" A sostenerlo è l'autorevole opinionista Osama Bin Laden (nella foto), che ieri è apparso sulla tv araba Al Jazeera per replicare a un corsivo di Vianello Monello, in cui lo definiva "ormai vecchio e malato come Federico Cuor di Leone" e per lanciare un appello alla rivolta contro la "partitocrazia clientelare polesana che tesse le proprie trame sbattendosene degli interessi dei cittadini e opprimendo i più deboli e le voci fuori dal coro".
Bin Laden definisce le voci sul suo conto "esagerazioni giornalistiche gonfiate al solo scopo di fare vendere più copie al Carlino" e aggiunge: "L'11 settembre non volevo fare una strage, come è stato detto, ma semplicemente una performance dadaista che prevedeva l'uccisione di cinquemila persone innocenti. Io ho creato un'icona e anche un prodotto di intrattenimento per la tv commerciale. Trovo davvero fazioso accusarmi di terrorismo, puah!" Opinioni che faranno certo discutere: è giusto uccidere delle persone per realizzare i propri obiettivi? Chissà! Di certo Osama non ha risparmiato strali anche alla politica polesana, che tutti sanno essere condizionata dalla lotta tra i rettiliani e gli alieni del pianeta Chulak. Secondo l'autorevole rappresentante di Al Qaeda, tuttavia, la situazione sarebbe molto più complessa di quanto non appaia all'esterno: "C'è stata una serie di fratture all'interno della fazione rettiliana, che si è divisa in vari movimenti - racconta -. Particolarmente agguerrita è la lotta tra i rettiliani viola e quelli neri, che si scannano per il potere pur essendo della stessa razza. Una situazione simile accade per i chulakiani. Le mie fonti mi dicono che i rettiliani viola avrebbero stretto accordi segreti con la componente anfibia dei chulakiani per le prossime provinciali, per favorire la vittoria di Chulak pur di sputtanare per sempre quei rettiliani neri che oggi avanzano pretese di poltrone. Come dire, li manderanno al massacro pur di fargli abbassare la cresta. Trovo che tutto ciò sia disgustoso e vorrei dare consigli di voto, ma purtroppo non sarebbe corretto da parte mia. E poi chiunque appoggiassi perderebbe dei voti a causa del complotto occidentale e sionista che mi vuole emarginare".
Osama ha poi speso parole in favore della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle: "So che il mondo prenderà a male queste parole, perchè mi considera solo uno sporco assassino - dice - Ma ricordo che Hitler era vegetariano e promulgò leggi per il rispetto degli animali. Io credo che il carbone pulito sia il futuro, anche perchè il petrolio ormai scarseggia e quei cazzo di americani continueranno ad opprimere il Medio Oriente per arraffare le ultime risorse. Con le centrali a carbone, invece, non avranno più motivi per romperci il cazzo e io potrò finalmente andare in pensione. Viva il carbone pulito! Viva la lotta anti-imperialista!"
In serata una nota dei servizi segreti americani ha insinuato che il protagonista del video potrebbe non essere il vero Osama bin Laden. In particolare non collima con il quadro generale una scena tagliata dal video, in cui il protagonista parla in uruguaiano con al Zawahri, affermando "Ricordati che dobbiamo andare in tintoria a riprendere il cappotto della zia Rita, domani".

mercoledì 13 maggio 2009

L'opinione: Ampelio Cantarutti, filosofo repubblichino

Chattando su Facebook ho incontrato dopo tanti anni il mio vecchio compagno delle medie, Ampelio Cantarutti, un ragazzo di poche parole, che negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale si distinse come uno dei più efferati tra i repubblichini di Salò, salvo poi passare a vivere sotto copertura in Sud Tirolo, dove gestisce una Stube con il nome di Hans Von Frankfurter. Ampelio è noto tuttavia anche per essere stato un fine teorico, che ci ha regalato decine di tomi fitti di interessanti considerazioni sulla società in cui viviamo. Inevitabile fare riferimento a lui per commentare alcuni dei temi maggiormente di attualità.

Caro Ampelio, detto Hans, cosa ne pensi della proposta di equiparare voi repubblichini ai partigiani che si batterono per liberare il paese dai nazisti e un po' anche dai fascisti?
Sono contrario all'equiparazione. Non mi va di essere assimilato a quella banditaglia clerico-comunista, che ha infangato l'onore e l'orgoglio della nostra Patria, vendendosi agli invasori! Ci sputo su! Avessero avuto vero ardimento, si sarebbero battuti nelle colonie, per schiacciare le insurrezioni degli incolti negri in Libia e in Abissinia! Si sarebbero resi più utili aiutandoci nella deportazione delle zecche ebree che infestavano il nostro paese o riacciando a mare l'armata alleata che ha umiliato la nostra gloriosa Patria.

Certo, certo. Ma scurdammoce o' passato e veniamo all'attualità: cosa ne pensi del nostro paese oggi?
Non siamo ancora ai fasti di un tempo, perchè i fascisti di oggi sono una manica di debosciati. Pensano solo a scopare le ragazzine, puah! Tuttavia qualcosa di buono sta accadendo. Vedo con molto favore la decisione di deportare in Libia quei quattro pulciosi negri del cazzo che continuano a venire a chiedere aiuto a noi. Dobbiamo mostrarci cattivi, è l'unico linguaggio che le razze inferiori capiscono. Gheddafi sarà anche un fottuto comunista, ma sa come trattarli i maledetti negri: in prigione, torturati e a fare la fame. Così gli passa la voglia di invaderci con la loro disperazione. Se ne stiano a casa loro.

Diamine, ma lei non era quello che rimpiangeva le colonie? E mica ce ne stavamo a casa nostra, noi...
E che vuol dire? Che è anche colpa nostra se sono ridotti così al paese loro, come dicono i catto-comunisti? Gli abbiamo portato le strade asfaltate. E l'unica colpa è stata non sterminarli tutti con le armi chimiche: ci siamo fermati troppo presto.

Opinioni discutibili, certo, ma non vorrei essere accusato di pericoloso estremismo. Dunque le pongo una domanda costruttiva: queste interessanti iniziative contro l'immigrazione possono diventare un modello per nuove politiche di welfare?
Devono diventarlo. Quella dei negri è solo una delle tante piaghe. Poi bisogna pensare ai cinesi, che vanno sterilizzati per impedirgli di riempirci di musi gialli le scuole elementari. Ma non dobbiamo fermarci agli immigrati. Prendiamo gli handicappati: sono dei mangiapane a tradimento, che vivono alle spese della gente perbene, onesta, che lavora e che magari viene messa in croce solo perchè picchia la moglie o stupra la colf rumena. Gli handicappati, spiace dirlo ma bisogna essere onesti, o si trovano un lavoro con le loro possibilità, o andrebbero buttati fuori a calci in culo dal paese. Stesso discorso per gli anziani: non possiamo permetterci di mantenere dei vecchi nullafacenti per decenni. E poi c'è la povertà. Io non pretendo di eliminare fisicamente le famiglie povere, ma almeno di impedire loro per legge di avere figli, questo sì. Non credo di chiedere la luna.

Benvenuti nella Nuova Repubblica Zenana

C'è un nuovo stato indipendente in Italia, dopo San Marino e il Vaticano. E si trova proprio nel territorio provinciale di Rovigo: venti ettari di campi attualmente a maggese nelle campagne tra Ceregnano e Baricetta, che non sono mai entrati a fare parte del Regno d'Italia e sono proprietà esclusiva e indipendente di Giacomo Ernesto Zen (nella foto), ricco fricchettone e libertino, discendente da un nobile casata polesana.
L'incredibile scoperta - ma cos'è incredibile ormai, specie a Rovigo? - è stata fatta da uno stagista all'Archivio di Stato, che nel riordinare vecchie e polverose carte ha trovato un editto del 1866, firmato da Vittorio Emanuele II in persona, in cui si concede un'inedita deroga all'annessione del Veneto al Regno d'Italia: ne è esentata, appunto, la famiglia Zen, all'epoca proprietaria di un modesto appezzamento di terreno di nessun pregio e di una villetta in Polesine, in cambio del silenzio su alcuni scandaletti relativi al plebiscito che aveva appena decretato l'annessione. Battezzato provvisoriamente Nuova Repubblica Zenana, il regno era in realtà un escamotage per consentire alla famiglia Zen di rimanere in Polesine senza versare tributi al re, una sorta di paradiso fiscale riservato però solo ai familiari del capofamiglia residenti in quell'appezzamento di terreno sperduto tra le campagne. Nel patto era compreso un invito alla riservatezza, per evitare moti secessionisti e nuove rivolte popolari, e una richiesta formale a non avanzare ulteriori pretese in futuro. Pochi mesi dopo il capofamiglia Romolo Zen moriva di malaria in circostanze mai chiarite, lasciando tutti i suoi beni all'unico figlio maschio, Ubaldo, un macrocefalo incapace di distinguere la mano destra da quella sinistra, che delegò il governo del piccolo regno autonomo alle tre sorelle, le quali fecero del loro meglio, essendo divise tra l'amministrazione dei terreni e le incombenze casalinghe di cui Ubaldo non si voleva occupare. Pian piano quel patto con il re d'Italia cadde nell'oblio, tant'è che l'attuale reggente della Nuova Repubblica Zenana manco ne sapeva nulla.
"Sono felice di sapere che ho un vasto appezzamento di terra su cui posso fare quel cazzo che voglio - dichiara, rollando un raspone - Ma da allegro libertino non mi proclamerò re, anzi approfitterò di questa libertà per fare qui quello che lo stato illiberale non consente, se non a parole". Tra le iniziative che faranno discutere, l'apertura di una tv privata libera e allegra, che ospiterà "cultura, satira e un'informazione dignitosa". E poi? "E poi concederò parte dei miei terreni per la costruzione di una moschea legale per gli amici mussulmani - dice, ridendo e spippacchiando la cannetta appena fatta su - Preciso che da ateo irriducibile ritengo tutte le religioni parimenti esecrabili, tuttavia mi infastidisce l'atteggiamento della nostra classe politica: prima non autorizzano luoghi di culto legali, poi si arrabbiano se uno si fa la mosche abusiva e invocano il rispetto delle regole. Quindi autorizzo la costruzione di una moschea sul mio regno autonomo solo per fare un dispetto a questi spaccaballe. Eh! Eh! Eh! Vuoi fare un tiro?"

martedì 12 maggio 2009

Ecco cosa è successo a Roberto!

A salvarmi dalla crisi creativa è giunto il comunicato con allegata foto che pubblico, firmato di proprio pugno dal giovine Roberto Scognomato, partito assieme alla nonna Demetra in cerca di Cicciuzzo Sconciaforni e mai più ritornato. Si sospettava un complotto alieno e questa lettera ci ha fatto sperare in un chiarimento. In realtà Roberto si limita a rassicurarci che va tutto bene: i suoi genitori, del resto, hanno detto che si accontentano così, dato che avevano già venduto i mobili della sua camera da letto e si apprestavano a ristrutturare l'ala della casa per farci un bed and breakfast. Leggiamo dunque cosa ci dice Roberto...


Caro Monello Vianello,
scrivo a te perchè sei l'unico che si è occupato dignitosamente del caso Cicciuzzo Sconciaforni, mentre i giornali locali, che non leggo mai, brancolavano nel buio. Ti scrivo per dirti che sono contento che sia stato liberato e che ora posso continuare a fare la vita che ho fatto finora, per cui potete smettere di cercarmi. Come vedi dalle foto che ti allego (abbiamo pubblicato solo il pubblicabile, ndr.) sono in ottima forma: non sto a spiegarti com'è o come non è, ma di fatto ho cambiato radicalmente vita e mi prostituisco in un bordello di Abu Dhabi, guadagnandomi da vivere con il sudore del mio corpo.
La nonna ha deciso di proseguire il proprio viaggio intorno al mondo e non so che fine abbia fatto. Ha detto che si voleva godere gli ultimi anni di vita vedendo cose nuove, uscendo dalla provincia. Io invece sto bene qui, dove concedo il mio corpo a grassi e pelosi uomini d'affari in camere lussuose, profumate con essenze orientali e dotate di tutti i comfort. Sono sicuro che Cicciuzzo approverebbe questa mia scelta. Del resto sono contento così e ti ribadisco che sto bene. Salutami tanto mio fratello Manlio, digli che quando vuole qui un posto da dormire lo trova sempre.
Un abbraccione,

Roberto

lunedì 11 maggio 2009

Frammenti di storia rodigina

Nella foto, il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, mentre omaggia alcuni giovani di un assolo di chitarra fuori dai protocolli, durante l'ultima edizione di Rowoodstock.

Jacopo Carlotti si candida a sindaco di Adria

"Attaccare dall'esterno non basta più, è ora di destrutturare la macchina partitica dall'interno. Un tempo la differenza era tra distruggere il sistema e proporre alternative, oggi la sfida è essere un'alternativa in prima persona. E' per questo che mi candido a sindaco della città etrusca, a cui restituirò il prestigio degli anni di Porsenna".
Una candidatura che fa discutere la politica e ottiene consensi e contestazioni, quella del celebre opinionista della Voce e della Repubblica Veneta, Jacopo Carlotti, che da tempo contende il primato di migliore autore di satira politica a Vianello Monello. Carlotti si candida infatti con la lista civica "La voce del cittadino", affiliata alle due civiche "Uniamoci per cambiare" (niente a che fare con la lista "Uniti per cambiare") e "Cambiàti per unire", prossime a confluire in un'unica lista civica "Uniti per il cambiamento", che ingloberà anche la lista dei baby pensionati, quella degli "onorevoli pensionati con una legislatura" e l'interessante civica "Uniti per il mantenimento dello status quo", nata da una scissione interna alla civica "Vota per me che io voto per te", che appoggia la Lega Polesine Orientale. Come è evidente, dunque, Carlotti appoggerà il centrodestra alle prossime elezioni, anche se non mancano alcuni aspetti controversi. Ad esempio, Carlotti sostiene di correre come sindaco ma contemporaneamente di appoggiare Antonello Contiero alle prossime provinciali. Interpellato su questo passaggio poco comprensibile, risponde: "E allora? Faccio quel cazzo che mi pare!"
In compenso la sua presa di posizione forte e autorevole ottiene già il plauso del candidato del nuovo Psi, Gianni Magnan, che correrà per Palazzo Celio a sostegno di Antonello Contiero: "Tra me e Jacopo non c'è una conoscenza diretta, ma un'innegabile affinità intellettuale - dice il candidato del centrodestra - Sono felice che una persona colta e autorevole come Carlotti dia il proprio contributo al bene collettivo. Saprà portare in questa campagna elettorale spenta e triste quei temi morali che si cercano di nascondere sotto il tappeto".
Raggiunto al telefono, Antonello Contiero ha chiesto un paio di minuti prima di replicare. Il nostro corrispondente riferisce di avere udito distintamente, prima che la linea cadesse definitivamente, un rumore assordante di piatti sfasciati e tonfi "come di grossi mobili che venivano buttati violentemente a terra", accompagnati da imprecazioni che farebbero impallidire il celebrante di un rito satanico. Più misurata la reazione di Luca Bellotti (nella foto, mentre apprende la notizia al telefono): "Ascolti, per i prossimi cinque minuti dirò tutto il contrario di ciò che penso davvero, ok? - ha dichiarato - Penso che Carlotti in squadra darà un valore aggiunto alla nostra coalizione, nata già sotto i migliori auspici. C'era bisogno di una persona del genere, un outsider in grado di offrire una cultura e un punto di vista innovativo alla nostra futura azione politica. Questo è ciò che penso, e ora la lascio perchè devo correre a darmi il balsamo, perchè sono pieno di doppie punte".

domenica 10 maggio 2009

Le visioni di Leonida Gusmaroli #26

L'impeccabile veggente bolognese torna anche questa domenica per rivelarci nuovi dettagli del futuro che ci attende, come sempre carezzando la sua potente sfera di cristallo. Molti se lo contendono ormai da mesi per sapere chi vincerà le elezioni provinciali, ma Leonida non cede. "Ho un'etica - ci ha spiegato - Il vincitore non è scritto nel destino, ma in un accordo sottobanco stretto i partiti". L'ennesima teoria del complotto, sia chiaro: Leonida dice di averne sentito parlare dal cugino, un inserviente di Gardaland che ama millantare conoscenze in alto. Noi rimaniamo terra terra e vi proponiamo previsioni più credibili.

La riconversione non si farà
La fine del mondo creerà seri problemi alla riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini. Prevista già dagli antichi Maya, che però non si erano resi conto che il loro impero stava per collassare, l'apocalisse arriverà puntuale nel 2012. In Polesine, tuttavia, la fine del mondo subirà un ritardo di un paio di anni per motivi inspiegabili. A inizio 2014, quando una voce tonitruante annuncerà che alle 18 inizierà la fine del mondo, si deciderà di abbandonare la costruzione della centrale. "Peccato - commenterà Maurizio Ferro, rappresentante del Comitato delle manovalanze ungheresi e polacche del cantiere di Polesine Camerini - avrebbe portato sviluppo alla nostra provincia e abbattutto le emissioni dell'80%, ma tanto ormai che senso ha?"

Azzalin rifonda la Democrazia Cristiana
"Basta con questo Pd nè carne nè pesce, con gente che entra e gente che esce e moderati ciucciamentine spacciati per neo-bolscevichi. La gente va in confusione, è ora di fare una scelta coerente". Con queste parole Graziano Azzalin uscirà dal Partito Democratico, sezione polesana "A. Bisaglia", per fondare la Nuova Democrazia Cristiana, partito-ossimoro con cui il vice di Merchiori si presenterà alle amministrative. "E' inutile raccontarsi balle - dichiarerà - Nel Pd della vecchia sinistra rimangono solo sporadiche tracce di Dna da cui non è più nemmeno possibile ricostruire il genoma originale. Tanto vale adeguarsi: io sono stato, sono e sempre sarò un sano e sincero democristiano, perdio!" Biasimo sarà espresso dal sindaco, Fausto Merchiori: "Non condivido, io non abiuro ai sani principi del marxismo-leninismo".

Caccia grossa
Una nuova legge regionale consentirà di utilizzare vecchi Mig sovietici per la caccia nel Delta del Po, riconoscendo il valore ricreativo di questo sano sport all'aria aperta. Nel giro di tre anni la fauna selvatica, e anche buona parte della flora, del Delta sarà completamente estinta, completando così quel piano di rilancio iniziato negli ultimi anni. I cacciatori, pur di sparare a qualcosa, inizieranno a sparare ai propri cani, poi a spararsi a vicenda. Fortunatamente l'apocalisse nel 2014 porrà fine a questa incresciosa situazione. Scomparsi i polesani, il Delta del Po diventerà un tesoro naturalistico. Ma non ci sarà nessuno a vederlo.

sabato 9 maggio 2009

CICCIUZZO LIBERO!


Cicciuzzo Sconciaforni è un uomo libero. Erano quasi le otto di sera quando uno zelante accertatore della sosta, passeggiando lungo via Mazzini, ha individuato un auto sospetta, scoprendovi all'interno il pornodivo polesano rapito dalle Brigate Rosse. "Avvicinandomi al mezzo in questione - racconta l'accertatore Giuliano Passacuore - mi sono accorto che il contrassegno per il parcheggio a pagamento era scaduto da almeno un'ora. Ciò mi ha spinto a compiere un sopralluogo attorno al mezzo, onde accertare con dovizia di particolari l'irregolarità. Ho dunque notato a colpo d'occhio che le sospensioni posteriori del mezzo erano oltremodo gravate, segno evidente di un carico assai consistente all'interno del bagagliaio, da cui peraltro provenivano preoccupanti mugolii. Sul momento ho pensato di avere localizzato un mezzo della Banda Dumbo, il gruppo eversivo noto in tutto il triveneto per il furto di animali di grossa taglia dai circhi. Da qui la subitanea segnalazione alle forze dell'ordine, che prontamente sono intervenute".
Invece un immediato sopralluogo ha svelato la verità: nel bagagliaio, sommerso da quintali di ciarpame, si trovava, ancora vivo, il buon vecchio Cicciuzzo Sconciaforni, liberato come promesso dai suoi rapitori. "Sono grato al signor Passacuore, erano ore che gridavo di tirarmi fuori ma nessuno mi cagava - ha dichiarato, prima di essere issato su un'ambulanza - Ringrazio tutti quelli che si sono spesi per la mia liberazione, a partire dalla signora Pompilia Trombin e dal signor Mc Gyver". Cicciuzzo si è detto molto provato dall'esperienza, ma ha promesso a tutti una conferenza stampa in cui racconterà quanto gli è accaduto. "Sono a disposizione degli inquirenti per fare luce, per quanto posso, sui numerosi aspetti oscuri di questa vicenda, a partire dalla scomparsa della seconda spedizione di soccorso", ha detto. Il suo manager, Leonard Pappicaldi, ha inoltre anticipato che sta già pensando a un film tratto da questa drammatica vicenda, senza fornire altri dettagli.